Rassegna storica del Risorgimento

SETTEMBRINI LUIGI
anno <1977>   pagina <135>
immagine non disponibile

Luigi Settembrini politico e patriota
135
dei primi anni del regno di Ferdinando II. Era anche l'indice dell'incapacità della classe dirigente, che non trovava il modo di condurre una lotta propria­mente politica e si rifugiava nella rampogna moralistica.
Non ci sembra, perciò, nel giusto FOmodeo, per il quale l'uomo semplice e politicamente ingenuo ha trovato la via: quel continuo processo della dina­stia dei Borboni di fronte all'opinione pubblica del mondo, che schianterà in poco più di un decennio il trono di Carlo di Borbone . Se anche può sembrare, e sembrerà ai Settembrini stesso,16* che Cladstone abbia seguito la via tracciata dalla Protesta, la collocazione dell'opuscolo nel suo momento sto­rico ci porta a ridimensionarne gli scopi, poiché il professore napoletano non aveva altra visuale politica che una resipiscenza del sovrano, e personalmente credeva poco nella forza dell'opinione pubblica.
Ce lo dice lui stesso a chiare lettere. Nel febbraio '48, dopo la concessione della costituzione, rientrando da Malta dove si era prudentemente rifugiato per sfuggire alla polizia, al fratello Peppino che gli va incontro nel porto dice: E con le grida si è ottenuto tanto? .17}
Molto esplicite sono le considerazioni della Cronaca degli avvenimenti di Napoli nel 1848, scritta a caldo, tra il febbraio di quell'anno e l'estate del '49.,8) Chi sono gli uomini che si raccolgono intorno a Carlo Poerio, e quale è per Settembrini il valore della loro azione? Dopo i fatti di Palermo non essendo né setta, né accordi stretti, né capi che potessero con un certo disegno ordinare quello [che] era da farsi egli scrive , alcuni avvocati dei più faccendieri si accozzarono, si diedero il nome di Comitato e l'aria di disporre ed indirizzare ogni cosa, senz'armi, senza danari, senz'altro mezzo che le chiacchiere le quali in Napoli sono buona derrata e si vendono e si comprano da tutti .19) Che cosa diventano le grandi manifestazioni popolari? Per spaventare il governo si destavano rumori, si radunava gente per le vie, e poi si fingevano sùbite fughe di carrozzini per la città, si serravan le botteghe, tutti fuggivano, gli accordi ride­vano: se compariva un poliziotto o un gendarme era fischiato. Mascherate, spau­racchi, chiacchiere d'avvocati, e pure il feroce governo di Napoli ne tremava .20)
D'altra parte Settembrini non vede altre forze capaci di sostenere la rivo­luzione. Assoluta la sfiducia nelle masse. È colpa dei governanti non aver capito che questo popolo era la bestia di Ferdinando e di Del Carretto, che una Carta [costituzionale] non poteva in pochi giorni rimpastarlo, che bisognava ancora tenerlo per il morso, e per fargli bene bisognava talvolta fargli del male; si lasciarono sfuggire di mano il freno e furono cagione che il popolo pazzo ed ubbriaco dopo due mesi si gettasse nel precipizio .21) Non spera neanche nelle istituzioni liberali, in quel Parlamento che avrebbe dovuto subito riunirsi per prendere le redini dello Stato, per occupare le menti e le lingue di questo popolo tutto plebe, tutto chiacchiere, tutto avvocati . Più pessimisticamente, a propo­sito della concessione della costituzione, ammonisce i posteri a non lasciarsi ingannare dai nomi: non credano possibili e durevoli che o la repubblica o
,5> A. OMODEO, op. cit., p. 245,
16) F. TORACA, Luigi Settembrini. Notizie, Napoli, 1877, p. 44.
,7) L. SETTEMBRINI, Ricordante cit., p. 193.
18> In L. SETTEMBRINI, Opuscoli politici cit., pp. 93-250.
W Ibidem, p. 157.
20) Ibidem, p. 158.
21) Ibidem, p. 185 sgg.
22) Ibidem, p. 186.