Rassegna storica del Risorgimento

ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
anno <1976>   pagina <479>
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Le carte di Lorenzo Pareto
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Ho scritto di voi al mio Gioberti come si parla di un santo e quel grand'uomo vi stima e vi ama assai: i buoni non han bisogno di conoscersi personalmente per amarsi e stimarsi a vicenda.
Salutatemi tanto Giunti, Crocco, Gando e li altri amici: sopra tutti Gaetano e bacia­temi con tenerezza i vostri cari figliuoletti, ai quali auguro da Dio ogni benedizione e sopra ogni cosa il dono di rassomigliarvi nelle virtù, nella fede e nella esimia bontà che vx adorna. Iddio vi renda padre felice, carissimo mio: voi lo meritate e siete tanto buono, fate tanto bene al vostro prossimo ed al vostro paese, che oltre il premio eterno non devono mancarvi consolazioni nemmeno sulla terra.
Parlatemi delle sale d'asilo e dei lavori geologici dei quali occuperete Fattuale con­gresso. Scrivetemi quando potrete, ma non vi date il menomo disturbo per ciò, perché vi so occupatissimo ed avrei rimorso di togliervi un tempo che è prezioso per la scienza, per la patria, per gl'infelici.
Addio, ottimo mio Lorenzo: amatemi quanto vi amo, cioè a dire molto, moltissimo, svisceratamente. Vi abbraccio di cuore e sono tutto vostro
G. Massari A tergo: Al Chiarissimo Signor Marchese Lorenzo Pareto. Milano.
Mcnf
Impegnato a fondo nell'opera educativa, nella promozione di asili e di scuole popolari, il nostro geologo fu spesso in relazione con pedagogisti e apo­stoli del rinnovamento didattico. Ferrante Aporti gli scriveva da Cremona l'8 luglio 1845:
Più volte mi proposi di scriverle e domandarle delle cose attinenti agli asili, ma poi le molteplici cure mi obbligarono a starmene contento delle notizie che leggeva sui pubblici fogli, dalle quali cavava argomento di letizia.
La lotta fra la luce e le tenebre è sempre viva, dacché si pubblicò all'umanità il Vangelo, e noi ci adopreremo nel moltiplicare i figli della luce.
Inviandogli da Torino il 12 aprile 1850 un prospetto statistico degli asili, l'Aporti scriveva:
Desso fu da me compilato al solo fine di aggiungere stimolo allo zelo dei buoni, onde s'adoprino nel propagare un sistema pedagogico, dal quale unicamente la misera patria nostra può attendere stabile redenzione.
C'è qui in mtce tutto lo spirito della pedagogia risorgimentale.
Lorenzo Pareto e Vincenzo Ricci non risparmiarono energie nell'opposi­zione alla politica cavouriana. Appena ebbe a profilarsi il progetto di legge per il trasferimento della marina militare da Genova, mossero al contrattacco. Animatori e interpreti dell'antipiemontesismo genovese, essi seppero resistere fino all'ultimo sapendo addurre nelle loro controdeduzioni argomenti non privi di sostanziale validità. Oggi alcune loro convinzioni e argomentazioni possono apparirci semplicistiche, ma dobbiamo tener conto di una particolare tensione polemica, comune alla maggior parte della classe dirigente genovese. Ecco in proposito una lettera di Vincenzo Ricci:
Torino, 19 novmbre 1850. Preg.mo amico.
Dopo il mio arrivo in Torino non ho tralasciato d'occuparmi di conoscere lo stato dell'opinione dei deputati intorno al trasporto della marina alla Spezia. Essa può dirsi in generale contraria, ma incerta per mancanza di notizie positive. La Marmora e Cavour