Rassegna storica del Risorgimento

ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
anno <1976>   pagina <475>
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Le carte di Lorenzo Pareto
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degna e con l'incarico di trattare con il Governo Provvisorio della Lombardia intorno a quello che fa il laborioso problema della fusione lombardo-piemon-tese. Le carte della missione Pareto rimaste al ministero, passate all'Archivio di Stato di Torino, sono quelle pubblicate nel 1938 da Teresa Buttini e Maria Avetta.
Tra i documenti donati dalla Pessagno si contano centodiciotto lettere di Gaetano al fratello Lorenzo che ci risultano inedite. Esse giungono a completare largamente la documentazione edita e il contributo che esse recano ad una più estesa conoscenza della problematica politica di quei mesi è notevolissimo per il carattere di confidenziale informazione che racchiudono. Esse sono dettate tutte da Milano dal 27 marzo al 29 luglio 1848. Non è il caso qui di sottolinearne il valore e di illustrarne il contenuto, perché tutto il carteggio politico di Lo­renzo Pareto del 1848-1849 pervenuto all'Istituto Mazziniano sarà pubblicato nella serie Fonti della Biblioteca scientifica del nostro Istituto.
Può riuscire tuttavia utile agli studiosi segnalare i corrispondenti del Pareto nel 1848-1849. I documenti raccolti nel volume in progetto sono circa duecen­totrenta. La parte sostanziale del carteggio è costituita dalle lettere di Gaetano, ma anche quelle degli altri corrispondenti offrono spunti interessanti di studio.7) Ecco l'elenco dei corrispondenti: Massimo d'Azeglio (Spezia, 14 febbraio 1849); Cesare Balbo (Torino, 10, 11, 12 marzo 1848); Giovanni Berchet (Milano, 13 aprile, 4 maggio, 25 giugno 1848); Carlo Boncompagni (Torino, 12 novembre 1848); Antonio Brignole Sale (Parigi, 27 giugno 1848); Angelo Brofferio (Torino, 4 settembre 1848); Domenico Buffa (Genova, 30 dicembre 1848); Carlo Cadorna (Torino, 13 gennaio 1849); Gabriele Cobianchi (Parigi, 11 agosto 1848); Fede­rico Colla (Parma, 11 luglio 1848); Pietro Contrucci (Pistoia, 10 giugno 1848); Luigi Des Ambrois (s. d., ma giugno 1848; Peschiera, 24 giugno 1848; Rover-bella, 17 luglio 1848); Gian Carlo Di Negro (Genova, 24 luglio 1848); Giacomo Durando (Torino, 16 gennaio 1848); Giuseppe Durini (Torino, 12 e 24 giugno 1848; Novara, 15 novembre 1849); Domenico Elena (Genova, 8 giugno 1848); Maurizio Farina (Milano, 18 maggio, 28 luglio 1848; Novara, 6 agosto 1848); Vittorio Fraschini (Torino, 14 agosto, 25 dicembre 1849); Vincenzo Gioberti (To­rino, 20 febbraio 1849); Cesare Giulini ([Milano], 22 marzo 1848); Ferdinando Maestri (Parma, 24 marzo, 22 aprile 1848; Torino, 6 giugno 1848); Goffredo Mameli (Genova, 27 settembre [1847]); Terenzio Mamiani (Roma, 17 maggio, 27 giugno, 4 luglio 1848); Ministero dell'Interno, il primo ufficiale (Torino, 26 dicembre 1848); Guglielmo Moffa di Lisio (Alessandria, 12, 15, 17 agosto 1848); Pietro Paleocapa (Torino, 17 luglio 1848); Valentino Pasini (Torino, 9 giugno 1848; Ferrara, 25, 27 giugno, 3 luglio 1848; Parigi, 18 settembre 1848; Lugano, 23 ottobre 1849); Emanuele Pes di Villamarina (Firenze, 1 agosto 1848); Gu­stavo Ponza di San Martino (Genova, 14 novembre, 11 dicembre 1848); Ales­sandro Porro (Ponte Chiasso, 6 agosto 1848); Giacinto Provana di Collegno (Genova, 13 aprile 1848; Milano, 12 luglio 1848; Torino, 12 agosto 1848); Evasio Radice (Francoforte, 28 agosto 1848); Bianca Rebizzo (Genova, 18, 23 marzo,
7) Vi figura una dichiarazione autografa del Pareto, il quale si era dimostrato fiero avversario del ministero PineHi. In seguito però ai ripetuti disordini e soprattutto dopo quello del 28 ottobre a Palazzo Tursi, egli, che era a capo della guardia nazionale, fu costretto ad adottare severi provvedimenti; per questo incontrò l'impopolarità.