Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA SPAGNA 1887-1891; RUDIN? ANTONIO STARAB
anno <1976>   pagina <327>
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DI RUDINÌ E GLI ACCORDI ITALO-SPAGNOLI DEL 4 MAGGIO 1891
1. Gli uomini di Stato d'Europa avevano seguito con apprensione la crisi politica italiana degli anni '88-'90 e naturalmente accolsero non senza compiaci­mento le dimissioni di Crispi. Di Rudinì, nuovo presidente del Consiglio e mi­nistro degli Esteri, tenne a conservare e consolidare la buona impressione che aveva fatto all'estero la sua ascesa al potere. Senza rinnegare del tutto le linee fondamentali della politica estera del suo predecessore, la sua azione in campo internazionale fu più cauta e positiva, tanto che Salisbury, ministro degli Esteri inglese, potè lodare la moderazione e il buon senso politico dell'uomo di Stato italiano. Questa maggior cautela ebbe la sua più chiara manifestazione in occa­sione del rinnovo degli accordi italo-spagnoli del 1887, ormai prossimi alla scadenza.
Il negoziato, condotto con accortezza dal Di Rudinì, approdò al risultato desiderato. Il 4 maggio 1891 l'accordo dell' '87 venne rinnovato per altri quattro anni. La Germania e l'Austria-Ungheria aderirono anche questa volta. Salisbury ne fu informato e si dichiarò soddisfatto. *)
La questione è nota nelle sue linee generali, ma la documentazione che qui pubblichiamo, contribuisce ad approfondire taluni aspetti della trattativa diplo­matica di indubbia importanza che ne mettono in luce, da un lato le difficoltà e gli ostacoli che si dovettero superare e dall'altro le diffidenze che ancora cir­condavano l'Italia a causa della troppo spregiudicata azione del Crispi.
2. Mi compiaccio che siano bene avviate le trattative per la rinnova­zione dell'accordo 4 maggio 1887. Desidero che Vostra Eccellenza dichiari a codesti Ministri dirigenti, ed avendone l'opportunità anche alla Regina, il mio fermo proposito di cooperare ad una felice conclusione del negoziato .2) Que­ste parole del marchese Di Rudinì, presidente del Consiglio e ministro degli Eeteri dal 6 febbraio 1891, sembravano finalmente preludere ad una svolta nella politica estera italiana, dopo le intemperanze crispine, e in particolare nelle relazioni tra l'Italia e la Spagna che negli ultimi tempi avevano toccato il punto più basso nella storia recente dei due paesi.
I rapporti italo-spagnoli erano cominciati a peggiorare all'indomani stesso della firma del Convento del 4 maggio 1887,3> quando un susseguirsi di rivolgi­menti politici interni aveva portato alla ribalta elementi ostili, sia pur velata* mente, all'amicizia con l'Italia e con le potenze della Triplice ad essa legate.
n Si veda Goocii e TEMPERLEY, Brìtiih Documenta on the Origina of the War, 1894-1914, voi. Vili, pp. 17-18.
ì Di Rudinì a Maffeo dispaccio del 25 febbraio 1891, n. 6627 (in cifra); in ARCHI­VIO STORICO MINISTERO AFFARI ESTERI, Gabinetto e Segreterìa particolare, cassetta verde n. 9, inserto IH (d'ora in poi citato ASMAE, e.v. 9, ins.).
3) Per il testo dell'accordo si veda ASMAE, Carteggio Confidenziale e riservato, bu­sta n. 3, fascicolo 1, posizione 231.