Rassegna storica del Risorgimento

ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
anno <1976>   pagina <476>
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Emilio Costa
14 agosto 1848); Lazzaro Rebizzo (s.d. [ma Venezia, maggio 1848]; Torino, 27 ottobre 1848); Timoteo Riboli (Parma, 20 marzo 1848); Alberto Ricci (Milano, 19 maggio 1848); Giuseppe Ricci (Lione, 11 agosto 1848; s.d. [ma Alessandria, ottobre 1848]); Vincenzo Ricci (Genova, 10 marzo 1848; Torino, 11 novembre 1848, 9 e 14 agosto 1849); Giuseppe Sacchi (Milano, 17 giugno 1848); Damiano Sauli (Genova, 23 marzo 1848); Francesco M. Sauli (Modena, 24 luglio 1848); i sindaci di Genova (5 settembre 1848); Pietro Torrigiani (Parma, 31 marzo 1848); Lorenzo Valerio (Torino, 11 marzo 1848).
Nel carteggio figurano altre corrispondenze interessanti che è utile segna­lare; Gabrio Casati a Giuseppe Durini (Milano, 24 giugno 1848); Gabriele Cobianchi a Cesare Trabucco di Castagnetto (Parigi, 15, 16 giugno, 1 agosto 1848); Luigi Des Ambrois a Cesare Balbo (Torino. 13 marzo 1848); Filippo Guai ter io a Luigi Carlo Farini (Venezia, 16 maggio 1848; riprodotta in copia); Terenzio Mamiani e Luigi Carlo Farini ad Enrico Martini (Roma, 2 giugno 1848); Enrico Martini a Cesare Trabucco di Castagnetto (23 giugno 1848); Cri­stoforo Negri ad Enrico Martini (Padova, 5 giugno 1848); Gaetano Pareto a Cesare Trabucco di Castagnetto (Milano, 30 marzo, 1 aprile 1848); Ferdinando Pio Rosellini ad Enrico Martini (Milano, 15 aprile 1848).
La parte sostanziale di questo fondo archivistico è quella relativa al 1848 1849 e ciò è dovuto non soltanto alla consistenza numerica, ma soprattutto all'importanza degli argomenti che vi sono trattati e a quella dei corrispondenti. I documenti datati prima e dopo quel fondamentale nodo storico, che coincide anche con il momento più eminente dell'attività politica del Pareto, racchiu­dono motivi di interesse non marginale. Essi riguardano più gli aspetti culturali della vita del Pareto, la sua opera di benefattore e il suo impegno rivolto alla difesa degli interessi economici di Genova.
I rapporti di amicizia tra il Pareto e il grande violinista Niccolò Paganini sono stali indicati da Arturo Codignola. Il geologo si era adoperato molto per l'intricata questione della sepoltura dell'artista. A Genova, il 27 aprile 1837, il Paganini dettò il suo testamento, nel quale si legge: Nomino in tutore del mio carissimo figlio il Marchese Lorenzo Pareto del fu Marchese Agostino .8) Ebbe dunque ad occuparsi di Achille Paganini e a tale scopo fu in relazione con gli esecutori testamentari del Maestro, i quali erano Lazzaro Rebizzo, Pietro Torrigiani e Giambattista Giordano. È pervenuto un gruppetto di lettere che riguarda la tutela del giovane Paganini.
La partecipazione ai congressi degli scienziati italiani dal 1839 al 1847 offrì al Pareto l'occasione di stringere importanti amicizie. Tra le sue carte si conserva la copia di due documenti che riguardano il primo di tali congressi: una lettera del cardinale Luigi Lambruschini all'astronomo Feliciano Scarpel-lini e la reciproca dell'astronomo umbro. Non è facile stabilire per mezzo di quale persona tali copie siano arrivate al Pareto, ma il fatto che gli siano giunte è molto interessante. Il Lambruschini era genovese e dal 1819 al 1830 era stato arcivescovo di Genova. È facile che il porporato abbia voluto far conoscere al suo concittadino le disposizioni del governo pontificio in ordine a quel con­gresso che si stava organizzando in Pisa.
8) Cr. ARTURO COGICNOLA, Paganini intimo, Genova, 1935, p. 365.
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