Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
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Italia e area balcanica 1897-1903
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dal suo modo di vedere le ragioni fondamentali della politica orientale dell'Italia; per quanto naturalmente opposti i metodi e i mezzi per raggiungere il fine.,Q)
Ad ogni modo, fu a partire dall'incontro Visconti Venosta-Goluchowski che ebbe inizio un crescente interesse da parte italiana per i problemi balcanici in generale e per quel che riguardava la sistemazione definitiva del territorio albanese in particolare. Com'è noto, nel corso di tale colloquio, avvenuto a Monza il 7 novembre 1897, fu raggiunta un'intesa sostanziale sulla questione albanese, basata sul reciproco riconoscimento dei rispettivi interessi nella zona e sull'impegno a procedere d'intesa a favore dell'autonomia albanese, nel caso che non fosse più possibile mantenervi lo status quo. U) Era l'inizio di un interesse speci-
10> C. CAPASSO, Italia e Oriente, Firenze, 1932, p. 90. La marcata sottolineatura del Capasso era comunque influenzata dalle esigenze politiche del periodo in cui apparve il suo scritto. Tale rilievo era infatti evidentemente funzionale ai fini di una identificazione, nel lungo periodo, degli interessi del proletariato con quelli della borghesia nazionale, promossa dall'ideologia fascista.
H) Del colloquio Visconti Venosta-Goluchowski, non è stata rintracciata alcuna documentazione diretta. Si sa, tuttavia, che esso si concluse con un'intesa nel senso sopra indicato, che avrebbe dovuto in seguito essere sanzionata mediante uno scambio di note fra i due ministri. A tale proposito v. DJD.L, terza serie, voi. II, p. VII, come pure E. SERRA, Note sull'intesa Visconti Venosta-Goluchowski per l'Albania, in Clio, a. VII, n. 3, luglio-settembre 1971, pp. 441-452. A proposito del contenuto dell'accordo cfr. inoltre: il ministro degli Esteri, Visconti Venosta, all'ambasciatore a Vienna, Nigra, 18 gennaio 1901, in DJJX, terza serie, voi. IV, n. 675, pp. 428-429; Nigra a Visconti Venosta, 22 gennaio 1901, ibidem, n. 695, pp. 442-443; Io., 2 febbraio 1901, ibidem, pp. 468-469. Sui precedenti storici dell'atteggiamento italiano nei riguardi della questione albanese e in particolare sulle aspirazioni crispine al possesso dell'Albania, cfr. R. MORI, La politica estera di Francesco Crispi (1887-1891), Roma, 1973, pp. 120 sgg., e M. MAZZETTI, L'esercito italiano nella Triplice Alleanza, Napoli, 1974, pp. 125 sgg. e pp. 494-495. Inoltre, E. SERRA, Appuntì, sulla politica estera di Crispi, in Storia e politica, a. VII, fase. IH, luglio-settembre 1968, p. 366 e SHKEMBI, Crispi e VAlbania, in Rassegna italo-albanese, 1927, fase. 4-5, pp. 123-456. Un precedente di notevole interesse è dato dalla relazione inviata dal console italiano a Gianina, Giorgio Millelire, al capo della I Divisione Affari Politici del ministero degli Esteri, Domenico Bianchini, in data 30 settembre 1896. Li essa il console evidenziava la posizione strategica delle coste albanesi e dichiarandosi favorevole ad un interessamento crescente dell'Italia alla regione, notava: oc Vallone poi come centro commerciale potrebbe divenire un emporio stupendo, una ferrovia che attraverso il Pindo la congiungesse coll'Oriente, attirerebbe una buona parte di quel commercio, sarebbe una ferrovia principale dell'Oriente con l'Italia, con sole due ore di mare . Cfr. D.D.I., terza serie, voi. n. 228, pp. 160-164.
Sulla pericolosità dell'attiva politica di penetrazione dell'Austria in Albania esiste una voluminosa e ricca documentazione, di cui basteranno solo pochi esempi: dispacci del 1 e 26 aprile 1897 del console italiano a Scutari, Alessandro Leoni, al ministro degli Esteri, ampiamente ma negativamente commentati da Nigra, al quale erano stati comunicati, nel suo rapporto confidenziale al ministro degli Esteri del 4 maggio 1897 (D.D.I., terza serie, voi. II, n. 9, pp. 5-6). Il Nigra, che dichiarava di non condividere l'allarmismo del Leoni, lo definiva un caso particolare di a morbus consularis, complicato di daltonismo politico. Sullo stesso argomento v. ancora Nigra a Visconti Venosta, 17 maggio 1897, ibidem, n. 56, pp. 31-32. Inoltre: il direttore generale della P.S., Alfazio, a Visconti Venosta, 9 gennaio 1898, ibid., n. 340, p. 247 (a proposito di un discorso pronunciato a Trieste dal deputato al parlamento di Vienna De Angeli, sulle mire austriache in Albania); il console a Gianina, Millelire, a Visconti Venosta, 21 febbraio 1898, ibidem, n. 379, pp. 274-276; ed infine il console a Scutari, Leoni, al ministro degli Esteri, Canevaro, 10 agosto 1898, Ibidem, voi. Ili, n. 40, pp. 24-26.
Da parte francese sono da vedere: sulle preoccupazioni italiane riguardanti l'Albania,