Rassegna storica del Risorgimento
VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
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1976
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Giacomo Zanella e l'Austria
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incriminare.54) Non poche infatti sono le composizioni nelle quali lo Zanella esprime idee e sentimenti patriottici.55* Ciò naturalmente non poteva essere gradito alle autorità austriache, che colsero al volo l'occasione delle lagnanze sul conto del Seminario per chiedere il suo allontanamento dall'insegnamento.
In realtà lo Zanella, dopo il fervore dimostrato nel 1848 e culminato nelle sue prediche nella chiesa di S. Caterina, non aveva più espresso in modo chiaro e deciso sentimenti o idee antiaustriache (se si eccettuano alcuni versi di cui si è già fatta menzione).
Egli senz'altro manifestava a chi gli stava vicino il suo pensiero e 4 vissuto nel periodo del Risorgimento, fu naturalmente, come buon cristiano, buon italiano e desiderò con tatto il suo cuore l'indipendenza e l'unità della Patria >, come scrive lo Janni;5 ma tale amore e tal desiderio riversò solo nei versi, trovando qua e là accenti bellissimi , dove ogni idea poteva essere più sfranata.
Non bisogna dimenticare che lo Zanella era prima di tutto usi poeta, anche se non è da trascurare la sua posizione nell'ambito dell'aristocrazia vicentina, essendo egli introdotto in quasi tutte le principali famiglie della città, per le quali scriveva poesie d'occasione.5 La sua influenza poteva perciò essere notevole.
Egli non era aesente poi neppure dalla vita cittadina. Fu infatti l'animatore della Società di Mutuo Soccorso degli operai vicentini, costituitasi nel 1858, per la quale tenne parecchi discorsi soprattutto intorno ai problemi del lavoro e alle esigenze di conciliare lavoro e religione, aia al fine di eliminare la bestemmia, sia al fine di eliminare la profanazione delle feste.61) Il
s*) F. LAMPERTICO, Giacomo Zanella cit., p. 33. Il Lampertico riporta anche un brano di una lettera del poeta a lui diretta in data 4 marzo 1866, nella quale questi ricordava il fatto: <c Compiono sedici anni, che nella sera di questo giorno, nella mia stanza in Seminario, ebbi una visita che certo non attendevo, e che poteva riuscirmi funesta .
55) Tra i versi scritti prima del 1866 mi sembra interessante al proposito la poesia Ad un amico abile suonatore di pianoforte nel Novembre 1848 . Ne riporto i versi più significativi: <c... Degli inni che al Teutono / Imbiancan la gota, / Ridesta la nota / ... / Fuggente l'Austriaco / D'un ultimo sguardo / Saluta dal Brennero / Il cielo Lombardo / ... / Antica de' popoli, / Diletta al Signore, / Italia non muore. // Al nembo barbarico / Ruggendo si oppone / De' dogi il leone (Poesie di Giacomo Zanella cit., II, pp. 225-228).
s*) E. JANNI, Zanella cit., p. 525.
57) Ivi, p. 525. Aggiunge Io Janni ce ogni solenne fatto, o ricordo delle patrie vicende svegliò un'eco nel suo cuore: la morte di Cavour, l'ossario di San Martino, il monumento ai caduti di Monte Berico (ivi, p. 528).
58) Giustamente lo Janni lamenta e troppi versi d'occasione, per troppe signore e donzelle (ivi, p. 532).
59) Sulla Società di Mutuo Soccorso si veda R. DALLE MOLE, Discorso pronunciato al Teatro Olimpico pel cinquantesimo anniversario della Società di Mutuo Soccorso degli Operai Vicentini, in Provincia di Vicenza, 17 maggio 1908. Per l'azione dello Zanella a favore della Società G. MAHTESE, Memorie storiche cit., p. 28.
*> G. ZANELLA, Del lavoro. Discorso alla società di mutuo soccorso degli artigiani in Vicenza, letto U di 11 maggio 1862, In Scritti vani, Firenze, 1887, pp. 137-153.
6I> In Vicenza si lavora nei giorni di lesta, che è contro la volontà del Signore, già manifestata fin dal principio del mondo col riposo prescritto del sabato. Crediate, o miei cari Concittadini, che questo lavoro non può apportarvi bene alcuno , G. ZANELLA, Altre parole alla stessa società del mutuo soccorso in Vicenza il dì 7 maggio 1876, ivi, p. 174. Sullo stesso argomento anche G. ZANELLA, Altre parole alla stessa società del mutuo soccorso in Vicenza U di 22 aprile 1877, ivi, pp. 177-185.