Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
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1976
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Maurizio Vernassa
Era comunque giunto il momento, anche per l'Albania, di parlare in modo concreto delle iniziative da prendere per aumentare e rendere stabile l'influenza italiana nella regione; e la discussione sugli strumenti era destinata, ovviamente, ad assumere una portata anche maggiore di quella strettamente politica ed a produrre altresì le prime grosse polemiche e i primi scontri corposi d'interessi.26* Nell'attenzione rivolta ai Balcani era sottinteso, nei fatti stessi, il potenziamento delle strutture marittime dell'Adriatico, ridivenuto per questa via area d'impor-
l'Adriatico era messo in discussione: l'Austria non aveva alcun bisogno dell'Albania per diventare padrona assoluta dell'Adriatico, mentre l'Italia aveva bisogno di ben altro per contrastare efficacemente la supremazia austriaca. Quanto poi alla possibilità che quel primitivo paese balcanico potesse diventare anche solo limitatamente uno sbocco per l'emigrazione italiana, non c'era neppure da pensarci. Del tutto diverso invece era il discorso per quanto concerneva la Tripolitania (inclusa la Cirenaica, considerata particolarmente fertile). Non solo essa offriva mirabili opportunità di colonizzazione e di sviluppo economico, ma anche dal punto di vista militare la sua occupazione non presentava seri problemi. Le popolazioni locali si sarebbero ben guardate dalTinsorgere e quanto alla Turchia, sarebbe stata nell'impossibilità di mandare i necessari rinforzi, se non per mezzo di palloni volanti . La supremazia navale serviva bene a qualcosa! Insomma, concludeva trionfalmente Manfredi: In Tripoli tania l'uva è matura, in Albania vi è ancora da piantare la vite . (Albania o Tripolitania?, ibidem, a. Vili, n. 10, maggio 1905, pp. 219-223).
26) Del rinnovato interesse italiano per l'Albania, numerose sono le testimonianze offerte dalla pubblicistica dell'epoca: M. BENNICI, L'Austria e VAlbania, Roma, 1901; A. GALANTI, UAlbania. Notizie geografiche, etnografiche, storiche, Roma, 1901; D. SAMMINIA-TELLI, / rapporti tra l'Italia e l'Albania: Relazione al XII Congresso della Società Dante Alighieri, Firenze, 1901 (in cui il presidente della Dante rivendicava con forza i diritti dell'Italia sull'Albania, sostenendo la necessità di prevedere prima o poi la sua occupazione); U. OJETTI (Tantalo), Albania, Torino, 1902 (raccolta di corrispondenze apparse sul Corriere della Sera nel luglio e agosto 1901); F. GUICCIARDINI, Impressioni d'Albania, in Nuova Antologia, a. XXXVI, fase. 708, giugno 1901, pp. 577-611 e fase. 709, luglio 1901, pp. 17-58; T. Tocci, La questione albanese, Cosenza, 1901; A. Di SAN GIULIANO, Lettere dall'Albania, Roma, 1904 (raccolta di corrispondenze apparse nel 1902 sul Giornale d'Italia); CENTUBIO (pseudonimo del ten. Eugenio Barbarich dello S.M.), Per l'altra riva dell'Adriatico. Programma economico e politico dell'avvenire dell'Adriatico e del Mezzogiorno d'Italia, Roma, 1904; E. PORTAL, Note albanesi, Palermo, 1903; A. LORECCHIO, Il pensiero politico albanese in rapporto agli interessi italiani, Roma, 1904 (illustrante l'attività della minoranza albanese residente in Italia). Va anche aggiunto che il governo austro-ungarico si mostrava fortemente preoccupato del dinamismo manifestato dai circa duecentomila albanesi dell'Italia meridionale, che cominciarono ad organizzarsi nel 1895 sotto la guida del poeta Girolamo da Rada, pubblicando loro giornali con modesti sussidi del governo italiano. La convinzione prevalente a Vienna era ch'essi si stessero adoperando per la realizzazione di un protettorato italiano in Albania. Cfr. W. C. ASKEW, The Austro-Italian Anta-gonism cit., pp. 198 sgg. Di Anselmo Lorecchio, presidente della Società Nazionale Albanese e direttore del periodico La Nazione Albanese, si veda pure hi lettera personale da lui inviata a Visconti Venosta, il 18 agosto 1897, contenente informazioni e note sulle relazioni commerciali italo-albanesi (D.D.L, terza serie, voi. II, n. 174, pp. 138-139). Sui contrasti sempre più vivi tra Austria e Italia a questo proposito, v. B.D., voi. IV, pp. 44-46 (il segretario dell'ambasciata britannica a Roma, J. Rennel Rodd, a Lansdowne, 10 gennaio 1903). Sull'attività delle organizzazioni albanesi in Italia cfr. pure E. MASBRATI, Un documento francese sull'irredentismo e la questione adriatica al finire dell'Ottocento, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXII, fase. I, gennaio-marzo 1975, pp. 63-72. Infine, va ricordato che nel 1904 si costituì un Consiglio Albanese d'Italia sotto la presidenza di Ricciotti Garibaldi e con la Gazzetta Albanese come suo organo di stampa. Sugli Albanesi in Italia v. pure la nota informativa in II Secolo, 12-13 luglio 1902.