Rassegna storica del Risorgimento
ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
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1976
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Emilio Costa
Carlo Luciano Bonaparte, il noto promotore dei congressi scientifici italiani, gli scriveva da Roma il 9 gennaio 1844. Accennava alla fratellevole amicizia vieppiù stretta fra noi ne' nazionali congressi scientifici che prospereranno mai sempre a lode e sostegno della nostra cara patria e concludeva: Chi sceglieremo a Milano per presidente di Napoli? La città è già scelta per me in Genova, ed ivi il presidente chi potrà essere se non voi? .
Il discorso pronunciato dal Pareto in occasione dell'ottavo congresso degli scienziati, che ebbe sede in Genova dal 14 al 23 settembre 1846, ebbe diffusa eco per le schiette espressioni di sentimento patriottico. Il linguaggio di non pochi che presero la parola in quei giorni risultò imprudente nei rapporti informativi della polizia. Anche la censura sulla stampa aveva notato qualcosa di irregolare. Massimo d'Azeglio scriveva al Pareto in data 24 , riferendosi al discorso del congresso.
Car.mo Marchese.
Ricevo lettera da Torino nella quale mi si dice che S. M. avendo saputo avere la censura di Genova vietata la stampa del Suo discorso e di quelli del m[arche]se Pallavicini9) al cardinale Tadini,10) ha spedito ordine onde venissero stampati.
Sono incaricato di farglielo sapere e di farlo sapere egualmente ai detti signori. Mi tenga per suo
Azeglio A tergo: Preg. Marchese Lorenzo Pareto. Scoglietto.
Intorno all'amicizia tra il Pareto e Giuseppe Massari si può cogliere qualche spunto nel Carteggio Gioberti'Massari. Una lettera del valente giobertiano che ci è pervenuta merita di essere riportata integralmente:
Torino, 25 agosto 1844. Mio ottimo e carissimo amico.
Profitto della gentilezza di un mio buon amico per pregarlo di rimettervi questa lettera in Milano, dove son sicuro che vi troverete all'occasione del prossimo congresso scientifico. Egli è un pezzetto che manco di notizie vostre e di quelle dei comuni amici di Genova, ma non ho il menomo diritto di lagnarmene, perché sono io in debito di risposta da circa due mesi alla nostra buonissima signora Bianca. Io le scriverò quanto prima e lungamente; frattanto prego voi di far seco lei le mie scuse e di dirle che mi giudicherebbe assai male se credesse che io l'ho dimenticata: i motivi del mio silenzio sono stati pur troppo indipendenti dalla mia volontà e non ne ho colpa.
I miei guai sono grandi e numerosi e di ogni genere: sono avvilito e dolente oltre ogni credere, e prego sempre Iddio non di far cessare le mie tribolazioni ma almeno di farmele soffrire con rassegnazione; mi raccomando alle vostre preghiere, mio buon amico, che ne ho veramente bisogno. Un solo conforto mi resta ed è il pensare che tante anime belle ed elette mi onorano della loro benevolenza e della loro simpatia: son forse troppo ardito a collocar fra queste il mio dilettissimo Lorenzo Pareto?
9) Pallavicini, recte Pallavicino. È il marchese Francesco Pallavicino gentiluomo di Camera di S.M., Decurione della città, Socio di varie Accademie e Società scientifiche , come si legge nell'elenco del componenti il congresso genovese, del quale fu segretario generale.
,0> Placido Maria Tadini, arcivescovo di Genova dal 1831 al 1847. Era nato a Monte* calvo nel 1759, e si spense a Genova nel 1847. Cfr. G. MORONI, Dizionario dì erudizione e storia ecclesiastica, Venezia, 1855, voi. LXXII, pp. 224-226 e Bibliografia dell'età del Risorgimento in onore di A. M. Ghisalberti, Firenze, 1971, voi. I, p. 586.