Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
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1976
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Italia e area balcanica 1897*1903
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volgeva non solo un'antica rivalità marittima e commerciale fra il capoluogo ligure e Venezia, ma tutta una serie di delicate questioni economiche e tecniche per le quali non era certo agevole trovare il giusto dosaggio che consentisse una soluzione ottimale. E gli argomenti non mancavano ai sostenitori dell'una e del-1 altra tesi, o per meglio dire, dell'uno e dell'altro scalo. E se i sostenitori di Venezia erano in quel momento all'offensiva e lo erano proprio facendo tesoro, a loro vantaggio, della nuova sensibilità da qualche tempo manifestatasi nel paese per i problemi dell'Adriatico e per la questione albanese in particolare , gli avversari non disarmavano. Ci voleva ben altro che il ricorso a formule altisonanti come la conquista dell'Adriatico , tuonava per esempio dalla sua influente rubrica sul Giornale degli economisti Francesco Papafava, che pure era patrizio padovano e poco sospettabile perciò di favoritismi regionalistici nei con-
braio 1902, in risposta ad un quesito ministeriale sulla opportunità di istituire una linea di navigazione diretta fra l'Italia e l'Estremo Oriente, aveva dato parere nettamente favorevole, in considerazione delle possibilità commerciali esistenti, che avrebbero dovuto essere adeguatamente sfruttate. Presupposto indispensabile era peraltro che ciò avvenisse a quelle condizioni di velocità, mitezza di noli e bontà del servizio, che assicurassero un reale vantaggio al paese. Ibidem, a. XXXV, n. 6, 1 marzo 1902, p. 68. Del problema si era diffusamente occupato A. TESO, L'Italia e l'Oriente. Studi di politica commerciale, Torino, 1900. Anche secondo questo autore, il rilancio del porto di Venezia era condizionato dalla istituzione immediata di linee di navigazione dirette, rapide e a buon mercato con l'Oriente, nonché dal potenziamento, e possibilmente dall'accorciamento, delle linee ferroviarie con l'Europa centrale (p. 383). Ma a proposito della rivalità con il capoluogo ligure osservava: L'esempio di Genova dovrebbe essere seguito anche sulle lagune. Se quella città ha ottenuto molto a vantaggio del suo porto, ciò avvenne principalmente, perché i suoi attivissimi figli non si sono limitati a chiedere aiuti al Governo, e a sollecitarlo a provvedere, ma ne hanno costantemente sorretta e agevolata l'opera, come hanno dimostrato anche di recente, offrendosi di anticipare i fondi necessari per l'esecuzione delle opere deliberate dallo Stato (pp. 397-398). La polemica contro la N.G.I. fu condotta con asprezza anche da Vico Man-tegazza, che rilevava in proposito: Poco o nulla il Governo si è finora occupato della navigazione nell'Adriatico, e lascia che la Navigazione Generale, la quale pure è dallo Stato largamente sovvenzionata, faccia ciò che più le pare e piace, mirando unicamente a trarre il maggior profitto dalla situazione privilegiata nella quale l'ha posta lo Stato. Io non ho gli elementi per confermarlo con prove documentate, ma da un pezzo ormai si va ripetendo da molte parti che non solo la Navigazione Generale non si occupa affatto di migliorare i suoi servizi nell'Adriatico, ma che ha addirittura stipulati accordi col Lloyd per lasciare campo libero alla grande compagnia di navigazione austriaca . Cfr. V. MANTE-CAZZA, L'altra sponda citM pp. 407-408. Inoltre: per gli interessi italiani nel mare Adriatico vedasi Processo verbale della adunanza di rappresentanti, tenutasi nel palazzo municipale di Venezia il giorno 27 aprile 1903, Venezia, 1903; P. FOSCARI, Il porto di Venezia nel problema adriatico: conferenza tenuta nella sala maggiore dell'Ateneo Veneto a beneficio della Dante Alighieri e della Lega Navale, Venezia, 1904. Nobile veneziano, brillante e colto ufficiale della R. Marina, il Foscari, che doveva diventare poi personaggio di primo piano nel movimento nazionalista, fu attivamente partecipe delle iniziative di Giuseppe Volpi nei Balcani. Cfr. in proposito R. A. WBBSTBB, L'imperialismo industriale italiano cit., pp. 377-379. Per un'idea abbastanza precisa dei suoi orientamenti e del suo programma politico nel periodo che qui interessa, si veda il suo manifesto elettorale del 1904, Agli elettori del 1 Collegio (Venezia), in P. FOSCARI, Per l'Italia più grande. Scritti e discorsi raccolti e ordinati da Tomaso Sillani, Roma, 1928, pp. 68-73. Su di lui, infine, cfr. pure A. ODENIco, Piero Foscari, Una vita esemplare, Bologna, 1959.