Rassegna storica del Risorgimento

ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
anno <1976>   pagina <484>
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Libri e periodici
cultura veneta dell'Histoire intorno alla quale egli allinea una serie di interventi, illustra­zioni e critiche (da parte dei contemporanei) che non riguardano soltanto l'opera in senso stretto, ma prendono in esame le categorie filosofiche e politiche del Raynal, i prìncipi morali, le ripercussioni a Venezia delle idee illuministiche e democratiche; in tal senso 1 atteggiamento del regime patrizio in alcuni suoi esponenti, le correzioni e gli interventi censori del Caminer, in fase di traduzione dell'opera, i giudizi del Foscarini e di Giacomo Nani ecc. indicano il clima politico culturale in cui si precisava il mito americano* In particolare l'analisi complessiva degli interventi censori diretti a rendere innocuo, se non positivo, il messaggio raynaliano, rivela pertanto da una parte, e ne abbiamo già viste le caratteristiche, l'intima adesione politico-culturale dello Stato veneto ai valori dell'ancien regime (e, conseguentemente, un irreversibile processo di svuotamento dall'interno di quelli che potevano essere considerati i superstiti valori repubblicani) e, dall'altra lo scarto mani­festo che separava questa ideologia dalle scelte che al di là dell'Atlantico erano state adot­tate prima e furono adottate nel corso della rivoluzione americana. Non vi potevano essere punti d'incontro tra due linee di sviluppo così estranee l'ima dall'altra: e gli occasionali contatti dovevano necessariamente avvenire, come vedremo meglio nelle prossime pagine, sotto il segno del rifiuto, da parte dei portavoce del regime veneziano, della esperienza ame­ricana (pp. 529-530). E di questa esperienza utili indicazioni (atte a spiegare i muta­menti di giudizio politico della Repubblica veneta) trovansi nei dispacci degli ambasciatori veneziani da Parigi e Londra, ed in opuscoli e scritti di Mattio Dandolo, Casanova ed altri ohe avanzavano riflessioni, congetture o critiche sul nuovo Stato, sulle leggi e sul carattere della nazione americana; in tale direzione anzi il Del Negro compie una attenta lettura delle Riflessioni di L. Gonzaga di Castiglione (che vengono attribuite invece al nob. Mattio Dandolo) le quali contrabbandano un preciso programma politico in rapporto anche con la congiura Pisani del 1780. Una fase diversa poteva aprirsi successivamente con i primi contatti ufficiali tra Venezia e il Franklin a Parigi, il riconoscimento della nuova repub­blica, le trattative commerciali (per altro non concluse), la firma della pace nel 1783 ecc.; ma in realtà, poiché l'interesse veneziano era nel Mediterraneo e in particolare, pur nella crisi del '700, nell'Adriatico e verso oriente, è assai comprensibile il riserbo della Repub­blica verso gli Stati Uniti.
ce H sostanziale disinteresse che la repubblica veneta denunciò di fronte alla prospet­tiva di concludere un'intesa formale con gli Stati Uniti non fu che un riflesso della condi­zione "" strutturale " di Venezia, la quale, a differenza della rivale Trieste, si accontentava di amministrare iniziative già collaudate e non possedeva né gli schemi mentali, né le ri­sorse materiali che potevano consentirle di imbarcarsi con successo in tali imprese (p. 548). Ma, a questo punto, vai la pena di lasciare a parte lo sfondo politico ed economico, per pas­sare direttamente alle più significative reazioni della cultura veneta, attraverso periodici, libri ed opuscoli in qualche modo concernenti la nuova America.
In un mercato di libri e stampe sostanzialmente statico, se non in declino, le notizie relative all'America sono registrate nelle riviste e negli annuari con una presenza vieppiù consistente (e non solo per pubblica curiosità) ed offrono talora lo spunto per tirate contro il fanatismo e i governi democratici, per recensioni su opere relative alla rivoluzione, per selezione di materiali provenienti dall'estero in cui più vivo era il dibattito sull'argomento; gli articoli del Fortis, del Caminer e di altri pubblicisti, con la valutazione del mito ame­ricano o di quello inglese, gli spunti relativi alla schiavitù, la contrapposizione dispotismo-libertà, la discussione di tesi ed esperienze contrastanti ecc., documentano una volta dì più l'interesse di esponenti della cultura veneta verso l'America e i suoi problemi, e si affian­cano al movimento del mercato librario ed al mercato editoriale di testi, carte geografiche, traduzioni, pamphletB sull'argomento. In sostanza all'interesse presente nella società colta veneziana circa i costumi, le leggi, gli eventi, le operazioni belliche di oltre oceano, reagiva con prontezza il mercato editoriale tramite molteplici pubblicazioni e traduzioni (differenti per contenuto ed angolo di visuale) che il Del Negro con ampia ricognizione ha riportato alla luce e discusso in modo perspicuo e diligente, sottolineando la novità di certe posi­zioni e il carattere conservatore di altre, indicando derivazioni, aggiunte, imprestiti cultu­rali delle varie opere, ricercando infine i limiti e la portata della così detta letteratura d'invenzione (romanzi, opere teatrali ecc.) suscitata dagli eventi americani. Ma se ci si