Rassegna storica del Risorgimento
ISTITUTO MAZZINIANO DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI; PARETO LORENZ
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1976
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485
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Libri e periodici
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vuol soffermare su un tema di portata politica e sociale soprattutto per tracciare una mappa delle reazioni dei veneti alla nascita degli Stati Uniti è necessario tener presente la diversa disponibilità dei vari strati in cui era divisa la società settecentesca (p. 608), la quale, nei suoi strati popolari, non era afTatlo attratta dalla rivoluzione americana o dalla guerra d'indipendenza, mentre lo fu dalla rivoluzione francese qualche anno più tardi. Le polemiche dei tradizionalisti contro il fenomeno statunitense, le idee di li* berta americana , la propagazione di esse in Europa ed in Francia specialmente acquistavano un significato sempre più rilevante dopo l'89 ed il '96 in particolare, che dall'autore (attraverso alcuni esempi in cui sono messi a profitto gli scritti di Roberti, Fortis, Antoniutti, Conti, Ortes ecc.) è visto come lo spartiacque tra due modi, profondamente diversi, di considerare il mito americano ; mentre altri scritti esaminavano il fenomeno del colonialismo, il commercio inglese, il principio di equilibrio, il mito del buon selvaggio e della Pennsylvania, la figura di Franklin (come scienziato e come politico), veniva ormai in luce proprio sul cadere del secolo che la nascita degli Stati Uniti, il mito di libertà eguaglianza e democrazia, le soluzioni elaborate circa la libertà civile, il sistema dei rapporti intercontinentali ecc. non erano senza ripercussioni nella vecchia Europa, dove si apriva in quegli anni una lunga fase di contrastile di guerre; Venezia nel '97 avrebbe sperimentato direttamente l'inganno dei miti politici e l'urto delle contraddizioni.
RENATO GIUSTI
LUCIANO PARINETTO, Magia e ragione. Una polemica sulle streghe in Italia intorno al 1750; Firenze, La nuova Italia, 1974, in 8, pp. XIV-352. L. 6.200.
Verso la metà dei '700, quasi all'inizio del periodo che si è soliti individuare come l'età delle riforme, si svolse un dibattito sulle streghe in Italia il cui significato è stato di recente analizzato dal Parinetto non solo nel suo valore intrinseco e nei vari aspetti collaterali, ma anche nella prospettiva di un giudizio d'insieme intorno alle motivazioni filosofiche, culturali e teologiche che facevano da supporto (in termini di consenso o di opposizione) alla polemica medesima, nella quale si vennero impegnando personaggi maggiori e minori della cultura italiana e straniera di quegli anni. Sulla scia della ricostruzione compiuta dal Venturi in Settecento riformatore circa il tema del valore e del calcolo della ragione nell'età delle riforme, e sulla scorta di una notevole massa di documenti, epistolari, opuscoli e volumi dell'epoca, il Parinetto compie una utilissima rassegna delle opinioni e dei giudizi emersi nella polemica diabolica , facendo perno soprattutto sulla figura del Tarta-rotti, a cui si accostarono (nel dissenso o nel consenso) il Muratori, il MafTei, il Carli ed altri <c letterati partecipi del dibattito. Se è necessario un breve cenno sugli antecedenti (discussi, per la caccia alle streghe nel '500-600 dal Trevor-Roper, Protestantesimo e tra~ sformazione sociale, Bari, 1969), soltanto nel '700 mentre veniva meno la credenza in un cosmo animistico-teologico (e l'accettazione di una struttura economico-politica di tipo feudale e rinascimentale) si acquistò la consapevolezza che il fenomeno della stregoneria non poteva essere affrontato in termini di teologia, repressione, tortura, come non poteva essere ridotto a mera superstizione; Gian Rinaldo Carli per primo propose e il discorso globale sulla stregoneria, spezzando il corso del progresso storico in una sequela di culture (animistiche o scientifiche) che non hanno alcuna caratteristica essenziale in comune e conseguentemente situando magia e stregoneria in un cosmo che, con quello della nuova scienza, ha ormai ben poco da spartire (p. 23).
Se la nuova cultura scientifica, da Galileo in avanti, era incompatibile con l'astronomia tolemaica, la a credulità medievale, le illusioni diaboliche ecc., la discussione su stregoneria e magia non fu senza ripercussioni, più tardi, su alcuni testi degli illuministi italiani Beccaria e Verri {Dei delitti e delle pene; Osservazioni sulla tortura} i quali, negando validità alla confessione e alla prova di delitti conseguite tramite la tortura, diedero una risposta razionale ai crimini di stregoneria e magia, ai processi alle streghe, al fanatismo e ai fantasmi delle età passate. Ma, venendo a prendere in considerazione più da vicino la polemica diabolica degli anni '50, è da dire che fin da alcuni decenni alcuni r precursori di essa avevano posto le basi per una valutazione veramente e razionale