Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
anno <1976>   pagina <342>
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Maurizio Vernassa
sopra le rive dell'Asia minore, della penisola balcanica e del Mar Nero, poteva dunque prò* minziare la parola che obbligasse il concerto delle potenze occidentali a seguirla. 8)
La nuova strada poteva considerarsi aperta. L'intesa anstro-rnssa dell'aprile riguardante i Balcani sembrava consentire questa ipotesi. L'Italia avrebbe do* vuto e potuto gestire la propria presenza nel concerto europeo in maniera asso­lutamente diversa dal passato; il suo forzato isolamento, emerso in modo così drammatico durante la crisi africana, doveva, ribaltandosi, trasformarsi da fattore essenzialmente negativo in possibilità concreta di rivedere criticamente la pro­pria posizione internazionale, con particolare riferimento ai legami che l'uni-vano all'Austria-Ungheria. Quanto all'orientamento espresso da Bissolati e che comunque non trovò consensi unanimi nello stesso partito socialista , esso va rilevato in modo particolare anche perché aggiunge qualcosa all'analisi com­plessiva già fatta dal Decleva riguardo all'opposizione costituzionale,9) e si ricol­lega direttamente ad alcune interessanti anche se un po' forzate, osservazioni, fatte a suo tempo da Carlo Capasso a proposito del ruolo svolto dalla crisi del 1897 nel creare un diverso clima d'opinione sui problemi di politica estera pro­prio nell'ambito dei partiti e delle correnti politiche d'estrema sinistra:
Se prescindiamo dai sentimentalismi filoellenici che nella realtà non tenevano conto della realtà dei nostri rapporti con la Grecia dobbiamo constatare che larga parte della opinione pubblica italiana è stata scossa realmente ciò che fu peraltro un bene quasi si potrebbe dire più nelle classi inferiori che nella grande borghesia. E tra quelle, si deve constatare un maggiore interesse proprio sei socialisti che non nelle file della democrazia. È sintomatico che, pur avendo per presupposto un fine pacifico e cioè una esclusione di qualsiasi mira di conquista territoriale, si nota vivo nella élite intellettuale socialista quello stesso spirito di conservazione che ha sempre spinto i governi europei a far fronte alle mire russe di espansione mediterranea. Vivo anche il senso che era neces­sario all'Italia il ripristino della sua potenza commerciale sopra le rive dell'Asia minore, della penisola balcanica e del Mar Nero. Sotto un certo punto di vista il governo italiano era sostenuto (indirettamente si capisce) quasi più vivamente dal nuovo partito o meglio
8) Per il testo del discorso v. Atti del Parlamento italiano, Camera dei deputati, XX Legislatura, I Sessione, Discussioni, voi. I, pp. 41-45 e L. BISSOLATI, La politica estera dell'Italia cit., pp. 18 sgg.
9) Cfr. E. DECLEVA, Da Adua a Sarajevo cit., pp. 48-50. Nell'esame compiuto emer­gono in particolare le testimonianze di inquietudini espresse dalla stampa italiana a com­mento dell'accordo stipulato il 30 aprile 1897 a Pietroburgo fra l'Austria-Ungheria e la Russia. Sulla natura dell'accordo austro-russo, che aveva come presupposto di base la con­servazione dello status quo nei Balcani, cfr. D.D.I., terza serie, voi. I, n. 8, p. 4 (l'amba­sciatore a Vienna, Nigra, al ministro degli Esteri, Visconti Venosta, 4 maggio 1897), non­ché il verbale del colloquio fra il presidente del Consiglio, di Rudini, e l'ambasciatore austriaco a Roma, Pasetti, tenutosi il 6 maggio 1897 (ibidem, p. 8, nota 1). Inoltre, L. SAL­VATORELLI, La Triplice Alleanza. Storia diplomatica, 1877-1912, Milano, 1939, pp. 219-222. Considerazioni generali a proposito della politica austro-russa nella penisola balcanica sono espresse nel rapporto che Reverscaux, ambasciatore di Francia a Vienna, inviò al ministro degli Esteri, Delcassé, il 9 novembre 1898, in DJD.F., I** sèrie, t. XIV, n. 504, pp. 779-780. Da parte britannica v. Briùsh Documenta on the Origina of the War, 1898-1914, a cura di G. P. Gooch e H. Temperley, Londra, 1925 (d'ora in avanti indicati B.D.), voi. I, n. 344, p. 279: l'ambasciatore a Vienna, H. Rumbold a Saliabury, 31 maggio 1898 e ibidem, n. 348, pp. 281-282: il segretario dell'ambasciata inglese a Vienna, Milbanke, a Salisbury, 6 mag­gio 1899.