Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
anno <1976>   pagina <360>
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Maurizio Vernassa
vallo dei due secoli, subentrarono e si stabilizzarono alla Consulta criteri di gra­dualità e di prudenza: i soli, si pensava, che avrebbero consentito all'Italia di ritrovarsi, nel prossimo avvenire, in una situazione favorevole e ricca di occa­sioni da sfruttare senza mettere a repentaglio alleanze o crearsi nuove inimicizie.
L'opinione pubblica sembrava avallare, per la maggior parte, una tale con* cezione, mentre si faceva strada con sempre maggior forza l'idea di un'Italia al di sopra delle parti, mediatrice, ago della bilancia, e comunque sempre allineata contro i propositi di sopraffazione espressi a tratti con maggiore aggressività dalla politica austriaca nei Balcani. La crisi macedone fornì ampio spazio per consi­derazioni di questo genere e su quest'ultimo punto si può dire che il consenso fosse pressoché unanime: contrastare palmo a palmo ogni velleità egemonica dell'Austria-Ungheria, ma sempre rigorosamente nell'ambito della Triplice. E se il governo era costantemente pungolato ad una indefessa vigilanza, ogni anche piccolo successo veniva salutato con accenti che spesso sfioravano l'entusiasmo. Così, per esempio, il Crispino Andrea Cantalupi non esitava a commentare in termini calorosi, sulla Nuova Antologia, la designazione del generale De Giorgis a capo della gendarmeria macedone, secondo l'accordo raggiunto dalle Potenze per un'azione comune in quella esplosiva regione, celebrando l'avvenimento come una ripresa dell'influenza italiana nei Balcani e sottolineando ancora come l'Ita­lia, nel contrastare le mire austriache sull'Albania, dovesse farsi mediatrice del­l'Europa presso gli Albanesi e di questi presso la Sublime Porta, facendo opera di persuasione presso il governo turco affinché non tardasse a dar soddisfazione alle giuste aspirazioni del popolo albanese.41)
Altra espressione di un consenso senza dubbio solido e diffuso sul pur così complesso problema balcanico furono in quel medesimo periodo le interessanti considerazioni svolte da Mario Govi sulla Rivista d'Italia. L'accento andava or­mai posto sulla sostanziale identità degli interessi delle Potenze occidentali, fra cui naturalmente l'Italia, e quelli dei popoli balcanici, i quali ultimi erano in­vece incompatibili Con le aspirazioni schiettamente territoriali degli Imperi orien­tali. Dopo aver ricordato la recente opera del Loiseau, Le Balkan slave et la crise autrichienne, secondo cui la Turchia non era più che un protettorato tede­sco, Govi passava in rassegna le aspirazioni delle Potenze occidentali, ch'egli in­dicava come cointeressate ad un assetto dei Balcani conforme a giustizia, e ciò non solo per ragioni umanitarie. Se invece della Turchia vi fossero nei Bal­cani diversi Stati nazionali, prosperi e ricchi, evidentemente il commercio del­l'Europa con essi sarebbe assai più rigoglioso e vi sarebbero nuovi sbocchi alla produzione europea. Inoltre, aumentando in quei paesi la produzione delle ma­terie prime, queste si avrebbero negli altri paesi europei in quantità maggiore e a miglior mercato . Per quanto riguardava poi più da vicino l'Albania, era chiaro che sarebbe stata inevitabilmente l'Italia a trarre più direttamente e fan-
41> XXX [A. CANTALUPI], Il generale De Giorgia in Macedonia, in Nuova Antologia, voi. 193, 16 gennaio 1904. pp. 349-354. L'interessamento italiano era così delineato: ce Ora, basta il fatto dell'importanza geografica dell'elemento albanese di fronte all'Italia, della ne­cessità per noi di pacificarlo intieramente coli'elemento montenegrino, degli albanesi d ori­gine divenuti italiani nel Mezzogiorno d'Italia e in Sicilia, e conservanti lingua, tradizioni e parentele specialmente nella Bassa Albania, a dimostrare che l'Italia non può disinteres­sarsi di quella nazionalità e trascurare i suoi desideri nell'applicazione delle riforme . V. an­cora Io., Italia e Austria nello scacchiere balcanico, ibidem, voi. 194, 1 marzo 1904, pp, 159-165. Note sulla situazione etnica, economica e sociale della Macedonia in F. GUIC­CIARDINI, Impressioni di Macedonia, ibidem, pp. 25-64 e 16 marzo 1904, pp. 209-244.