Rassegna storica del Risorgimento
SETTEMBRINI LUIGI
anno
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1977
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pagina
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131
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FONTI E MEMORIE
H LUIGI SETTEMBRINI POLITICO E PATRIOTA
Luigi Settembrini è tra le vittime più illustri della retorica risorgimentale. Nell'oleografia patriottica il suo nome è associato alla violenza oratoria della Protesta del popolo delle Due Sicilie, al quadro che lo ritrae intento ad istruire i galeotti di Santo Stefano, al giudizio di De Sanctis che ne sottolinea la bonarietà, la semplicità, la pericolosa fiducia nel prossimo con cui si espone nelle cospirazioni. J> Lo stesso profilo dell'Omodeo, pur permeato di umana simpatia e comprensione storica, insiste sul candore spirituale , sulla spontanea immediata volontà d'azione , sulla cristallina chiarezza dell'uomo, e la fondamentale sincerità sua . 2> Qualità che da un lato sottintendendo una certa superficialità, rappresentano indubbiamente un limite (diremo col Croce che egli era uomo di convinzioni, ma non di pensiero, se pensiero è svolgimento dimostrativo; aveva la fede, ma non il dubbio e la critica; la gioia della verità posseduta, ma non la cautela, e quasi direi il continuo sospetto che l'uomo di pensiero ha circa quel possesso ),3) ma d'altra parte sono la caratteristica della sua personalità, in quanto egli visse i suoi ideali con una immediatezza ed una coerenza che ne resero scoperta l'azione e ci permettono di prenderlo come espressione del travaglio della borghesia meridionale tra la Restaurazione e l'Unità.
Ed infatti a noi pare che ad un secolo dalla morte (avvenuta a Napoli nel novembre del 1876), e dopo le celebrazioni del centenario, che hanno portato nuovi contributi alla conoscenza dell'uomo, un riesame dell'attività politica di Settembrini debba far perno su un'osservazione apparentemente marginale del De Sanctis. Il critico irpino, nella prefazione alla prima edizione delle Ricordanze, vedendo in esse un pò9 la storia di tutti gli Italiani, scrisse: Settembrini rassomigliava a molti; e molti rassomigliavano a Settembrini .4) Osservazione preziosa, che ci richiama alla mente come il Settembrini nella modestia delle sue capacità speculative rispecchiasse la cultura e la mentalità media di quella borghesia liberale napoletana che negli anni trenta sperò in Ferdinando II; passò all'opposizione dopo il '37 e soprattutto dopo il '48, ma restò a lungo incerta sul modo di condurre la lotta al Borbone; tardi e con perplessità aderì all'idea unitaria; dopo il '60, pur senza rimettere in discussione il nuovo assetto, cercò di difendere tradizioni ed interessi meridionali trascurati nel regno d'Italia.
Dalla classe media napoletana troppo si distaccavano un Poerio o un Silvio Spaventa, uno Scialoja o un Mancini, un De Sanctis o nn Bertrando Spaventa, e sarebbe errore di prospettiva storica credere che il loro approdo a più avanzate posizioni politiche e culturali si traducesse immediatamente in un'ampia difiu-
1) F. DE SANCTIS, Prefazione a L. SETTEMBRINI, Ricordarne della mia vita, voi. I, Napoli, 1879, p. II e p. XV.
2) A. OMODEO, Luigi Settembrini, in Difesa del Risorgimento, Torino, 1951, p. 237.
3) B. CROCE, La letteratura della nuova Italia, voi. I, 4 ed. rìv., Bari, 1943, p. 350. 4> F. DE SANCTIS, op. cit.t p. III.