Rassegna storica del Risorgimento
SOCIET? DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA IN TORINO; TOMMASEO NICCOL?
anno
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1976
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pagina
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325
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AT, Tommaseo e l'emigrazione a Torino 325
il Signor Bel trami,10) considerando come il Consiglio consentiva virtualmente nell'opinione di lui, differiva soltanto nel modo di metterla in atto, voglia non privare essa Società della perseverante opera sua; e, lasciando al Consiglio la mallevadoria morale della deliberazione, ritenga per sé puro il merito d'un sacrifizio generoso. A me dorrebbe che il primo passo latto sotto un incarico, il quale io ho non senza esitazione accettato, mi fosse memoria acerba, e quasi rimorso: ma spero fermamente che mi sarà in quella vece cagione di riconoscenza e di gioia.
N. Tommaseo
Pur non prendendo parte molto assiduamente ai lavori della Società (era ormai, tra l'altro, quasi completamente cieco) il Tommaseo provvide sempre con generosità alle necessità degli emigrati più bisognosi, come testimonia la seguente lettera ad Ariodante Fabretti:
C.S .F. )
Ella saprà che il Carpi12) è malato d'enfiagione al piede; il che, oltre al dolore, gli porta danno. E, saputolo, provvedere come può a quel brav'uomo che fa in prò d'altrui tanti passi.
Ci rammenti alla Sig.ra Filomena. 13> Viva l'Italia... e le maschere.
Suo Tommaseo
Nel maggio del 1859, poi, il Tommaseo rimise praticamente in vita la Società, ormai languente per scarsezza di fondi, trasferendole ben seimila franchi da Ini ricevuti dal giornale parigino Le Siede, che si era fatto promotore di una raccolta di denaro per l'equipaggiamento di volontari per la guerra. Egli stesso, ne II secondo esilio, **) rese pubblica la lettera con cui annunciava al Fabretti, allora Presidente della Società, la concessione della somma:
Torino, 9 giugno 1859 Pregiatissimo Sig. Fabretti,
Dalla Commissione francese all'allestimento de' militi per la guerra d'Italia, ricevo franchi 6.000, che le sono avanzati, e i quali essa invia perché siano distribuiti o a' militi che ne abbisognassero o ad esuli necessitosi. Io credo di non poter meglio adempire il desiderio della benemerita Commissione, che affidando tale incarico alla Società, della quale Ella è Presidente. Non ho ancora avuta la lettera che doveva accompagnare la somma, e che meglio forse ne determina l'uso. Ma intanto, conoscendosene il fine principale, la Società può dar mano alla benefica distribuzione, notando accanto a ciascun nome in brevi parole lo speciale bisogno al quale Ella avrà sovvenuto.
N. Tommaseo
10) Eugenio Bel trami, di Cremona, in quell'anno Direttore d'Economìa della stessa Società; nel luglio si era dimesso dal suo impiego.
M> BA.P., Ms. 2184. Anche questa lettera è senza data; calcolando il perìodo di presenza del Fabretti, la si può comunque riferire al periodo 1857-59.
,2) Leone Carpi, ferrarese, deputato alla Costituente romana, Caduta la Repubblica, esulò in Francia, in Inghilterra, in Belgio, in Spagna e infine in Piemonte; nel corso della VII legislatura rappresentò alla Camera di Torino il secondo collegio di Ferrara.
13> Filomena Ferretti, dal 1844 moglie del Fabretti; mori nel 1885.
i4) N. TOMMASEO, // secondo eaiUo. Scrìtti concernenti le cose d'Italia e d'Europa dal 1849 in poi, voi. Ili, Milano, 1862, p. 403. G. Havin, direttore de Le Siede, aveva inviato la somma al Tommaseo in risposta ad un appassionato appello, scritto dall'esule dalmata sul Diritto, in prò' dell'emigrazione politica in Piemonte (cfr. ivi, pp. 368-369; 405-408).