Rassegna storica del Risorgimento
GAMBARIN GIOVANNI
anno
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1976
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pagina
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365
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AMICI SCOMPARSI
GIOVANNI GAMBARIN
Costretto da alcuni anni all'immobilità pressoché assoluta, forse la cosa che più gli dispiaceva era l'impossibilità di portare a termine quelle ricerche e quelle varie incombenze a cui attendeva con la consueta alacrità. È infatti difficile immaginare Giovanni Gambarin inchiodato ad una sedia. La sua persona, anche negli ultimi tempi, sprigionava un'energia non comune; e che fosse una qualità morale più che fìsica, lo si capiva fin dal primo incontro. E ciò spiega la serietà e la dedizione che hanno caratterizzato il suo impegno di uomo e di studioso fino alla fine.
Era nato a Vo Euganeo (Padova) il 22 ottobre 1888 e aveva seguito gli studi universitari a Padova, ove si laureò in lettere nel 1911 discutendo con Vittorio Rossi una ponderosa tesi su La cultura veneta nel periodo del Romanticismo, che meritò il massimo dei voti e la lode. Quindi, intraprese la carriera dell'insegnamento, entrò subito nei ruoli statali, prima nei ginnasi di Alatri e di Urbino, poi nelle scuole italiane all'estero. Scoppiata la prima guerra mondiale, vi partecipò come ufficiale del Genio ed ebbe inoltre l'incarico di riorganizzare le scuole italiane di Salonicco. Poi andò ad insegnare a Tunisi, passando successivamente nei licei del Cairo, di Sofia e di Malta. In questo lungo periodo trascorso all'estero, e in particolare nel decennio in cui fu a Tunisi, egli molto di adoperò a vantaggio delle comunità italiane e straniere con con-ferenze, eorsi di lezioni, attività parascolastiche varie (a lui si deve tra l'altro l'istituzione e lo sviluppo della prima biblioteca scolastica a Tunisi).
Rientrato in Italia nel 1935, fu assegnato al liceo di Avezzano per poi essere trasferito a Parma e finalmente al liceo Marco Polo di Venezia. Si era alla vigilia della seconda guerra mondiale e fu in quegli anni che lo ebbi come insegnante di italiano e latino. Non tardammo ad accorgerci che era un professore diverso dagli altri, il quale sapeva guidarci con sapienza ed arguzia alla conoscenza dei classici, a capire soprattutto attraverso l'approfondimento del linguaggio particolare di ciascuno il valore formativo delle loro opere. Fu in questo modo che il professor Gambarin ci aiutò a scoprire la dimensione civile > della storia e della vita, trasmettendoci la sua stessa ansia di verità e di libertà. Per alcuni di noi il suo insegnamento fu un'esperienza indimenticabile e la nostra ammirazione si accrebbe quando venimmo a sapere che il regime lo aveva in sospetto.
Dopo la liberazione egli fu nominato Provveditore agli studi su designazione del CLN, e poi per regolare concorso. Mantenne tale incarico fino al 1952 e in questi anni molto fece per la ricostruzione della scuola veneziana. Né la sua operosità venne meno col pensionamento; infatti, oltre ad una costante ed apprezzata presenza nella vita culturale della città (Istituto Veneto, Ateneo Veneto, Deputazione di storia patria), riorganizzò e presiedette l'Università Popolare; ma particolarmente è da ricordare che costituì il Comitato veneziano dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, di cui fu presidente per oltre un ventennio, organizzando tra l'altro, nel 1955 e nel 1966, due non dimenticati