Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA SPAGNA 1887-1891; RUDIN? ANTONIO STARAB
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1976
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Giancarlo Giordano
sicurezza Tornielli e d'altra parte il modo con il quale questi [Lord Saliabury] si spiegò con me e l'intonazione da lui data alle parole che riepilogavano il suo pensiero, non mi permettono di dubitare in proposito .
Il 2 giugno 1891 il Foreign Office faceva pervenire a Tornielli la risposta scritta alla sua nota del 23 maggio.32) Il documento inglese sottointendeva, ma non esprimeva esplicitamente, l'impegno della Gran Bretagna a mantenersi fedele alla politica per la quale aveva ritenuto di dover opporre la sua controriserva a quella voluta dal duca di Tetuan. I have to request that your Excellency will convey to your Government the cordial thanks of Her Majesty's Government fot the communication of these important documents, and Their satisfaction at the statement contained in your Excellency's letter that, in the opinion of the Italiani Government, the reservation made at the desire of the Duke of Tetuan does not imply the slightest deviation from the principles laid down in the collective note of march 12 1887, with regard to the independence and territorial integrity of Morocco .M)
Non era molto, ma Di Rudinì non se ne mostrò scontento,34* e anzi tele* grafando a Vienna e Berlino potè riconfermare il solido interesse dell'Inghilterra e dell'Italia e della Spagna stessa, al mantenimento e al rispetto dello statu quo in Marocco.
5. Con lo scambio di note Maffei-Tetuan del 15-17 giugno 1891 relativo alla comunicazione dell'accordo segreto fra l'Italia e la Spagna fatta dal governo italiano a Lord Salisbury, si concludeva un capitolo della politica estera italiana che, per la posizione dell'Italia nel Mediterraneo, e soprattutto in vista delle sue relazioni con la Francia, non fu certo priva di importanza.
La storia dei lunghi e laboriosi negoziati che condussero al rinnovo dell'accordo del 1887 si può riassumere negli sforzi, coronati da successo, di riannodare i legami con la Spagna, indebolitisi criticamente al tempo della permanenza del marchese de la Vega de Armijo al Ministerio de Estado e di dileguare i sospetti e i malintesi britannici a proposito di inesistenti mire italiane sul Marocco.
Che la Gran Bretagna possedesse obiettivi speciali nell'impero sceriffano, anche in opposizione con gli interessi dell'Italia, poteva anche essere vero, sebbene in realtà tale competizione fosse del tutto inesistente. Sarebbe stato veramente insensato ammettere che la padrona di Gibilterra avesse mai potuto tollerare che sulla sponda africana dello stretto si insediasse un'altra potenza europea qualsiasi. E passando dal campo politico a quello dei traffici, come si poteva supporre che una nazione la quale controllava i tre quinti dell'intero commercio marocchino avrebbe tollerato, senza opporvisi, di assistere ad un cambiamento delle cose? Questo ben lo sapevano i dirigenti spagnoli e l'ambasciatore inglese, Ford, non aveva mai trascurato l'occasione di richiamare la loro attenzione su quanto si sarebbe potuto verificare il giorno in cui, per colpa loro, fosse stato, alterato lo status quo nel Marocco.
W Vedi Appendice W.
33) Saliabury a Tornielli, nota del 2 giugno 1891, ali. a Tornielli a Di Rudinì, rapporto del 6 giugno 1881 particolare, in ASMAE, c.v. 9, ina. III.
*> Di Rudinì a Tornielli, dispaccio del 13 giugno 1891, in ASMAE, c.v. 9, ina. III. 35) pi Rudinì a Nigra e De Launay, dispaccio del 13 giugno 1891, in jASMAE,
c.v. 9, ins. IH.
-*> Maffei a Di Rudinì, rapporto del 3 luglio 1891 n. 177 e allegati, in ASMAE,
c.v. 9, ins. III.