Rassegna storica del Risorgimento
VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
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1976
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314
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314 Gianni A. Cisotto
Lo Zardo invece scrive che Zanella rinunciò alla cattedra, per evitare molestie al Vescovo, senza accennare al Dalla Valle. Al Vescovo e al Seminario accenna lo Janni.49) Rumor, Solitro, Pasquazi, Bobbio e Bortolan, invece, si limitano a scrivere che lo Zanella lasciò il Seminario perché perseguitato dall'Austria per i suoi sentimenti patriottici e antiaustriaci.
I loro giudizi e le loro osservazioni sono quindi, come si può notare, influenzati da quelli del Lampertico.51)
L'unico a discostarsi dall'interpretazione dominante è l'Antonibon, il quale fornisce, però, una spiegazione piuttosto fantasiosa, priva di ogni fondamento.52)
Avanzate alcune fondate ipotesi sulle ragioni, che spinsero lo Zanella a dimettersi, restano da considerare i motivi che spingevano gli Austriaci a chiedere iì suo allontanamento dal Seminario. Nei documenti austriaci si parlava genericamente di sentimenti politici ostili all'Austria, di avversione al legittimo governo, di compromissione durante i fatti del '48. Il Vescovo assicurava che si era trattato solo di parole, pronunciate nella confusione e nel turbamento degli avvenimenti. In sostanza si rimproverava allo Zanella che durante le prediche, tenute nella chiesa di S. Caterina a Vicenza il 2, 3 e 4 aprile 1848 alluse, e più che alluse, alle cinque giornate di Milano per dirla con le parole del Lampertico.53 Ciò evidentemente non fu mai perdonato allo Zanella tanto più che le sue parole avevano suscitato il plauso dell'affollato uditorio.
A 4 marzo del 1850 (circa due anni dopo le prediche) fu compiuta una perquisizione nella sua stanza in Seminario, ma non fu trovato niente di compromettente. Racconta anzi il Lampertico che il poeta riuscì a far sparire sotto il naso della polizia un rotolo di poesie patriottiche, che avrebbero potuto farlo
**) Zanella [...] consigliato dal suo animo gentile, rinunziò alla Cattedra, per evitare molestie al Vescovo A. ZARDO, Giacomo Zanella nella vita e nelle opere, Firenze, 1905, p. 48.
Si sentì in obbligo di dimettersi per non cagionare noie alla scuola e al Vescovo E. JANNI, Zanella, in Studi in onore di Federico M. Mistrorigo, Vicenza, 1958, p. 532.
50) H Seminario non lasciò spontaneamente ma per forza di cose, giacché il suo nome, scritto a caratteri neri nell'albo della polizia austriaca per i suoi sentimenti di alta italianità, era troppo compromesso , S. RUMOR, Giacomo Zanella. Profilo, in Ars Italica, Vili (1920), n. 8, p. 290. oc Soffrì persecuzioni e sospensione per quattro anni dall'insegnamento pubblico e privato per certe prediche e poesie inneggianti all'Italia , G. SOLITRO, Giacomo Zanella (nel cinquantennio della morte), Padova, 1938, p. 3. or Nel 1853 fu costretto a rinunciare all'insegnamento nel Seminario , S. PASQUAZI, Giacomo Zanella, in Enciclopedia cattolica, XII, Città del Vaticano, 1954, col. 1775. oc Fu sospeso dall'insegnamento in seguito agli avvenimenti politici del 1848 , A. BOBBIO, Giacomo Zanella, in Enciclopedia italiana, XXXV, Roma, 1949, p. 882. Per vicende politiche si ritrasse a privati studi , D. BORTOLAN, Commemorazione di Giacomo Zanella letta il 27 Gennaio 1889 alla Società Generale di M.S. degli artigiani vicentini, Vicenza, 1889, p. 7.
51) Esplicito su ciò è il Bettazzi, che nomina il Lampertico come fonte delle sue notizie e riporta la versione data dall'illustre vicentino. E. BETTAZZI, Cenni biografici, in Poesie di Giacomo Zanella cit., I, p. LUI.
52) Scrive infatti che Zanella a scontento del tempo che gli veniva rubato dalle lezioni ed infastidito dai pedanti, rinunciò all'ufficio di maestro in Seminario ed impartì lezioni private , P. ANTONIBON, Commemorazione di Giacomo Zanella, letta il 3 giugno 1888 nel-l'Ateneo di Bastano, Bassauo, 1888, p. 18.
53) F. LAMPERTICO, Giacomo Zanella cit., p. 32. Anche A. ZARDO, Giacomo Zanella efc, p. 45; T. FRANZI, Giacomo Zanella cit., p. 11; E. JANNI, Zanèlla cit., p. 532.