Rassegna storica del Risorgimento
VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
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1976
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Giacomo Zanella e l'Austria
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rità dello Stato (quello italiano ovviamente). W Sono problemi, però, che non riguardano direttamente la nostra trattazione e che sarebbe troppo vasto esaminare.
Resta in conclusione che lo Zanella nel 1848 si era mostrato ostale all'Austria, anche se poi, per riottenere il posto in Seminario, limitò moltissimo tale ostilità, scendendo anche a compromessi poco dignitosi e dimostrando un atteggiamento poco lineare, come avremo modo di esaminare più avanti.
Uscito dal Seminario, infatti, lo Zanella continuò ad essere perseguitato dall'ostilità austriaca. Nel 1854 egli aveva avuto incarico di impartire lezioni private al piccolo conte Antonio Porto, rampollo di una delle nobili famiglie vicentine. Le autorità austriache, non appena furono informate della cosa, fecero intervenire il Tribunale provinciale affinché diffidasse il tutore del piccolo a licenziare subito lo Zanella.
Nonostante l'ostracismo delle autorità governative, però, lo Zanella si adoperò per ottenere di rientrare in Seminario. Nel maggio del 1854 presentò un'istanza alla Luogotenenza di Venezia per riottenere la sua cattedra nell'Istituto; ei presentò pure di persona al luogotenente Toggenburg per avere una risposta all'istanza,71) ma le autorità austriache lo lasciarono all'oscuro del fatto che la pratica aveva iniziato il suo iter . La Luogotenenza infatti aveva assunto nuove informazioni sul conto del poeta tramite il Direttore generale della Polizia di Venezia.72) Tali informazioni ridimensionavano le presunte colpe del poeta;73) al momento poi egli conduceva vita tranquilla dedito ai suoi studi; pareva anzi che deplorasse le passate aberrazioni e professasse sani principi politici , come risultava anche da un opuscolo sulla filologia classica da lui dato alle stampe nel 1853.74)
Ivi, p. 9.
7) Non era possibile che lo Zanella, di principi e sentimenti in linea politica riprovevoli e avversi al governo, abbia neppure come maestro privato ingerenza nella educazione della gioventù A.S.V., Pres. Luog., 331.10-8 n. 491 del 3 febbraio 1854, il Luogotenente alla Presidenza dell'Ut. Tribunale Provinciale di Vicenza, n. 65 del 15 gennaio 1854, Piombazzi al Luogotenente e nota senza numero del 15 aprile 1854, il Presidente del Tribunale provinciale al Luogotenente, con la quale si informa che è stata ordinata la rimozione dello Zanella.
) Si veda in Appendice il documento n. 1, cioè la seconda istanza dello Zanella, dalla quale siamo abbastanza illuminati sul tenore della prima (il cui originale non ci è pervenuto) e sui titoli di merito che lo Zanella aveva avanzato per ottenere il favore delle Autorità; aveva perfino compiuto una versione dell'Inno nazionale austriaco.
n> A.S.V., Pres. Luog., III.10-8 n. 3434 del 12 maggio 1854, il Luogotenente al Direttore generale di Polizia per la Venezia. Essendo Btata presentata la prima istanza dello Zanella il 5 maggio, ai può notare come si sia sollecitamente messa in moto la macchina burocratica, anche se il poeta naturalmente non poteva esserne al corrente, tanto che ritenne che alla sua richiesta non fosse stato dato seguito.
TO A.S.V., Pres. Luog., III.10-8 n. 5846 del 9 giugno 1854, la Direzione generale di Polizia di Venezia al Luogotenente. Secondo il rapporto lo Zanella nel 1848 si era lasciato trascinare nella vertigine che invase tante mentì in quell'epoca malaugurata (sic), specialmente nella città di Vicenza 7>; era pure vero che in occasione di una predica sulla Provvidenza da esso fatta nella Chiesa Parrocchiale di Santa Caterina abbia detto parole imprudenti nello spirito di quei tempi ; ma, concludeva il rapporto, tutto finiva lì: a in ciò consiste la di lui compromissione nel 1848 .
7*) G. ZANELLA, Della filologia classica, Vicenza, 1853; ora in Scritti varii cit., pp. 48-69, Nell'edizione del 1853 il poeta, interessato a riottenere il posto in Seminario, non lesi-