Rassegna storica del Risorgimento

VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
anno <1976>   pagina <308>
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Gianni A. Cisotto
Per tale ragione le autorità austriache, dopo l'esperienza del '48, in consi­derazione dell'importanza del Seminario nella formazione dei giovani vicentini, lo ritennero una palestra di educazione antiaustriaca e lo presero di mira ora con accuse ora con minacce, altre volte con lagnanze.
Dopo il ritorno degli Austriaci d vicentini della città e della provincia si mantennero calmi. Non si registrarono casi di intolleranza o manifestazioni di violenza. La reazione asburgica, in altre zone feroce e crudele, nel vicentino si limitò ad un severo e talvolta esasperante controllo di polizia su tutte le manifestazioni della vita civile, sociale, culturale, religiosa e su tutte le persone che in qualche modo si erano compromesse dorante i fatti del '48. Tale com­portamento da parte austriaca può forse spiegare il fatto che non ci furono casi di cospirazione contro il governo. Non risulta neppure che si siano for­mati nuclei carbonari o mazziniani di qualche consistenza. Se qualcosa ci fu, si ridusse tutto a sparuti gruppetti, che non riuscirono mai ad esprimersi in azioni e non ebbero quindi nessun peso nella vita cittadina.
Con ciò non si vuole affermare che a Vicenza tutti se ne stessero calmi e tranquilli per paura. Si cercava in tutti i modi di manifestare l'ostilità che si provava verso gli Austriaci. C'erano parecchie maniere per farlo: per esempio, non intervenendo ad una cerimonia in ricordo dei soldati austriaci morti du­rante la guerra '48-'49, oppure non partecipando ad una sottoscrizione per erigere una chiesa votiva a Vienna in ricordo dello scampato pericolo dell'Imperatore sfuggito a un attentato, oppure ancora non acquistando cartelle della lotteria nazionale e via dicendo.20* Anche in questo, però, bisognava andare cauti, perché gli Austriaci tenevano nota di tutto e le persone già segnate sul libro nero potevano vedere crescere a dismisura i loro torti verso l'Austria, fino a toccare livelli pericolosi.
Pur comportandosi con cautela, le principali famiglie di Vicenza non teme­vano all'occasione di compromettersi direttamente.
Ciò si verificò in maniera abbastanza vistosa il 10 giugno 1850, quando il conte Franco fece celebrare nella chiesa del Cimitero una messa funebre in memoria del figlio morto combattendo contro gli Austriaci il 10 giugno del '48. La cerimonia, non aveva in sé niente di particolare e non presentava un carat­tere antiaustriaco, se non che in quello stesso giorno le truppe imperiali cele­bravano sul monte Berico l'anniversario della battaglia in commemorazione
Rossi. Commemorazione al R. Istituto di sciente lettere ed arti il 29 marzo 1903, Venezia, 1903; G. MANTF.SE, Storia di Schio, Schio, 1955, pp. 521-545; L. AVAGLIANO, Alessandro Rossi e le origini dell'Italia industriale, Napoli, 1970; G. BAGLIONI, La costruzione di un paternalismo organico nel pensiero di un imprenditore d'eccezione: Alessandro Rossi, in Studi di sociologia* luglio-dicembre 1971, pp. 313-351; S. LANARO, Mercantilismo agrario e formazione del capitale nel pensiero di Alessandro Rossi, in Quaderni storici, VI (1971), n. 1, pp. 74-145. Per l'elenco delle opere del Rossi amando a S. RUMOR, Gli scrittori vi­centini cit.T Il, pp. 672-688,
19) Ludovico Pasini, fratello di Valentino di cui si è già detto più sopra, fu geologo di chiara fama. Fondatore e presidente dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, si occupò di studi geologici sulle regioni alpine, con particolare riguardo a quelle venete. Fu tra i primi sostenitori della necessità di compilare una carta geologica d'I Ialia. Nato a Schio nel 1804, vi morì nel 1870. Su di lui si vedano S. RUMOR, Gli scrittori vicentini óit II, pp. 499-503; G. MANTESE, Storia di Schio eit., p. 510.
20) Arch. di Stato di Vicenza, Atti Delegazione Provinciale Austriaca, vari fascicoli degli anni 1860-1861 in particolare.