Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
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1976
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Italia e area balcanica 1897-1903
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possibile affermare che esistesse concretamente, in quel preciso momento, una qualsiasi seria alternativa che offrisse in egual misura al nostro paese delle valide garanzie. Ma ciò che qui preme sottolineare non è già questo aspetto specifico, bensì le profonde ripercussioni che la crisi di Creta e le sue conseguenze ebbero sull'opinione pubblica italiana più politicizzata, la cui presenza e rilevanza negli anni successivi al 1897 venne ad accrescersi in maniera sensibile all'interno ed ai uni del processo decisionale relativo alle scelte di fondo della politica estera nazionale.2)
In particolare, l'inserimento dei nuovi avvenimenti del Vicino Oriente in un contesto così fortemente e drammaticamente influenzato dalla recente sconfitta africana e da quella profonda delusione per l'espansione coloniale vera e propria che le aveva fatto largamente seguito, forniva ampio spazio e nuovo vigore a quelle correnti, non solo antiespansioniste per principio, ma anche espan-sioniste sia pure in direzione diversa, che avevano sempre osteggiato l'impresa d'Africa. Nell'universale clima imperialistico a livello mondiale negli ultimi anni del secolo, la sconfitta di Adua e il suo primario significato politico non potevano tradursi in un capovolgimento totale delle linee d'intervento fino ad allora adottate e nel trionfo completo dei rinunciatari , ma piuttosto nella ricerca attiva di nuovi indirizzi di espansione, del resto già prima indicati da una parte della classe politica e da influenti gruppi economici. 3)
Già prima di Adua, rendendosi interprete del diffuso stato d'animo circa l'incompatibilità dell'avventura africana con i veri e più urgenti interessi italiani in altri settori, La Riforma Sociale aveva scritto:
L'attenzione degli Italiani ha continuato a rivolgersi verso l'Africa. Le questioni internazionali sono passate in seconda linea, almeno per il grande pubblico. (...) La conquista africana doveva essere un incidente della nostra vita nazionale, ed invece per forza di eventi e per errore di governanti è divenuta in questi giorni il punto capitale d'ogni nostra azione. Tanto più grave è la cosa per la situazione che va delineandosi in Europa. Da una parte, in recenti questioni come nei mari della China ed in Oriente intorno alla Russia sono venute ad aggrupparsi Germania e Francia in contrasto con gli interessi e con le mire dell'Inghilterra; dall'altra la Triplice non ha più avuto un'azione diretta, immediata, negli ultimi movimenti della politica internazionale. Ora non può esservi un pericolo futuro, e forse nemmeno tanto remoto, nett'imbaldanzirsi della Russia per il crescente isolamento dell'Inghilterra? E questo isolamento non può dare ansa ad altre velleità, la cui manifestazione avrebbe un contraccolpo, in Oriente per l'Austria, e nel Mediterraneo per l'Italia? IH qui la necessità, per noi, di una politica vigilante ed avveduta: di qui la necessità di tenerci preparati ad ogni evento. Ora a siffatta preparazione non è forse per
3 Fanno fede, a questo proposito, le pagine ricche e chiarificatrici di Enrico Decleva, che rappresentano per molti aspetti il primo esempio ed il miglior risultato di ricerca condotta in tal senso. Cfr. E. DECLEVA, Da Adua a Sarajevo. La politica estera italiana e la Francia, 1890-1914, Bari, 1971, pp. 53-54. Una analisi della situazione politica creatasi in questo periodo, con particolare riferimento ai problemi qui affrontati, in P. PASTORELLI, Albania e Tripoli nella politica estera italiana durante la crisi d'Oriente del 1897, in Rivista di studi politici internazionali, 1961, n. 3, pp. 370-421. Sulle origini dell'interessamento italiano ai veda pure Io., Italia e Albania, 1924-1927. Origini diplomatiche del trattato di Tirana del 22 novembre 1927, Firenze, 1967, pp. 9-10.
3) Sui nuovi orientamenti della politica e dell'opinione pubblica italiana dopo la sconfitta africana del 1896 cfr. A. AQUARONB, La politica coloniale italiana dopo Adua: Ferdinando Martini governatore in Eritrea, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXII, fase. III. luglio-settembre 1975, pp. 346-377 e fase. IV, ottobre-dicembre 1975, pp. 449-483.