Rassegna storica del Risorgimento

VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
anno <1976>   pagina <313>
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Giacomo Zanella e VAustria
SU
BOOVO si trovava agevolato nei suoi tentativi di mantenere in Seminario almeno uno dei due professori incriminati, dall'altro le autorità austriache potevano essere più propense a cedere alle insistenze del Vescovo essendo il Dalla Valle vecchio e lo Zanella invece più giovane e maggiormente pericoloso per loro.
Perché lo Zanella lasciò volontariamente il Seminario? Non è facile dare una risposta sicura, dal momento che il poeta non ne ha lasciato cenno in nes­suno dei suoi scritti42) Possiamo solo tentare qualche ipotesi, esaminando le testimonianze dei suoi biografi, primi fra tutti i suoi contemporanei, Fedele Lampertìco e Bernardo Morsolin.
Il primo, scolaro e amico del poeta, scrive che Zanella lasciò il Seminario perché temeva che la tempesta si rovesciasse sul capo del suo antico e riverito maestro G. B. Dalla Valle. Né voleva che il suo Vescovo continuasse ad avere brighe e molestie . *9
L'altro, nell'elogio funebre del Dalla Valle, conferma quanto scritto dal Lampertìco, e cioè che Zanella ai ritirò spontaneamente dal Seminario per salvare l'amico .
Che il gesto del poeta abbia agevolato il Vescovo e salvato l'amico è pro­vato dal fatto che il Dalla Valle, dietro insistenze del prelato, e pur contro il parere del Delegato provinciale, fu lasciato in Seminario per disposizione del Luogotenente Toggenburg.45) È chiaro che su tale decisione pesò il gesto dello Zanella.
I biografi posteriori non mutarono l'orizzonte delle interpretazioni, perché attinsero le loro notizie dal Lampertìco (i più) o dal Morsolin.
A quest'ultimo si rifa esplicitamente il Mantese per sostenere che Zanella agì per salvare Dalla Valle.46) Sulla stessa linea sono implicitamente il Caliaro e la Franzi, che, però, si limitano ad un generico colleghi senza fare nomi.47)
42) Non possediamo neppure il testo della lettera di dimissioni da lui inviata al Ve­scovo, che forse conteneva i motivi della decisione.
4S) F. LAMPERTÌCO, Giacomo Zanella. Ricordi, Vicenza, 19022, p. 36.
Se non fosse stata la fermezza incrollabile di Monsignor Cappellari, e l'animo nobilmente generoso di Giacomo Zanella, che a salvare l'amico e a saziare ad un tempo la poliziesca libidine si toglieva spontaneo dal Seminario, noi avremmo veduto il povero vec­chio, logoro ormai dagli studi e dagli anni, uscire da quel suo caro recinto, privo forse di un tetto, che lo raccogliesse B. MORSOLIN, Elogio funebre dell'Abate Gio. Bau. Dalla Valle cit., p. 26. Sul Morsolin si veda S. RUMOR, Gli scrittori vicentini cit., II, pp. 371-389.
**) La comunicazione in proposito del Luogotenente al Delegato è dell'll ottobre 1853. AJ3.V., Pres. Luog., V.ll-2 n. 6272. Si veda però anche tutto il carteggio tra Piomhazzi e Toggenburg. Ivi, n. 813 del 20 agosto, n. 5256 del 3 settembre e n. 865 del 30 settembre.
*>) C. MANTESE, Memorie storiche cit., p. 24. Integra l'interpretazione del Mantese il Briguglio Carteggio Volpe-Cavalletto (1860*1866), raccolto ed annotato da L. BRIGU-CLIO, Padova, 1963, pp. LX-LXI affermando che, dal momento che l'autorità austriaca non aveva posto un aut aut, ma esigeva l'allontanamento di entrambi i sacerdoti, il gesto dello Zanella ebbe una importanza decisiva. Si veda anche G. MANTESE, Mona. Gio. Giu­seppe Cappellari cit., p. 87.
*?) a Preso di mira dalla polizia sospettosa, per evitare minacciate persecuzioni al Se­minario e a cari colleghi, con grave sacrificio di sé, pregò il vescovo di essere dispensato dall'insegnamento . L. CALIAMO, Giacomo Zanella sacerdote e poeta vicentino- Padova, 1938, p. 14. Per evitare molestie ai superiori e ai colleghi, nel novembre del 1853 il professor Zanella rinunciò spontaneamente all'insegnamento , T. FRANZI, Giacomo Zanella, Torino, 1940, p. 12. La Franzi è incorsa in un errore cronologico, perché colloca nel no­vembre del 1853, anziché nell'agosto, le dimissioni dello Zanella.