Rassegna storica del Risorgimento
ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
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1976
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Emilio Costa
sono i promotori di quest'impresa ed il Consiglio de1 ministri ha deciso di farne formale proposta all'apertura della nuova sessione
Uno degli argomenti ch'essi invocheranno è il desiderio, anzi le insistenze, che vengono dal commercio di Genova. Se ciò è vero egli è un vero accecamento, mentre non s'avveggono che oltre il danno materiale ed immediato ai andrà formando alla Spezia un centro d'affari e di movimento commerciale, si andranno successivamente aprendo communicazioni coi Ducati di Parma e Modena e tuttociò a scapito di Genova. Ivi stabilita tutta la marina militare, di là partiranno le comunicazioni dirette alla Sardegna, prima ufficialmente, e quindi materialmente il porto di Genova diventerà secondario e riceverà gli ordini e sarà sogetto [sic] alla Spezia.
Egli è vero che attivandosi la via ferrata (epoca per altro lontana massime per la Svizzera) è necessario facilitare nel nostro porto lo sbarco delle mercanzie in guisa che i legni anche della più forte portata possano essi stessi avvicinarsi alle calate e, se è possibile, deporre il loro carico sui vagoni. Ma ciò può attenersi senza bisogno di valersi esclusivamente della darsena. Nel dimostrare ciò panni stia tutta la risoluzione della quistione.
Panni che converrebbe illuminare la pubblica opinione in Genova con una serie d'articoli, giaché finora anche il Corriere Mercantile predica,, non so se di buona o mala fede, la nostra rovina.
Vi pregherei pertanto a pensare a ciò, e niuno certamente meglio di voi potrebbe disingannare gli illusi nostri commercianti. Caduto il velo e svelato il vero scopo dei progetti ministeriali, sarà facile ottenere sottoscrizioni in contrario, ed anche una rappresentanza del Consiglio municipale, ma fintanto che molti la credono una fortuna, la nostra opposizione nella Camera riuscirebbe inutile.
Questo mi pare l'unico sistema che possa evitare a Genova una grande calamità, mentre invece se l'opinione pubblica in Genova se gli mostra favorevole, sarà impossibile il ripararla.
Un gran numero di deputati mi chieggono le vostre notizie e m'incaricano di salutarvi, e con profonda stima sono vostro affano amico
Vincenzo Ricci
A tergo: All'Ili ano Sig. Sig. P-rone Col.mo. Il Signor Marchese Lorenzo Pareto fu Agostino. Genova.
H commento più completo a questa lettera è contenuto in quella che ci sembra la reciproca di essa, nella quale appare dettagliatamente l'attività del Pareto. Essa è custodita presso l'Istituto Mazziniano e fa parte delle carte Ricci (Cart. 3, n. 527).
Commercio, porto e ferrovie erano i tre obiettivi di lotta della classe dirigente genovese durante il decennio di preparazione. Ci fu una convergenza di intenti e di iniziative per incrementare il progresso economico della Liguria. Una lettera di Antonio Piola, Intendente della divisione amministrativa di Genova, del 2 novembre 1852 al Pareto riesce molto indicativa:
Le premure dì cui si mostrano animati i governi vicini nel promuovere il commercio dei loro porti, nostri concorrenti, come ci appare con segni sempre più manifesti, consiglia a noi il dovere di promuovere quegli stabilimenti, i quali sono indispensabili a mantenere in progresso il traffico genovese ed a parare ai danni che esso potrebbe per avventura soffrire dagli atti delle città marittime rivali.
Parve servire utilmente a tale scopo la riunione di un comitato composto di persone istruite ed amanti del loro paese, ufficio del quale comitato consisterebbe nel [sic] studiare i mezzi più utili al maggiore sviluppo del commercio, nel trovar modo di porli ad eseguimento, nel riunire insomma le forze sparse del paese, onde avere un tutto con cui poter creare quegli stabilimenti indispensabili all'incremento del commercio genovese.