Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
anno <1976>   pagina <361>
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Italia e area balcanica 1897-1903
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mediatamente profitto dalla sua raggiunta autonomia: Se l'Albania diventasse indipendente e si riorganizzasse politicamente e socialmente, dovrebbe per neces­sità servirsi del patrimonio culturale d'Italia, che fra le nazioni di grande movi­mento intellettuale è la più vicina ad essa, per fondare su di quella la propria cultura nazionale .
Un periodo anche abbastanza lungo di attesa e di preparazione appariva ai più come l'elemento fondamentale su cui fondare, anche rispetto ai Balcani, 1 azione italiana in campo internazionale. Tale convinzione era basata più che sulle difficoltà derivanti dalle esigenze di crescita economica e di sviluppo poli­tico-sociale della nazione, sulla complessità e fluidità estreme che in quei primi anni del secolo caratterizzava complessivamente la politica delle Potenze. Se, infatti, alcune scelte di fondo fra le più importanti erano state compiute e le varie posizioni nei sistemi contrapposti di alleanze si andavano ormai definendo in modo stabile, resta pur sempre vero che l'assestamento completo e irreversi­bile (ma non irreversibile per l'Italia) si ebbe soltanto al termine del decennio 1897-1907. Senza inoltrarsi specificatamente nel groviglio delle vicende e degli allineamenti internazionali, basti pensare alla vera e propria rivoluzione diplo­matica di cui fu protagonista su più fronti la Gran Bretagna, e che coinvolse in pratica tutte le maggiori Potenze.43>
Inutile quasi aggiungere, che è questo pure il periodo in cui si fa più stretto che mai l'intreccio, nelle competizioni internazionali, fra politica ed eco­nomia, fra diplomazia e finanza, fra pressione militare e guerra commerciale. Se lo Stato è al servizio dei grandi interessi economici privati, questi sempre più diventano dal canto loro strumento normale della politica internazionale dello
*9 M. Govr, La questione d'Oriente e le Potenze occidentali, in Rivista d'Italia, a. VII, fase. HI, mazzo 1904, pp. 462-491 e fase. IV, aprile 1904, pp. 617-658. L'ipotesi di un'Al­bania strettamente legata all'Italia, sottoposta in pratica ad un suo protettorato, andava sempre più affermandosi. Alle critiche ricorrenti per lo scarso dinamismo dimostrato dal governo nei confronti del problema albanese, si accompagnava spesso, tuttavia, il ricono­scimento delle obiettive difficoltà nelle quali si dibatteva su vari fronti la politica estera dell'Italia. Significative a questo riguardo le note politiche di Pietro Fea sulla Rassegna Nazionale* Si veda per esempio la Rassegna politica del 16 gennaio 1904 (a. XXVI, voi. CXXXV, p. 359).
43J Ci si riferisce qui, in particolare, alla politica dello splendido isolamento , con le sue conseguenze fondamentali: l'alleanza con il Giappone (30 gennaio 1902), quella con la Francia (8 aprile 1904) e infine l'accordo con la Russia (31 agosto 1907). Non trascu­rabili, anzi fondamentali per la comprensione di questo periodo ed una sua più esatta in­terpretazione, sono i molteplici mutamenti strutturali che, manifestando una nuova realtà sociale, una nuova dimensione del potere nelle classi dirigenti, e un lento svuotarsi dal­l'interno dei negozi giuridici internazionali di fronte ad ima nuova cultura , danno vita ad una diversa dimensione delle relazioni internazionali e dello stesso significato di ce equi­librio internazionale . Accordi e alleanze andavano acquistando un carattere di rigidità mai conosciuto prima di allora, in piena contraddizione con lo spirito dell'età dell'equilibrio, fissando in modo definitivo l'indisponibilità di certe scelte politiche; da strumenti razionali e temporanei di scelte politiche variabili nel tempo, come variabili erano le stesse ' partner­ship ', i trattati, i sistemi di alleanze, pur conservando alla superficie vecchie tecniche e il vecchio linguaggio trascolorivano l'originario significato meramente politico per acquistare un più preciso significato culturale. (...) Alleanze e accordi divenivano così sempre meno intercambiabili nei contraenti, tenendo a fissare scelte che si ritenevano fatali, definitive, cosi come venivano ritenute inesorabilmente fermate dal destino le linee di espansione di ciascun popolo europeo . Cfr. G. FILIPPONK THACLERO, Sulle origini dell'imperialismo nelle relazioni internazionali, Roma, 1970, p. 12.