Rassegna storica del Risorgimento

VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
anno <1976>   pagina <316>
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Gl'armi A. Cisotto
pensiero dello Zanella nel campo sociale esula però dai limiti della nostra trattazione, essendosi esso manifestato soprattutto dopo il 1866.
Importante, invece, per ricostruire almeno in parte le idee patriottiche del poeta nel periodo di Vicenza austriaca, è il Discorso del 1866 per le esequie dei caduti nelle guerre del Risorgimento.62) Esso, però, è viziato in partenza dal fatto di essere stato pronunciato (e quindi probabilmente anche scritto) dopo la cacciata degli Austriaci, quando cioè il poeta poteva esprimere libera­mente il suo pensiero.
In tale discorso lo Zanella elogia i caduti per la libertà dell'Italia, i quali sono stati, nonostante le avversità, baldanzosi, saldi, incrollabili sino a mo­rirne per cacciare d'Italia lo straniero, e rivendicare i diritti della propria nazione.63* Zanella ricorda come il Papa benedisse dapprima i patrioti dando la spinta al vascello , che poi, nonostante foltissime tenebre che s'inter­posero fra patrioti e Papa, continuò ai suo corso, e ora afferra quel porto, che Egli [Dio] ha voluto .
Lo Zanella si scaglia poi contro quei sacerdoti che sulla terra interpreti della legge di Dio, si schierarono coi violatori della legge divina, che ha segnato ad ogni popolo i propri confini ,65) accusando una parte del clero vicentino di avere appoggiato l'Austria contro le nuove idee, rinunciando alla propria dignità e condannandosi alla dabbenaggine e ignoranza , nel domandare la difesa della religione all'Austria, che prima di Giuseppe se­condo e poi si rise sempre del clero, se non quando poteva spalleggiarla nei suoi ambiziosi disegni.66) È implicita l'accusa al contegno del vescovo Farina, che, succeduto nel 1860 al Cappellari, si mostrò sempre benevolo e conciliante ned confronti dell'Austria,67i alla quale spesso ricorse per tutelare l'autorità della Fede , come scrive lo Zanella a proposito dei sacerdoti austriacanti.
In sostanza lo Zanella più che con l'Austria se la prende col clero austria­cante e lo accusa di aver aperto un abisso fra l'autorità della Chiesa e l'auto-
63 G. ZANELLA, Discorso nelle solenni esequie pe* caduti nelle guerre del Risorgi­mento d'Italia celebrate nella Cattedrale di Vicenza il giorno X Ottobre MDCCCLXVI, Vicenza, 1866.
63) Ivi, p. 4.
") Ivi, p. 4.
) Ivi, p. 6.
> Ivi, P- 7.
67) La situazione [...] migliorò e divenne quasi pacifica dopo la morte di Mons. Cap­pellari (1860), quando gli Austriaci imposero a Vicenza un Vescovo di loro piena fiducia, il vicentino Mons. Antonio Farina, trasferendolo dalla sede di Treviso (G. MANTESE, Me­morie storiche cit., p. 25). Sul Farina (vescovo di Vicenza dal 1860 al 1888), campione di infransi gentisaio, legittimismo e temporalismo, si possono vedere S. RUMOR, Gio. Antonio Farina Vescovo di Vicenza. Appunti biografici, Vicenza, 1888; S. RUMOR, L'Istituto delle Suore Maestre di 8. Dorotea e il suo fondatore barone Gio. Antonio Farina vescovo, Vi­cenza, 1889; A. MENEGHINI, Laudatio in funere Joannis Antonii Farina episcopi Vicentini, Vicentiae, 1889; S. RUMOR, Gli scrittori vicentini cit., I, pp. 570-572; G. MANTESE, Afe-morie storiche cit., pp. 123-131; L. CALIARO, Mons. Giovanni Antonio Farina vescovo di Vicenza, Vicenza, 1959; E. REATO, Le origini del movimento cattolico a Vicenza, Vicenza, 1971, pp. 21-34. Per un esame approfondito dei rapporti tra il vescovo Farina e l'autorità austriaca si veda G. CISOTTO, Autorità ecclesiastica e autorità politica a Vicenza dal 1848 al 1866, tesi di laurea discussa col prof. F. Seneca presso l'Università di Padova, anno 1970-71, pp. 85-256.
68) G. ZANELLA, Discorso cit., p. 6.