Rassegna storica del Risorgimento
VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
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1976
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Giacomo Zanella e VAustria
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l'espulsione immediata dei colpevoli, tatti giovani elementi provenienti dalla campagna e perciò maleducata. Respingeva invece come inconsistente Incensa di inettitudine contro il rettore Graziani e il prefetto Gallo. Quanto allo Zanella e al Dalla Valle, essi, anche se nel 1848 si erano un po' esposti, più che altro a parole, ora conducevano vita tranquilla dediti ai loro studi.
Alle parole del Vescovo facevano eco il Graziani e il Gallo nelle loro relazioni, che il Vescovo allegava alla propria nota, sostenendo che i professori del Seminario dopo la sbandata generale del '48 ora erano tutti subordinati sempre all'autorità del Governo legittimo,31) compresi il Dalla Valle e lo Zanella.
La documenfazione fornita dal vescovo Cappellani lasciò perplesso il Luogotenente, che ordinò un supplemento di indagini al delegato Piombazzi,32> il quale, però, confermò tutte le informazioni e le accuse già fornite.33?
La situazione dello Zanella e del Dalla Valle si aggravò in seguito ad un fatto avvenuto a Gambellara il 4 agosto 1852. In quel giorno infatti tredici professori del Seminario, tra i quali appunto i due, ai erano recati in quel paese a visitare l'ex-collega Andrea Samdri,34) che, ritiratosi dall'insegnamento nel 1843, era tornato alla cura d'anime. Fu una riunione fra vecchi amici. Pare però che qualcuno avesse intonato un canto patriottico. Ci furono ad ogni modo
3) Sara pur vero, che in quei tempi vertiginosi, nei quali purtroppo la forza e la violenza signoreggiavano il buon volere dei cittadini, essi pure si saran resi colpevoli di qualche lieve peccato in politica; non mai però in linea di dimostrazioni che valessero a secondare le massime sovvertitrici dell'ordine pubblico, e della legittimità del trono, ma di sole semplici parole ed espressioni a tant'altri comuni, sopra cui la magnanimità del Governo vi passò sopra, e tuttora vi passa, e non cura . A.S.V., Pres. Luog., V.ll-2 n. 58 del 22 settembre 1852, Cappellai-i a Toggenburg. Da tutta la lettera traspare un senso di amarezza per dover difendere delle persone accusate senza fondamento, nella consapevolezza che se non lo avesse fatto lui, che le aveva collocate nei posti di responsabilità in cui ora si trovavano, avrebbe tirato addosso anche a sé, oltre che a loro, le conseguenze a cui miravano le autorità austriache.
31) A.S.V., Pres. Luog., V.ll-2, Relazione di mons. Gallo al vescovo Cappellari in data 14 settembre 1852 allegata alla lettera del Vescovo n. 58 del 22 settembre. Se taluno inavvedutamente si lasciò sorprendere alcun poco nell'anno 1848 dalla febbre che agitò quasi tutta l'Europa, colla lettura di buoni libri e del Foglio la Bilancia, abbracciò tosto miglior consiglio, e colle parole e co' fatti mostrò in ogni occasione il suo disinganno (Il giornale La Bilancia usciva a Milano ed era come La Sferza di Brescia, di tendenze filoaustriache e quindi ben visto dalle autorità di polizia). AJ5.V., Pres. Luog., V.ll-2, Relazione di mons. Graziani al Vescovo in data 14 settembre 1852 allegala alla lettera del Cappellari n. 58 del 22 settembre.
2?) AJ3.V., Pres. Luog., V.ll-2 del 26 settembre 1852, il Luogotenente a Piombazzi. 33) A.S.V-, Pres. Luog., V.ll-2 n. 526 del 19 ottobre 1852, Piombazzi a Toggenburg. W Don Andrea Sandri, nato a S. Vito di Leguzzano il 31 maggio 1804, era stato l'allievo prediletto del latinista don Carlo Bologna e fu lui stesso insegnante in Seminario, prima di filosofia (1834), poi di Btoria universale e matematica pura (1837). Fra i suoi allievi fa lo Zanella, che lo ricordò sempre con devozione e affetto. Lasciò nel 1843 l'insegnamento per diventare parroco di Gambellara, dove mori il 20 febbraio 1884. Su di lui G. ZANELLA, Nel giorno trigesimo della morte del Parroco Andrea don. Sandri, Vicenza, 1884; S. RtJMOB, Gli scrittori vicentini cit., III. pp. 21-22; L. CALIÀUO, Storia del Seminario cit, pp. 144-145. Sul suo maestro don Carlo Bologna, illustre gloria del Seminario vicentino, si possono vedere A. SANIMI, Laudatio in funere Caroli Bologna, Patavii, 1843; P. FOBMENTOK, Memorie storiche cit., p. 926; G. STECCO, Vab. Carlo Bologna, tesi di lau rea discussa presso l'Università di Padova, anno 1938-39.