Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
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1976
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Italia e area balcanica 1897-1903
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mente alle vicende cui si è accennato, costituirono a tatti gli effetti gli inizi di nn interessamento sempre più vivo, vasto e comunque di notevole influenza sulle scelte definitive da compiere. Quantitativamente, attraverso una serie sempre più nutrita e differenziata di interventi, ma soprattutto qualitativamente, per il crescente approfondimento delle questioni affrontate e la progressiva maturazione delle indicazioni operative: è quanto emerge da un esame accurato dei contenuti espressi, verificando l'abbinarsi sempre più frequente delle ormai usuali questioni di principio a specifiche e concrete richieste di intervento da parte dell'Italia nel settore balcanico. Si prenda ancora, ad esempio, quanto si poteva leggere sulla Rassegna Nazionale, a proposito del problema albanese considerato giunto infine a piena maturità:
L'Italia deve favorire l'inalzamento a nazione autonoma dell'Albania fin che sia possibile dentro le sue frontiere etniche, non soltanto per un mero senso di generoso ausilio verso un popolo che ha dato degli uomini sublimi nella storia classica e di grandi ne ha pur dati nella storia moderna,non soltanto per un moto di simpatia verso una gente smembrata e misera e pur piena di virtù, ma bensì anche per un calcolo perfettamente egoistico. È tutta la questione del mare nostrum che s'impone. Il giorno in cui una potenza straniera puntasse i cannoni a Durazzo e a Valona, altro che mare nostruml Non sarebbero più nostre né pure le Puglie. (...) L'Italia deve stabilire una corrente intensa di scambi con i quattro vilajets che compongono l'Albania, attivando linee fluviali e terrestri di comunicazione e cercando di togliere di mezzo l'iniziativa e la concorrenza del Lloyd austriaco: deve favorire il risveglio agricolo di tutta una gran zona ubertosa, irrigata, in tutte le migliori condizioni di produttività; deve riaprire le scuole follemente abolite alcuni anni or sono e moltiplicare le attuali che, a petto di quelle austriache e musulmane, impartiscono un insegnamento logico e danno effetti prodigiosi; deve instituire nuovi consolati e agenzie consolari; deve manifestare insomma una chiara e non discontinua azione economica, intellettuale e politica. (...) C'è la bisogna indefettibile che VAlbania sìa, secondo la formula ormai abbastanza nota, degli Albanesi: altrimenti meglio Io statu quo, reso più sopportabile ed umano per via delle riforme attuate seriamente.47)
analogo era il tono delle pagine di Paolo Yinassa di Regny sull'Italia Coloniale, a sostegno della necessità improrogabile di un più vivo e concreto interessamento italiano ai progetti di realizzazione della linea ferroviaria transbalcanica, che partendo da Antivari andasse a raggiungere la linea di Costantinopoli, per proseguire poi fino al Danubio, all'altezza delle cosiddette Porte di ferro; unico modo, questo, per neutralizzare efficacemente, sul piano sia politico che economico, la tanto paventata ferrovia austriaca (ma in fondo anche e forse soprattutto tedesca) Vienna-Salonicco, via Sarajevo-Mitrovitza. Fino ad arri*
*?) P. GAZZA, Studi sull'Albania, in Rassegna Nazionale, a. XXVI, voi. CXXXVI, mazzo-aprile 1904, pp. 119-124.
**) P. VINASSA PI REGNY, La ferrovia transbalcanica in rapporto al Sempione, alla navigazione interna e ai grandi servizi europei, in Y Italia Coloniale, a. V, n. 2, febbraio-marzo 1904, pp. 296-306 (per la citazione v. p. 297). Sul problema generale delle comunicazioni ferroviarie nei Balcani e sui contrasti tra le Potenze per la loro realizzazione v. A. J. MAY, Trans-Balkan RaUways Schemes, in Journal of Modem History, dicembre 1952, pp* 352-367, e F. R. BRIDGE, From Sadotva to Sarajevo citM pp. 256-257 e 297-299, nonché R. A. WEBSTER, Uimperialismo industriala italiano cit., pp. 395 sgg. Alcune notizie ai ricavano pure dal rapporto ohe il vice-console inglese a Belgrado, V. Thesinger, inviava al Segretario di Stato per gli Esteri, Lansdowne, il 17 novembre 1904, in B.D., voi. IV, n. 114, p. 138. Circa l'interessamento italiano al porto di Antivari ricordiamo la costruzione della stazione radiotelegrafica ivi installata a proprie Bpese da Guglielmo Marconi ed inaugurata nell'agosto 1904. Cfr. V. MANTEGAZZA, Il porto di Antivari cit., p. 15.