Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA SPAGNA 1887-1891; RUDIN? ANTONIO STARAB
anno <1976>   pagina <332>
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Giancarlo Giordano
parlar chiaro! Comunque, se proprio non si poteva fare a meno di mettere al corrente Londra, egli suggeriva la seguente procedura: Il protocollo da scam­biare dovrebbe limitarsi a stabilire il rinnovamento dell'accordo puro e sem­plice (e questo sarebbe stato portato a conoscenza del governo inglese). Le ri­serve del governo spagnuolo potrebbero trovar posto in una nota a me diretta, di cui prenderei atto con i miei colleghi (così sarebbe stata evitata la sua di­vulgazione) 3.
Il procedimento escogitato dal Maffei non faceva, come si vede, una piega. Avrebbe salvaguardato i prioritari interessi del paese e nel contempo avrebbe evitato di fare una brutta figura con il governo inglese. Non così la pensava, però, il Di Budini. Infatti, rispondendo al suo rappresentante a Madrid, scriveva che anche in questa forma, la riserva fa parte integrante dell'accordo, e l'occul­tarla sarebbe reticenza incompatibile con l'intimità dei nostri rapporti coll'In-ghilterra. Osservo, del resto, che qualora tale riserva suscitasse a Londra qualche scrupolo ,2,) essa non avrebbe influito sul rinnovo dell'accordo. Questo concetto lo aveva già in precedenza illustrato al Tornielli, ambasciatore a Londra, al quale aveva telegrafato che qualora la dichiarazione esplicativa del Gabinetto di Ma­drid potesse, malgrado le precise e categoriche assicurazioni del Duca di Tetuan, lasciare nell'animo di Lord Salisbury alcuno scrupolo, basterebbe che Sua Si­gnoria ce lo manifestasse, e noi non mancheremo di farcene intermediari, dopo rinnovato l'accordo, presso il Gabinetto di Madrid, riconoscendo così integra, rispetto all'accordo medesimo, la posizione di ogni singola potenza .
Il 21 aprile 1891 il governo di Sua Maestà britannica replicava alle solleci­tazioni italiane.23) Nella nota indirizzata al Tornielli, il ministro degli Esteri in­glese, pur dichiarandosi favorevole al rinnovo dell'accordo italo-spagnolo anche con la clausola proposta dal duca di Tetuan, non nascondeva tuttavia le più vive apprensioni per l'integrità e l'indipendenza dell'impero sceriffano. Se la clau­sola aggiuntiva non conterrà la più piccola deviazione dal principio espresso nella nota 12 marzo 1887 egli, Salisbury, non aveva obiezioni da fare. L'evidente preoccupazione inglese di ciò che la Spagna potrebbe avere in animo di intra­prendere contro il Marocco per assicurare la tranquillità dei territori circostanti ai suoi possedimenti africani , non era infondata per il Tornielli e il presidente del Consiglio, Di Rudinì, condividendola se ne faceva interprete con il Maffei al quale telegrafava che Il y aurait avantage évident pour tous si le Cabinet de Madrid voulait (..) autoriser (...) à faire, auprès de Lord Salisbury, la declaration ci-dessus ainsi à son nom .
4. Ogni cosa essendo oramai emendata, anche coi Gabinetti di Berlino e di Vienna, ritengo che in questi prossimi giorni gli atti25) saranno senz'altro
M) Maffei a Di Rudinì, telegramma in arrivo del 30 marzo 1891 h. 7 s., in ASMÀE, c.v. 9, ina. III.
21> Di Rudinì a Maffei, telegramma in partenza del 1 aprile 1891 h. 11.15 s., in ASMAE, c.v. 9, ina. III.
22) Di Rudinì a Tondelli, dispaccio del 31 marzo 1891 particolare, in ASMAE, c.v. 9, ins. III.
B> Salisbury a Tornielli, lettera del 21 aprile 1891, ali. a Tornielli a Di Rudinì, rap­porto del 22 aprile 1891 particolare, in ASMAE, c.v. 9, ins. III.
M) Di Rudinì a Maffei, telegramma in partenza del 25 aprile 1891 h. 8.35 s., in ASMAE, c.v. 9, ina. III.
2S) Testo io Appendice I*