Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
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Maurizio Vernassa
vallo dei due secoli, subentrarono e si stabilizzarono alla Consulta criteri di gradualità e di prudenza: i soli, si pensava, che avrebbero consentito all'Italia di ritrovarsi, nel prossimo avvenire, in una situazione favorevole e ricca di occasioni da sfruttare senza mettere a repentaglio alleanze o crearsi nuove inimicizie.
L'opinione pubblica sembrava avallare, per la maggior parte, una tale con* cezione, mentre si faceva strada con sempre maggior forza l'idea di un'Italia al di sopra delle parti, mediatrice, ago della bilancia, e comunque sempre allineata contro i propositi di sopraffazione espressi a tratti con maggiore aggressività dalla politica austriaca nei Balcani. La crisi macedone fornì ampio spazio per considerazioni di questo genere e su quest'ultimo punto si può dire che il consenso fosse pressoché unanime: contrastare palmo a palmo ogni velleità egemonica dell'Austria-Ungheria, ma sempre rigorosamente nell'ambito della Triplice. E se il governo era costantemente pungolato ad una indefessa vigilanza, ogni anche piccolo successo veniva salutato con accenti che spesso sfioravano l'entusiasmo. Così, per esempio, il Crispino Andrea Cantalupi non esitava a commentare in termini calorosi, sulla Nuova Antologia, la designazione del generale De Giorgis a capo della gendarmeria macedone, secondo l'accordo raggiunto dalle Potenze per un'azione comune in quella esplosiva regione, celebrando l'avvenimento come una ripresa dell'influenza italiana nei Balcani e sottolineando ancora come l'Italia, nel contrastare le mire austriache sull'Albania, dovesse farsi mediatrice dell'Europa presso gli Albanesi e di questi presso la Sublime Porta, facendo opera di persuasione presso il governo turco affinché non tardasse a dar soddisfazione alle giuste aspirazioni del popolo albanese.41)
Altra espressione di un consenso senza dubbio solido e diffuso sul pur così complesso problema balcanico furono in quel medesimo periodo le interessanti considerazioni svolte da Mario Govi sulla Rivista d'Italia. L'accento andava ormai posto sulla sostanziale identità degli interessi delle Potenze occidentali, fra cui naturalmente l'Italia, e quelli dei popoli balcanici, i quali ultimi erano invece incompatibili Con le aspirazioni schiettamente territoriali degli Imperi orientali. Dopo aver ricordato la recente opera del Loiseau, Le Balkan slave et la crise autrichienne, secondo cui la Turchia non era più che un protettorato tedesco, Govi passava in rassegna le aspirazioni delle Potenze occidentali, ch'egli indicava come cointeressate ad un assetto dei Balcani conforme a giustizia, e ciò non solo per ragioni umanitarie. Se invece della Turchia vi fossero nei Balcani diversi Stati nazionali, prosperi e ricchi, evidentemente il commercio dell'Europa con essi sarebbe assai più rigoglioso e vi sarebbero nuovi sbocchi alla produzione europea. Inoltre, aumentando in quei paesi la produzione delle materie prime, queste si avrebbero negli altri paesi europei in quantità maggiore e a miglior mercato . Per quanto riguardava poi più da vicino l'Albania, era chiaro che sarebbe stata inevitabilmente l'Italia a trarre più direttamente e fan-
41> XXX [A. CANTALUPI], Il generale De Giorgia in Macedonia, in Nuova Antologia, voi. 193, 16 gennaio 1904. pp. 349-354. L'interessamento italiano era così delineato: ce Ora, basta il fatto dell'importanza geografica dell'elemento albanese di fronte all'Italia, della necessità per noi di pacificarlo intieramente coli'elemento montenegrino, degli albanesi d origine divenuti italiani nel Mezzogiorno d'Italia e in Sicilia, e conservanti lingua, tradizioni e parentele specialmente nella Bassa Albania, a dimostrare che l'Italia non può disinteressarsi di quella nazionalità e trascurare i suoi desideri nell'applicazione delle riforme . V. ancora Io., Italia e Austria nello scacchiere balcanico, ibidem, voi. 194, 1 marzo 1904, pp, 159-165. Note sulla situazione etnica, economica e sociale della Macedonia in F. GUICCIARDINI, Impressioni di Macedonia, ibidem, pp. 25-64 e 16 marzo 1904, pp. 209-244.