Rassegna storica del Risorgimento

SETTEMBRINI LUIGI
anno <1977>   pagina <133>
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Luigi Settembrini politico e patriota 133
dizione carbonica. 8> La setta, secondo la concezione settecentesca della rivela­zione graduale della verità agli adepti, si articolava in due gradi. Il primo, di cui e rimasto il catechismo, indicava uno scopo esclusivamente politico, la distruzione di tutti i governi della penisola e la formazione di uno Stato repub­blicano diviso in venti grandi province. La rivoluzione doveva essere diretta da un Dittatore, sotto il controllo di un Senato insediato a Roma, mentre dopo la vittoria una Assemblea Costituente o, secondo un'altra redazione del catechismo, lo stesso Dittatore, avrebbe dato rassetto definitivo alla repubblica. Tra l'altro le istruzioni riguardanti il primo grado facevano obbligo agli aderenti di fare propaganda, ma escludevano dall'affiliazione gli analfabeti. Non ci sono giunte notizie sicure sulle mete che venivano rivelate nel secondo grado, quello dei Padri della missione suprema, ma da alcune affermazioni del Musolino e da una lettera di Mazzini possiamo dedurre che si indicavano avanzate riforme di carattere sociale, non esclusa la legge agraria.
Fino a che punto Settembrini condivise le idee del Musolino? A credere alle Ricordanze il giovane professore napoletano cospirò perché non sapeva starsi cheto tra gli oppressi, né mettersi con gli oppressori,9) proponendosi vagamente l'ideale dell'unità nazionale. Giustamente Mario Themelly, che nell'ultimo quin­dicennio si è dedicato con particolare impegno e notevoli risultati alla rico­struzione dell'attività politica del Settembrini, notò la sufficienza e la scarsa simpatia con la quale egli, vecchio cospiratore, discorse dell'azione settaria , e credette di trovarne la spiegazione nella matrice letteraria e nell'astrattezza in­tellettualistica del suo pensiero politico, animato da una indefinita aspirazione alla giustizia.10) Così, però, si avallava l'interpretazione troppo limitativa che di se stesso aveva dato il Settembrini, dipingendosi giovane entusiasta, ma privo di meditate convinzioni. Lo stesso Themelly, approfondendo dopo alcuni anni scritti settembriniani del periodo catanzarese, ha notato singolari concordanze col pen­siero di Benedetto Musolino, recentemente illustrato dal Berti. Il patriota cala­brese, come il Settembrini, guarda con pessimismo all'ordinamento della so­cietà. Non solo la derivazione dalla cultura illuministica, ma l'anticlericalismo, le aspirazioni repubblicane e unitarie, il senso della tradizione democratica me­ridionale (giacobina e carbonica), la fiera ripulsa di ogni influenza straniera ac­comunano i due .M) Il Musolino ritiene che i mali del mondo non dipendono dalla natura, bensì dalla ingiusta divisione dei beni, dall'ignoranza e dalla mali­zia umana; la pace sociale sarà assicurata da una costituzione redatta da un sa­piente e lo Stato bene ordinato sarà fondato sulla virtù dei cittadini.
La storia come opera di élites illuminate (il dittatore che guiderà la rivo­luzione, il saggio che detterà la costituzione), la virtù come fondamento della società civile e quindi l'educazione del popolo come compito precipuo della classe dirigente, ed insieme la diffidenza per le assemblee parlamentari ed il disprezzo per le masse ignoranti, che bisogna tenere saldamente a freno, sono motivi che troveremo costantemente nel pensiero di Settembrini. Più che ricon-
8) In proposito si veda A. SCIROCCO, Settembrini cospiratore, in Esperienze letterarie, a. II (1977.1, fase. 2*3. Per un profilo complessivo del Settembrini uomo politico cfr. M. OBTIZ, Le idee politiche del Settembrini, in La Cultura, a. XXIX, n. 11, 1 giugno 1910, pp. 343-348; M. THEMELLY, Introduzione a L. SETTEMBRINI, Ricordanze cit.
9) L. SETTEMBRINI, Ricordanze cit., p. 97.
io) jvi. THEMELLY, Introduzione alle Ricordanze cit., p. XVII. il) M. THEMELLY, La formazione intellettuale cit., p. XXI sgg.