Rassegna storica del Risorgimento

VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
anno <1976>   pagina <309>
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Giacomo Zanella e l'Austria
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dei loro caduti in quel fatto d'arimi. La cerimonia veniva quindi ad assumere THX carattere di aperta sfida. Non sappiamo se si sia trattato di una pura coinci­denza o se invece fosse intenzionale la scelta del giorno. Fatto sta che gli Austriaci la presero come una provocazione, tenendo conto che, oltre alla fa­miglia Franco, v'intervenivano vestiti a lutto, circa 50 altri individui i più riconosciuti pei loro principi antipolitici; tra questi vi erano varie Signore, e diversi tra le principali famiglie di questa città. La reazione austriaca non si fece attendere: agli intervenuti fu intimato di non allontanarsi dalla città e ai più compromessi di non uscire di casa dopo le nove di sera. W Il sacerdote, che aveva celebrato la messa funebre, certo don Lupis, fu destituito dal poeto di cappellano del cimitero e relegato in un convento.
In seguito, le autorità austriache, ammaestrate da tale esperienza, fecero chiudere il cimitero in occasione dei principali anniversari, che avrebbero po­tuto dare spunto a manifestazioni patriottiche.
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L'azione delle autorità austriache contro Giacomo Zanella si inseri nella campagna di accuse montate dall'Austria contro il Seminario vicentino.
È contro l'Istituto infatti che nel 1852 venne sollevata una serie di accuse da parte del maresciallo Radetzky, che scrisse una allarmata nota al Luogote­nente austriaco di Venezia Toggenburg. Non siamo in grado di appurare la fonte dalla quale Radetzky abbia ricevuto le informazioni. Non fu certamente il delegato provinciale di Vicenza Piombazzi,24* che dipendeva direttamente dal Luogotenente e che fu da questi incaricato delle indagini solo dopo la segnala­zione del Comandante militare del Lombardo-Veneto.
Probabilmente le informazioni provenivano da ambienti dell'esercito o della gendarmeria o da funzionari austriaci conoscenti del Radetzky; che non
2" A.S.V., Pres. Luog., 1.22-1 n. 479 del 28 giugno 1850, bollettino settimanale del Delegato di Vicenza al Luogotenente. Si veda anche A. DALLA POZZA, Rapporti del Comune di Vicenza con la Delegazione austriaca nel 1848-1866. in Aspetti di vita pubblica e ani' mini.slrati.va cit.. p. 49. Dalle carte del Comune relative al 1850 risulta al Dalla Pozza che ci furono degli arresti fra i più notevoli cittadini, mentre nel rapporto del Delegato al Luogotenente, sopra citato, si dice solo che furono i più compromessi seriamente redar­guì IÌT e precettati a non partire di casa dopo le ore 9 di sera, ed a non allontanarsi dalla città j).
ì Ad esempio l'anniversario della morte di Cavour e di qualche battaglia delle guerre d'indipendenza. Arch. di Stato di Vicenza, Atti della Delegazione Provinciale Austriaca, busta 803 senza indicazione di fascicolo, vari numeri del giugno 1862.
2ft a Secondo una voce venuta a mia cognizione, lo stato del Seminario Vescovile di Vicenza darebbe materia a giuste apprensioni tanto dal lato della disciplina e della mora lità quanto in riguardo ai principii politici che colà vengono alimentati A.S.V., Pres. Luog.. V.ll-2 n. 1376 del 21 luglio 1852, Radetzky da Verona al Luogotenente Toggen­burg a Venezia.
24> De Piombazzi, o più semplicemente Piombazzi (come lui stesso si firma) divenne Delegato provinciale di Vicenza nell'aprile del 1851. L'11 di quel mese ne dava comuni­cazione al vescovo Cappellai-i. Areh. della Curia Vescovile di Vicenza, Atti di Curia, 1850-1851, n. 8667 dell'I 1 aprile 1851. Il Piombazzi restò alla guida della Delegazione di Vi­cenza fino al 1858.
25 A.S.V., Pres. Luog., V.ll-2 ti. 3249 del 24 luglio 1852, Toggenburg a Piombazzi.