Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA SPAGNA 1887-1891; RUDIN? ANTONIO STARAB
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1976
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DiRudinì e gli accordi italo-spagnoli 329
del marchese de la Vega de Àrmijo sul problema del riconoscimento della sovranità italiana su Massaua,9) anche se il risentimento doveva venir temperato a detta del Tornielli per non favorire le mene della Francia che premeva sul governo della reggente agitando lo spauracchio dei repubblicani spagnoli. Tornielli, comunque, non aveva creduto che il governo di Madrid sarebbe giunto fino a concludere accordi segreti con quello di Parigi ma certamente sarebbe illusione credere che egli voglia, contro la corrente dell'opinione dominante, far mostra di speciale amicizia per noi, con pericolo di suscitare malumori in Francia, I0> e aveva avvertito che sarebbe stato opportuno intrattenere sull'argomento l'ambasciatore di Spagna a Roma, conte Rascon, perché avesse jrichiamato l'attenzione del suo governo sui doveri internazionali della Spagna.
Sulle ripercussioni del colloquio Crispi-Rascon aveva riferito 1*11 novembre l'incaricato d'affari d'Italia a Madrid, marchese Della Valle. Senza entrare nei dettagli del lunghissimo rapporto, quel che mette conto rilevare sono alcune indicazioni di politica estera del de la Vega de Annijo che, se da un lato avevano chiarito la sua posizione verso l'Italia, dall'altro avevano precisato senza possibilità di dubbi l'effettiva collocazione della Spagna nel contesto della politica europea. Riguardo al primo punto, il ministro di Stato si era detto risoluto a mantenersi fedele agli impegni presi colle Potenze alleate specialmente con l'Italia con la quale la Spagna ha tanti interessi comuni >. Però-, aveva soggiunto, dovendo rimanere segreto l'accordo esistente, è suo dovere di evitare ogni cosa che possa dar sospetto alla Francia, la quale, ove potesse supporre che la Spagna è sua avversaria, potrebbe, per rappresaglia, far sorgere torbidi nella Penisola . m
Rispetto al secondo punto il marchese de la Vega de Annijo aveva fatto osservare che la Spagna per la sua situazione politica interna, non che per la sua situazione economico-finanziaria e militare non può per lungo tempo ancora contare granché nel concerto delle Nazioni Europee; non è che coll'appoggio sincero delle Potenze alleate che essa potrà rilevarsi poco a poco . Dal che il Della Valle era stato indotto a ritenere che, a dispetto di tutte le apparenze, il governo di Madrid non avrebbe mutato la sua politica internazionale. D'altra parte, sottoposta alle pressioni di una Francia che mirava ad ottenerne l'amicizia al fine di controbilanciare le forze dei suoi avversari nel Mediterraneo e soprattutto in Africa; e da una Inghilterra che la voleva isolata per avere la libertà di agire a modo suo in Marocco, la Spagna cominciava a considerare come una alternativa un suo accostamento alle potenze della Triplice. Così aveva concluso il Della Valle il Governo spagnuolo si manterrà fedele ai suoi impegni finché le Potenze alleate gli stenderanno generosamente la mano, ma cederà forzatamente alle moine della Francia, il giorno in cui verrà abbandonato a sé stesso .
Di questa realtà si era saputo fare appassionato interprete il Tornielli. Dai contatti avuti nel frattempo con il marchese de la Vega de Armijo e con la Regina Reggente, l'accorto diplomatico italiano aveva maturato la convinzione che, almeno per il momento, fosse conveniente per l'Italia coltivare l'amicizia con la
9) Cr. F. CUBATO, op. cit., p. 21.
ia> Tornielli a Crìspi, telegramma in arrivo del 3 ottobre 1888, h. 1.15, n. 2481, in ASMAE, Serie Politica A (1888-1892), pacco 1666, fascicolo 366.
il) Della Valle a Crùtpi, rapporto dell'I 1 novembre 1888, n. 328 riservato alla persona, in ASMAE, c.v. 9, ina. I.