Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA SPAGNA 1887-1891; RUDIN? ANTONIO STARAB
anno <1976>   pagina <330>
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Giancarlo Giordano
Spagna e ciò per molte buone ragioni. In primo luogo la presenza della Spa­gna nell'alleanza accresce peso ed importanza agli interessi mediterranei ; in secondo luogo l'unione dell'Italia e della Spagna, sovra la base di particolari interessi comuni, aumenta importanza alla posizione dell'Italia nell'alleanza con Stati superiori a lei di forze. L'Italia potrebbe, in conseguenza della preponde­ranza sua sovra la Spagna, rappresentare nell'alleanza, insieme ai propri, gli in­teressi di altri 17 milioni di abitanti e di un esteso dominio coloniale ; in terzo luogo la Francia, mercè l'ultimo ordinamento ferroviario esistente nei suoi di­partimenti del mezzogiorno, può concentrare rapidissimamente nel campo trin­cerato di Nizza, la totalità delle forze che recluta in quei dipartimenti. Da Bor­deaux a Nizza il percorso ferroviario è di circa 18 ore; la linea è perfettamente armata a doppio binario, dotata di vaste stazioni intermedie dove si allacciano le linee trasversali numerose, ben ordinate per i bisogni di una rapida concen­trazione. Gli ordinamenti militari della Spagna sono imperfettissimi. Tuttavia l'incertezza delle disposizioni di questo paese deve rendere cauta la Francia a sguarnire completamente, come altrimenti potrebbe fare, la sua frontiera dei Pirenei, per portare tutte le sue forze del mezzodì contro l'Italia. È interesse essenziale nostro, ancorché potrebbe non essere tale per gli alleati nostri, che l'irruente invasione francese possa essere rapidamente arrestata da sufficienti e vittoriose forze italiane .
Infine nelle condizioni proprie dell'Italia, l'acquisto di un vasto impero coloniale non essendo di prossima previsione, interessa all'Italia che, in conse­guenza della politica di astensione, la Spagna non si esponga a perdere i suoi domini fuori d'Europa a beneficio di Stati già preponderanti all'Italia per situa­zione economica e per sviluppo di attività marinaresca .I2)
Ciò malgrado, non furono compiuti passi per rasserenare l'atmosfera tra i due paesi. Tornielli non volle prendere alcuna iniziativa in questo senso; il de Armijo dal canto suo si attenne alla stessa linea di condotta. Del che invero non parve dolersi Crispi il quale, quasi a suggello del congelamento della questione, chiarì al Tornielli che era più che sufficiente che la Spagna sapesse adempiere agli impegni da essa assunti nel 1887 .13) Egli non chiedeva di più.
Così, a quasi un anno dall'avvento al potere del marchese de la Vega de Armijo, i rapporti italo-spagnoli, e non solo quelli, apparivano decisamente peggiorati.
3. I negoziati per il rinnovo dell'accordo scadente il 4 maggio 1891 erano ripresi, sebbene sommessamente, ai primi di gennaio quando il Maffei, che aveva sostituito il Tornielli trasferito a Londra, di ritorno a Madrid dopo un periodo di congedo in patria, si era recato a visitare i nuovi dirigenti politici spagnoli. Il lungo scambio di idee che ne era seguito aveva spaziato su tutti i principali temi della politica internazionale, soffermandosi, ovviamente, su al­cuni aspetti di speciale interesse per i due paesi. Salvaguardia del principio monarchico di fronte alla propaganda repubblicana di marca francese, necessità di un riordinamento delle forze armate spagnole, Marocco, erano stati gli argo­menti trattati con il presidente del Consiglio, Canovas del Castillo e con il sue-
12) Tornielli a Crispi, lettera del 5 gennaio 1889 particolare, in ASMAE, c.v. 9, ùu. I. Il documento è stato pubblicato per intero da F. CURATO in op. cfo, Appendice n. 1.
lì) Crispi a Tonielli, telegramma in partenza del 26 settembre 1889, h. 5 p., riser­vato, in ASMAE, c.v. 9, ina. I.