Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
anno <1976>   pagina <353>
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Italia e area balcanica 1897-1903
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tanza vitale per l'Italia: problema vasto e di non facile soluzione, dopo che anni di relativo abbandono e di scelte politico-economiche alternative avevano preci­pitato il porto di Venezia ed i commerci che ad esso facevano capo in una crisi profonda. Nulla di strano, quindi, che fossero proprio gli ambienti veneti a mo­strarsi concretamente i più interessati e disponibili ad una espansione commer­ciale e finanziaria lungo la costa orientale dell'Adriatico, e per contro i più so­lerti nelTinvestire con le loro critiche l'operato governativo giudicato spesso in­sufficiente. **> Ma il problema, per le sue implicazioni politiche ed economiche a vasto raggio, aveva ormai superato di molto le dimensioni puramente regio­nali, per assumere invece interesse e portate nazionali. Era così, per esempio, VEconomista d'Italia a commentare favorevolmente, in una sua nota pubblicata il 21 ottobre 1902, l'iniziativa recentemente assunte dal sindaco di Venezia, con­giuntamente alle rappresentanze locali della provincia e del comune e d'intesa con la Società veneziana di navigazione a vapore, nel presentare al governo una memoria concernente un progettato servizio di navigazione collegante i porti dell'Adriatico all'Estremo Oriente, frutto di studi ed indagini compiuti da una commissione formata dai sindaci delle principali città del Veneto, dai deputati della città lagunare e da altre personalità regionali dell'industria e del com­mercio. E il periodico romano non mancava di lamentare la negligenza del go­verno di fronte alle crescenti sia per numero, sia per minacciosità inizia­tive dell'Austria per assicurarsi la supremazia commerciale nell'Adriatico fa­cendo perno su Trieste e Fiume e servendosi allo scopo delle linee di naviga­zione che vi facevano capo: il Lloyd, l'Adria, l'Ungaro-croata, la Ragusea. M>
23 Utili notizie sulla marina mercantile e sulla situazione generale dei porti italiani si ricavano da L. FIOBITO (Direttore generale della Marina Mercantile), Relazione a S.E. il Comm. Giuseppe Palumbo, ministro della Marina, sulle condizioni della Marina Mer­cantile Italiana al 31 dicembre 1897, Roma, 1898. Da uno dei grafici annessi, relativo al tonnellaggio complessivo delle navi arrivate per operazioni di commercio nei principali porti del Regno dal 1888 al 1897, si ricava che al primo posto era Genova, con oltre 4.200.000 tonnellate, seguita da Napoli, con 2.800.000, Palermo, Livorno, Brindisi, Messina e infine da Venezia con sole 1.200.000 tonnellate. Circa le scelte politiche che avevano concorso al determinarsi di questa situazione cfr.: TJ. SPADONI, Il Canale di Suez e l'inizio della crisi della marina mercantile italiana, in Nuova Rivista Storica, a. IV, fase. V-Vl, 1970, pp. 661-689; ID., Linee di navigazione e costruzioni navali alla vigilia dell'inchiesta parlamentare sulla marina mercantile italiana (1881-1882), ibidem, a. LVTI, fase. HI-IV, 1973, pp. 313-372; G. BARONE, LO Stato e la marina mercantile in Italia (1881-1894), in Studi Storici, a. XV, n. 3, luglio-settembre 1974, pp. 624-659.
28) L'equilibrio dell'Adriatico, in L'Economista d'Italia, a. XXXV, n. 29, 21 ottobre 1902, pp. 348-349. La Società veneziana di navigazione a vapore era sorta nel 1898, per iniziativa precipua del barone Alberto Treves, titolare di un'importante casa bancaria coin­teressata al Credito Italiano, il quale ultimo partecipò all'operazione fornendo un terzo del capitale sociale. Cfr. G. FRADELETTO, Venezia alle Indie orientali, in L'Esplorazione Commerciale, a. XVIII, fase. II, 31 gennaio 1903, p. 23 e A. CONFALONIERI, Banca e in­dustria in Italia, 1894-1906, voi. II: Il sistema bancario tra due crisi, Milano, 1975, pp. 321 e 333, e pp. 364 sgg. per le vicende successive della Società. Il contrasto fra l'atteggiamento del governo austriaco, da tempo impegnato e con risultati lusinghieri a potenziare al massimo lo sviluppo commerciale di Trieste ed anche di Fiume, e quello dei governanti italiani, che avevano sempre trascurato Venezia, era allora un ritornello costante. Fra le numerose voci in questo senso, si veda, oltre a quella del Fradeletto, nello scritto appena citato, il polemico articolo L'avvenire dell'Adriatico. Il commercio di Venezia con le Indie, m Giornale dei lavori pubblici e delle strade ferrate, a. XXIX, n. 44, 29 ottobre 1902.