Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
anno
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1976
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pagina
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338
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OPINIONE PUBBLICA E POLITICA ESTERA.
L'INTERESSAMENTO ITALIANO
NEI CONFRONTI DELL'AREA BALCANICA (1897-1903)
Con gli avvenimenti internazionali del 1897 si assisteva alla nascita di lina nuova e ben diversa fase dell'interessamento italiano verso l'area balcanica. Alla crisi che già da qualche tempo travagliava in maniera drammatica il Vicino Oriente a causa dei massacri compiuti dai Turchi in Armenia a danno dell'elemento cristiano, veniva ora ad aggiungersi l'insurrezione di Creta contro la Sublime Porta, nuovo grave sintomo del progressivo e inarrestabile sgretolamento dell'Impero Ottomano. Fu in effetti principalmente la rivolta cretese a registrare in breve tempo sviluppi clamorosi sul piano diplomatico e militare, in conseguenza del particolare interesse della Grecia per la complessa questione e, quindi, del suo intervento a fianco degli insorti contro la Turchia (17 aprile 1897). In queste circostanze, la Gran Bretagna sostenne fin dall'inizio la necessità di un intervento delle Potenze, prospettando perfino la eventualità di ulteriori smembramenti dell'Impero Ottomano; al contrario, la Germania si distinse per il suo appoggio alla Turchia, contando per lo più sull'adesione dell'Austria-Ungheria. L'Italia assunse sulla crisi un atteggiamento cauto, anche se sostanzialmente filo* ellenico, staccandosi dalle sue alleate della Triplice e allineandosi almeno parzialmente sulle posizioni britanniche.
Sotto il profilo strettamente ufficiale, la crisi di Creta favoriva concretamente un'azione internazionale dell'Italia molto più ampia di quella svolta fino ad allora; lo stesso concetto di stabilità e di rigidità della Triplice Alleanza risultava pericolante, senza che peraltro emergesse negli ambienti responsabili alcuna seria volontà di modificare radicalmente gli impegni assunti dall'Italia. Né sarebbe
1) Per tm inquadramento generale della questione armena e della crisi di Creta negli ultimi anni del secolo, è sempre utile la vecchia, classica opera di W. L. LANGER, La diplomazia dell'imperialismo, 1890-1902, Milano, 1902, voi. II, pp. 487 sgg. Circa la posizione italiana, sono da vedere i Libri Verdi n. 96 e n. 97, presentati rispettivamente alla Camera dei deputati il 1 dicembre 1897 e il 29 novembre 1898, relativi alla guerra turco ellenica e alla crisi di Creta, nonché i seguenti documenti: il ministro degli Esteri, Visconti Venosta, agli ambasciatori a Parigi, Londra, Vienna, Berlino, Pietroburgo, Costantinopoli, Tondelli, Ferrerò, Nigra, Lanza, Maffei, Pansa, e al ministro ad Atene, Avarna, 12 febbraio 1897, in I Documenti Diplomatici Italiani (d'ora in avanti indicati D.D.I.), terza serie, voi. It n. 364, p. 26; il ministro degli Esteri, Visconti Venosta, all'ambasciatore a Vienna, Nigra, 22 febbraio 1897, ibidem, n. 374, p. 269; Visconti Venosta all'ambasciatore a Costantinopoli, Pansa, 27 febbraio 1897, ibidem, n. 378, p. 271; Io., 13 aprile 1897, ibidem, TU 411, p. 309. Sui commenti che la politica dell'Italia suscitava al riguardo nelle principali capitali europee, v. le relazioni inviate dall'ambasciatore di Francia a Roma, Cannile Barrerò, al ministro Hanotaux, in Documenti Diplomatiques Francois (d'ora in avanti indicati D.D.F.), I"" sèrie (1871-1900), t. XIV: 2 aprile 1898, n. 120, pp. 189-191; 11 aprile 1898, n. 150, pp. 222-223; 11 giugno 1898, n. 219, pp. 326-329. Sullo svolgimento della vicenda e sul compromesso che la concluse nell'agosto 1898 cfr. W. YALE, Il Vicino Oriente, Milano, 1962, pp. 150 sgg.