Rassegna storica del Risorgimento

ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
anno <1976>   pagina <481>
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Le carte di Lorenzo Pareto
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Lorenzo Pareto era allora presidente del consiglio divisionale di Genova; in quei giorni si era discusso intorno al congiungimento delle strade ferrate liguri-piemontesi con quelle svizzere. Il vice presidente della Camera di com­mercio di Genova, il 9 novembre 1852, prendeva atto della deliberazione adottata dal consiglio divisionale per l'impegno manifestato in un oggetto che [era] del più alto interesse per le nostre relazioni commerciali e che non [poteva] non stare a cuore di tutti i negozianti del Genovesato . La Camera di com­mercio di Genova aveva trasmesso una memoria al presidente del Consiglio dei ministri a Torino in ordine alla ferrovia che doveva articolarsi da Genova alla Svizzera. Al Pareto era stata trasmessa la copia di una lettera di Massimo d Azeglio indirizzata alla Camera di commercio di Genova:
Torino, 3 novembre 1852.
H sottoscritto ha ricevuto la memoria di codesta Regia Camera di Commercio diretta a sollecitare le vie di comunicazione fra il porto di Genova e la Svizzera e si è recato a debito di sottoporla a maturo esame.
Egli crede ora di poter riscontrare in proposito che il Governo del Re ha condotto a termine il progetto per la continuazione della strada ferrata da Novara fino al Lago Mag­giore e che, ove esso sia mantenuto, verrà presentato al Parlamento insieme colla domanda di dare attuazione ai lavori relativi con sistema di opere e di provvedimenti che porteranno nelle relazioni fra Genova e la Svizzera centrale ed occidentale tutte quelle facilitazioni che ai possono desiderare e sperare dagli uomini veramente pratici.
IL sottoscritto porta perciò fiducia [che], quando saranno conosciute le intenzioni del governo in favore del commercio di Genova, svaniranno le apprensioni di mali esage­rati e si approveranno i provvedimenti che stanno nei limiti del possibile e del ragionevole.
Azeglio
Il 7 gennaio 1860 Pareto si era rivolto a Cavour per una raccomandazione. La risposta del gran conte, che due settimane dopo doveva tornare a presiedere il Consiglio dei ministri, è spiritosa: Cavour che ringrazia Pareto per l'appoggio dato alla politica marittima (trasferimento della marina militare alla Spezia a parte). Ecco la lettera.
[Torino!, 9 gennaio 1860. Preg. Sig. Marchese.
Se per caso gli rimanesse qualche scrupolo per la raccomandazione fattami col suo foglio del 7 and.te, sono lieto di poterlo del tutto dileguare, giacché ella ha scritto in favore di un ottimo ufficiale, stimato dai suoi capi ed amato dai suoi compagni. Egli è il secondo in grado, ma sarà probabilmente il primo ad essere promosso, giacché chi gli stava avanti sarà forse giudicato immeritevole d'avanzamento.
Nell'cnterregno [eie] delle camere essendo lecito usare una minore riserva cogli avver­sari politici, colgo ropportunità per ringraziarla dell'appoggio ch'ella ha sempre dato ai prov­vedimenti intesi a promuovere lo sviluppo della nostra marina.
Ho il bene di raffermarmi con distinti sensi devono ser[vito]re
C. Cavour
Niccolò Tommaseo nel 1863 aveva chiesto la collaborazione del Pareto ad un volume di studi che si stava preparando per il sesto centenario della nascita di Dante. È una lettera che merita di essere conosciuta:
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