Rassegna storica del Risorgimento

ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
anno <1976>   pagina <483>
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LIBRI E PERIODICI
PIEHO DEL NEGRO, II mito americano nella Venezia del Settecento; Roma, Accademia Na­zionale dei Lincei (Memorie della Classe di Scienze morali, storielle e filologiche, s. VHIt voi. XVIII, fase. 6), 1975, in 8, pp. 447-657. S.p.
Nel fiorire di studi di storia americana o sui rapporti tra civiltà americana, Europa ed Italia in particolare (di cui il recente congresso internazionale di Genova è un eccel-lente punto di approdo e di partenza insieme) occupa un posto di rilievo la Memoria del­l'Accademia dei Lincei, edita in occasione delle celebrazioni pel bicentenario dell'indipen­denza americana; ed anche se il tema non è del tutto nuovo (cfr. ad es. un paio di arti­coli di F. Ambrosini, in Archivio Veneto, 1973, pp. 42 e sgg.; 1975, pp. 123-171) è da dire che il Del Negro ha compiuto lavoro egregio tanto sul piano della ricerca, dell'erudi­zione, quanto sotto il profilo del nascere e dell'espandersi del mito americano nella Ve­nezia del '700, che non è solo mito di libertà politica, eguaglianza, democrazia; ma rappre­senta anche un momento di meditazione e di confronto circa il vecchio e nuovo mondo, ed il destino di entrambi. In tal senso, senza voler distinguere per ora i motivi dell'imma­ginazione, dell'utopia e della storia registrati nel saggio e presenti nella elaborazione del mito, a noi interessa (seguendo il Del Negro, assai acuto nella disamina) vedere l'influenza del mito americano nell'opinione pubblica veneta, le contraddizioni insite nella cultura veneta del secondo '700, i contatti e gli imprestiti diretti.
Se per i centocinquant'anni che vanno dalla scoperta dell'America in avanti, è possibile seguire la letteratura dei viaggi, la produzione geografica e cartografica, le traduzioni, le me­morie di viaggio relative alle colonie ecc. ed attraverso tale via valutare i rapporti discon­tinui e superficiali tra la repubblica di Venezia e il nuovo mondo, è necessario arrivare alla metà del '700, e soprattutto al duello coloniale tra Francia e Inghilterra, al conflitto tra colonie e madre patria, per la scoperta dei futuri Stati. Uniti, per le prime importanti testimonianze della nascita del mito americano. Il che non significa, s'intende, che anche in precedenza non si guardasse con qualche interesse a quel paese lontano e selvaggio (tanto che non mancava qualche accenno di esso nelle corrispondenze diplomatiche vene­ziane dalla Francia e dall'Inghilterra); ma le traduzioni, le discussioni sui periodici del tempo, i romanzi, le commedie goldoniane ecc. (cfr. ad es. Madame De Grafiigny, Lettres aVune pérouvienne, a cura di Gianni Nicoletti, Bari, Adriatica Editrice, 1967, con ampia introduzione e ricca documentazione iconografica) lasciano intravvedere una realtà ben differente rispetto al passato, un discorso in sostanza nuovo che il Del Negro sintetizza, intorno al 1760, in questi termini: a II nuovo mondo riceve una maggior considerazione e, nonostante la vischiosità propria dei manuali geografici, scavalca l'Africa nella lista dei continenti; gli stabilimenti inglesi dell'America del Nord, se appaiono ancora ben poca cosa di fronte alla massa coloniale ispanica, si fanno preferire per il loro dinamismo; si affaccia il mito della Pennsylvania; i selvaggi ricevono una considerazione particolare in quanto tito­lari dello stato di natura: l'America è ora giudicata la terra della libertà; permane l'inte­resse per l'epoca delle scoperte, ma gli altri temi prendono decisamente il sopravvento
(p. 497).
Non essendo possibile indicare in modo particolare, per gli anni che immediatamente precedono o seguono la rivoluzione americana, le cause del mutamento avvenuto (per l'intreccio e la complessità di motivazioni e di stimoli di ordine politico, culturale, econo­mico ecc.), è da rammentare almeno un canale tra i molti che davano notizie e inter­pretazioni intorno all'America : la pubblicazione, la circolazione della celebre opera del Raynal, Histoire philosophique et politique dea Etàblissements et du Commerce des Euro* péens don les deux Indes. E invero la diffusione dell'opera, in originale o in traduzione, stando alle liste dei revisori, alle censure, ai sequestri e ai brani riportati dalle gazzette ecc., permette al Del Negro una circostanziata analisi delle reazioni (positive e negative) nella