Rassegna storica del Risorgimento
ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
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1976
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Emilio Costa
Firenze, 19 dicembre 1863. Egregio Signor Marchese.
H volume che la stamperia Galileiana, tra le migliori di Firenze e d'Italia, prepara per celebrare il centenario di Dante, può avere, signor marchese, ornamento dal nome di Lei, e dalla dottrina di Lei ricevere nuova luce que' passi segnatamente dell'alto poema, dove la geografia accenna alla scienza professata da Lei con onore del nome italiano. Il dolce piano - Che da Vercelli a Marcabò dechina nel ventottesimo dell'Inferno; nel trentaduesimo Pietrapana; nel quarto del Purgatorio, Lerici, Turbia, San Leo, Noli, Bismantova; Catria nel ventunesimo del Paradiso; il monte Per che i Pisan veder Lucca non ponno, nel trentatreesimo della cantica prima; nel ventisettesimo, i monti là intra Urbino - E 1 giogo di che Tever si disserra; nel nono della terza la Magra; nel terzo della seconda il Verde*. l'Arno nel quattordicesimo della stessa (scrivo quel che per primo mi viene alla mente),? possono fornirle soggetto a osservazioni imporanti: ma più ancora abbisognano del sapere di Lei certi passi dove la descrizione del poeta potrebbe dall'esempio di aiti somiglianti, che la natura presenta, essere opportunamente illustrata. Così, nel duodecimo dell'Inferno, quella ruina che è paragonata ai massi precipitati nell'Adige 0 per tremuoto o per sostegno manco, non è bene accertato per l'appunto qual sia; e gioverebbe spiegare quello con altri simili casi. Gioverebbe cercare di dove abbia Dante potuto trarre, nel diciottesimo dell'Inferno l'immagine di que' massi che accavalciano le bolgie a modo di ponte e posano sopra argini via via digradanti. Non dirò de' ripiani che fasciano il monte del Purgatorio, e de' gradi che montano per entro alla roccia de' quali la descrizione nel decimo canto incomincia; ma io confesso di non aver mai potuto ben figurare nell'imaginazione quella valletta del canto settimo, la quale è già su nel monte, e dove stanno aspettando i principi sbadati; segnatamente quel verso Là ove più che a mezzo muore il lembo: e ne chieggo una spiegazione geologica a Lei.
Meriterebbe anco d'essere geologicamente dichiarato il salire che, nell'ultimo dell'Inferno, il poeta fa per la via che un ruscelletto s'aperse rodendo - Col corso ch'egli avvolge e poco pende.
Ella scelga qual parte del soggetto meglio Le torna, e la tratti a suo senno e a suo agio, giacché le dodici a sedici pagine basta che siano pronte per l'altro dicembre. Di ciò non temo pregarla in nome e della scienza e della patria ch'Ell'ama cosi nobilmente; e, senza chiederle scusa dell'ordinamento soverchio, augurandole da Dio ogni consolazione, mi dico suo dev.mo
Tommaseo
Gli esempi fin qui riportati e tutte le indicazioni fornite ci sembra che possano essere sufficienti per sottolineare l'importanza di questo fondo archivistico. Attraverso la lettura di queste carte possiamo apprendere nuove notizie su una personalità interessante del nostro Risorgimento sul piano scientifico e su quello politico. I documenti del 1848, e le lettere di Gaetano Pareto particolarmente, costituiscono una serie di fonti documentarie di prim'ordine per lo stadio dei rapporti tra il Piemonte e la Lombardia.
EMILIO COSTÀ