Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA OPINIONE PUBBLICA 1897-1903; ITALIA RELAZIONI CON I PAES
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1976
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Maurizio Vernassa
vare alle ipotesi un po' truculente di Antonio Baldacci, che sullo stesso numero della rivista considerava ormai inevitabile una guerra balcanica, come sbocco alle tensioni sempre più forti che toglievano ogni pace all'infelice regione. La conclusione era prevedibile: Mentre si sguaineranno le spade e si incendie-ranno le micce, è diritto assoluto dell'Italia di pretendere che per qualsiasi motivo non venga turbato Tequilibrio balcanico .w
Tra le varie voci che andavano accavallandosi emergeva il presupposto della necessità di un intervento politico italiano nell'ambito del concerto europeo, attraverso il quale ottenere, se non una influenza predominante, una precisa configurazione prima, e rigorosa tutela poi, di interessi fino ad allora del tutto inediti. Obiettivi, questi, la cui realizzazione appariva strettamente subordinata al costante coinvolgimento dell'opinione pubblica nelle vicende della politica estera, in modo da raccogliere ed incanalare vasti consensi ad una politica di presenza attiva dell'Italia in campo internazionale. Era alla luce degli avvenimenti più recenti - le elezioni del 1900, il VII Congresso del partito socialista ad Imola (6-9 settembre 1902), la maggiore incidenza di larghi strati proletari organizzati sindacalmente, l'assunzione del potere da parte del ministero Zanardelli-Gio-litti indicativi tutti di una trasformazione profonda nella realtà politica del paese, che nasceva nella classe dirigente liberale la convinzione della necessità di un allargamento dei consensi, adeguando l'Italia al linguaggio ed alla mentalità delle Potenze imperialistiche e delle loro rivalità. Nel paese, grazie all'abile sollecitazione dell'interesse per la politica estera e per l'espansione economica, in funzione l'una dell'altra, sempre più numerose si potevano cogliere le rispondenze in tal senso. In questo modo, la promozione del consenso andò effettivamente organizzandosi intorno all'opzione espansionistica, creando in più larghi settori dell'opinione pubblica una convergenza e una disponibilità nei confronti della nuova dimensione politico-culturale, che venivano a loro volta a rappresentare uno stimolo condizionante, al quale era sempre più difficile sottrarsi. Un processo, in conclusione, la cui realizzazione era facilitata ed accelerata dal contemporaneo intensificarsi delle iniziative commerciali, industriali e finanziarie a livello internazionale, e che nel caso specifico italiano aveva avuto nell'interessamento per l'area balcanica nel periodo considerato uno dei suoi momenti iniziali più significativi.
MAURIZIO VERNASSA
49) A. BALDACCI, La nuova fase delia questione macedone, in L'Italia Coloniale, a. V, n. 2, febbraio-marzo 1904, pp. 163-184.