Rassegna storica del Risorgimento
PRALORMO, CARLO GIUSEPPE BERAUDO DI ; MILANO ; GUERRA 1848-1849
anno
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1920
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pagina
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343
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Intanto, nel corso delle discussioni a cui si è accennato, il De Bruck aveva dìcMarafco di essere munito, da parte dei B.ueM, di] regolare delegazione pei- trattate in loro non m si era offerto di esibire tale documentai A ciò SI delegati sardi non credettero poter acconsentire, prima di aver consultato in proposito il proprio Governo.
Si perdettero cosi altri quattro giorni (3-27 giugno), e la risposta die giunse da Torino concedeva di prender visione dei pieni poteri conferiti dai Ducili al De Bruciti ma insieme ingiungeva di tener fermo su tutti gli articoli del controprogetto ; ottenuta rade-sione ai quali sì sarebbe potuto transigere sulla pretesa austriaca di riunire in un solo trattato la pace con l'Austria e la pace coi Duchi.
Dal 27 giugno ali'8 luglio i negoziati furono circoscritti alla discussione sul modo col quale menzionare nel trattato la partecipazione ad esso dei Duchi, poiché la formula austriaca tendeva ad affermare-e consacrare il loro vassallaggio all'Imperatore, mentre la formula sarda mirava unicamente a stabilire che si erano riannodati i buoni rapporti, e soprattutto allontanava ogni idea di indennità e-: di commissioni miste.
-* IX.
Come si vede dalla rapida esposizione, ora qui abbozzata, dello svolgimento dei negoziati, questi avevano assunto una direzione opposta a quella che il Governo sardo intendeva imprimer loro colle istruzioni impartite ai propri rappresentanti. Infatti, dalla riapertura della Conferenza, venti giorni erano trascorsi, durante i quali si era discusso quasi unicamente sulla questione dei Ducati, che invece, da Torino, si 'sarebbe voluto decisamente scartare.
Ciò era dovuto in parte al contegno prepotente del De Bruck, a cui faceva riscontro un'attitudine non abbastanza energica e decisa del Dabormida e più ancora dèJ,Boncompagni, in parte anche all'azione direttiva del d'Azeglio, che, preoccupato della situazione interna, alle esigenze Éi qnesjift subordinava forse, troppo strettamente l'azione diplomatica e le gelazioni colf èstero.
(1) D'Azeglio a Gallina 26 giugno 1840.