Rassegna storica del Risorgimento

VICENZA STORIA 1848-1866; ZANELLA GIACOMO
anno <1976>   pagina <318>
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Gianni A. Cisotto
Nonostante il rapporto positivo, però, nessuna decisione fu presa, tanto che lo Zanella nell'ottobre del 1855 presentò una seconda istanza.75) Dovevano passare ancora due anni prima che il poeta potesse vedere accolte le sue richieste; nel maggio del 1857 infatti il luogotenente Toggenburg scriveva alla Delegazione provinciale di. Vicenza che il poeta poteva venire riammesso all'insegnamento in cotesto Seminario Vescovile .76)
E naturale a questo punto chiedersi il perché del mutato atteggiamento delle autorità austriache verso lo Zanella dal 1852 al 1857 e in secondo luogo perché dopo che erano state compiute indagini sin dal 1854 l'istanza dello Za­nella venne evasa solo tre anni dopo. Sulle decisioni della Luogotenenza hanno pesato le informazioni raccolte dalla Direzione di Polizia o piuttosto il cam­biamento di rotta da parte del vertice? Nel 1857, infatti, era diventato Viceré del Lombardo-Veneto Massimiliano d'Absburgo, il futuro sfortunato impera­tore del Messico, il quale instaurò un regime di governo moderato e tollerante.
Tale mutamento al vertice influì certamente sulle decisioni riguardanti lo Zanella; il che è provato anche dal fatto che le due istanze del '54 e del '55 tro­varono seguito solo nel 1857, subito dopo cioè che Massimiliano aveva preso le redini del Lombardo-Veneto.
Il ritiro del divieto di insegnamento per il professore vicentino, poeta ormai di una certa fama, va quindi inserito in un quadro di tolleranza e mi­tezza generale. C'è di più però. Due amici dello Zanella, il conte Andrea Cit­tadella Vigodarzere, padovano, e il conte Giuseppe Valmarana, vicentino, erano rispettivamente maggiordomo dell'arciduchessa Carlotta, moglie di Massimiliano, e segretario dell'arciduca stesso. Non certo privi di efficacia saranno stati i loro interventi a favore del poeta presso il Viceré. Sono di tale avviso tutti i biografi del poeta sulla scia del Lampertico, che per primo fece i nomi dei due. Lo conferma indirettamente lo stesso Zanella, ricordando nel 1870, alla morte del Cittadella, come questi volgesse l'autorità presso i capi dello Stato a giova­mento di prigionieri, di esuli, di tolti dall'impiego, di sventurati d'ogni sorta che in que' tempi calamitosi ricórrevano a lui .78) È facile intravedere tra i tolti dall'impiego lo stesso Zanella, che, a quanto risulta, serbò sempre grande devozione e riconoscenza al conte padovano.
Essendogli stato tolto il divieto di insegnamento, il poeta poteva ritornare
nava elogi al Governo austriaco per la sua politica scolastica (p. 6 e p. 21), elogi che nel­l'edizione del 1877 furono naturalmente tolti. Ciò fa avanzare legittimi dubbi sulla linearità delTatteggianiento dello Zanella, che non tralasciava i servili elogi, se essi potevano ritor­nargli utili (si è già ricordato la traduzione dell'Inno nazionale austriaco).
75) Si Veda Appendice, documento n. 1.
TO A.S.V., Pres. Luog., III.10-8 n. 737 del 20 maggio 1857, il Luogotenente al Ve­scovo di Vicenza e al Vicedelegato Gislandi, che reggeva la delegazione per l'assenza del delegato Piombazzi. In essa si accenna a nuove informazioni fornite dalla Direzione gene­rale di polizia di Venezia con rapporto n. 3373, ma di tale rapporto non si possiede il testo.
7?) F. LAMPERTICO, Giacomo Zanella cit., p. 46. Così anche E. BETTAZZI, Cenni bio­grafici cit., p. LV; T. FRANZI, Giacomo Zanella cit., p. 13; E. JANNI, Zanella cit., p. 532; S. PASQUAZI, Giacomo Zanella cit., col. 1775; S. RUMOR, Giacomo Zanella cit., p. 290; A. ZARDO, Giacomo Zanella cit, p. 51, che sono gli unici a fare esplicito accenno al nuovo indirizzo di governo instaurato da Massimiliano nel Lombardo-Veneto.
7) G. ZANELLA, Parole dette all'annunzio détta morte del conte Andrea Cittadella Vigodarzere. 19 marzo 1870, in Scritti varii cit., p. 256; un elogio più disteso e completo nell'altro Per l'inaugurazione del monumento allo stesso. Discorso letto nella R. Accademia di Padova il di 10 dicembre 1876, ivi, pp. 256-276.