Rassegna storica del Risorgimento
VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
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Giacomo Zanella e l'Austria
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dei loro caduti in quel fatto d'arimi. La cerimonia veniva quindi ad assumere THX carattere di aperta sfida. Non sappiamo se si sia trattato di una pura coincidenza o se invece fosse intenzionale la scelta del giorno. Fatto sta che gli Austriaci la presero come una provocazione, tenendo conto che, oltre alla famiglia Franco, v'intervenivano vestiti a lutto, circa 50 altri individui i più riconosciuti pei loro principi antipolitici; tra questi vi erano varie Signore, e diversi tra le principali famiglie di questa città. La reazione austriaca non si fece attendere: agli intervenuti fu intimato di non allontanarsi dalla città e ai più compromessi di non uscire di casa dopo le nove di sera. W Il sacerdote, che aveva celebrato la messa funebre, certo don Lupis, fu destituito dal poeto di cappellano del cimitero e relegato in un convento.
In seguito, le autorità austriache, ammaestrate da tale esperienza, fecero chiudere il cimitero in occasione dei principali anniversari, che avrebbero potuto dare spunto a manifestazioni patriottiche.
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L'azione delle autorità austriache contro Giacomo Zanella si inseri nella campagna di accuse montate dall'Austria contro il Seminario vicentino.
È contro l'Istituto infatti che nel 1852 venne sollevata una serie di accuse da parte del maresciallo Radetzky, che scrisse una allarmata nota al Luogotenente austriaco di Venezia Toggenburg. Non siamo in grado di appurare la fonte dalla quale Radetzky abbia ricevuto le informazioni. Non fu certamente il delegato provinciale di Vicenza Piombazzi,24* che dipendeva direttamente dal Luogotenente e che fu da questi incaricato delle indagini solo dopo la segnalazione del Comandante militare del Lombardo-Veneto.
Probabilmente le informazioni provenivano da ambienti dell'esercito o della gendarmeria o da funzionari austriaci conoscenti del Radetzky; che non
2" A.S.V., Pres. Luog., 1.22-1 n. 479 del 28 giugno 1850, bollettino settimanale del Delegato di Vicenza al Luogotenente. Si veda anche A. DALLA POZZA, Rapporti del Comune di Vicenza con la Delegazione austriaca nel 1848-1866. in Aspetti di vita pubblica e ani' mini.slrati.va cit.. p. 49. Dalle carte del Comune relative al 1850 risulta al Dalla Pozza che ci furono degli arresti fra i più notevoli cittadini, mentre nel rapporto del Delegato al Luogotenente, sopra citato, si dice solo che furono i più compromessi seriamente redarguì IÌT e precettati a non partire di casa dopo le ore 9 di sera, ed a non allontanarsi dalla città j).
ì Ad esempio l'anniversario della morte di Cavour e di qualche battaglia delle guerre d'indipendenza. Arch. di Stato di Vicenza, Atti della Delegazione Provinciale Austriaca, busta 803 senza indicazione di fascicolo, vari numeri del giugno 1862.
2ft a Secondo una voce venuta a mia cognizione, lo stato del Seminario Vescovile di Vicenza darebbe materia a giuste apprensioni tanto dal lato della disciplina e della mora lità quanto in riguardo ai principii politici che colà vengono alimentati A.S.V., Pres. Luog.. V.ll-2 n. 1376 del 21 luglio 1852, Radetzky da Verona al Luogotenente Toggenburg a Venezia.
24> De Piombazzi, o più semplicemente Piombazzi (come lui stesso si firma) divenne Delegato provinciale di Vicenza nell'aprile del 1851. L'11 di quel mese ne dava comunicazione al vescovo Cappellai-i. Areh. della Curia Vescovile di Vicenza, Atti di Curia, 1850-1851, n. 8667 dell'I 1 aprile 1851. Il Piombazzi restò alla guida della Delegazione di Vicenza fino al 1858.
25 A.S.V., Pres. Luog., V.ll-2 ti. 3249 del 24 luglio 1852, Toggenburg a Piombazzi.