Rassegna storica del Risorgimento
SETTEMBRINI LUIGI
anno
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1977
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pagina
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136
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Alfonso Scirocco
la tirannide; ogni altra forma di reggimento è spuria e non può allignare in Italia . B>
Ma allora a chi tocca il compito di indirizzare il popolo al bene? Secondo le idee enunziate nel periodo calabrese, ciò spetta ad un gruppo di uomini illuminati, detentori del potere, in grado di imporre la loro volontà. Nel '48 potrebbero essere i ministri costituzionali, ai quali Settembrini si rivolge nel febbraio.
Voi, o ministri, avete a governare un popolo che per lunghissimi secoli di servitù è tutto guasto e corrotto, quasi corpo fradicio e marcio; e voi poco potete scegliere di buono, perché i buoni stessi non sono senza molta mistura di vizi. Voi dovete avere una saldissima inflessibile volontà di ferro per fare il bene di questo popolo sempre scontento e sempre chiacchierone: dovete con prudenza e coraggio far quegli ordinamenti civili che saranno comi nei amento della nostra nuova vita politica, perché chi mal s'avvia va sempre zoppo. Se non vi sentite questo coraggio, se non avete questa forza di volontà, smettetevi; perché questo è tempo prezioso ed irrevocabile, è tempo di gittare quei semi, i quali frutteranno poco per noi, e molto per i nostri figliuoli. Voi direte: a poco a poco. Io non vi dico, fate presto, ma fate con forza; in contrario questa plebe ignorante e feroce, questa belva di mille capi, vedendovi lenti e deboli urlerà con mille bocche e ferirà con mille mani , W Bisogna armare la Guardia nazionale anche per frenare la plebe; per l'avvenire si raccomanda la pubblica istruzione, come quella che dovrà educare questo popolo a novella vita, ed assicurargli quella vera libertà che non è riposta nelle carte, ma è incarnata nei costumi a.25)
Ancora all'esperienza di Catanzaro ci riconduce la decisione di continuare con una società segreta la lotta contro Ferdinando II dopo i fatti del 15 maggio e l'inizio della reazione. È la setta dell'Unità Italiana26) che giustamente appare al Berti sulla stessa linea di tradizione carbonica dei Figliuoli della Giovane Italia, ma meno giustamente è giudicata dal Themelly un tentativo di riaccendere il circuito rivoluzionario con i gruppi popolari (artigiani, militari, bottegai, operai) verso i quali la setta era largamente aperta . In realtà le istruzioni raccomandano l'affiliazione di artigiani e popolani, ma si dice anche che essi saranno istruiti accuratamente, se ne farà qualcuno Unitario [cioè dirigente] affinché formi un suo circolo, dove i gentiluomini cureranno d'intervenire come membri del consiglio per guidarli, ammaestrarli, consigliarli . Sotto tutela, quindi, i popolani, in coerenza da una parte con gli interessi di classe della borghesia, dall'altra con le premesse ideologiche da cui parte il Settembrini.
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Dopo il '49 il trionfo della reazione, i processi politici, l'esilio o l'ergastolo per gli nomini pio rappresentativi della classe dirigente meridionale scavarono
) Ibidem, p. 167.
2*) Lettera ai ministri del re delle Due Sicilie, ibidem, pp. 272-277, in particolare p, 274 sgg.
25) Ibidem, p. 277.
26) Cfr. G. PALADINO, // processo per la setta l'Unità Italiana e la reazione borbonica dopo il '48, Firenze, 1928.
**) M. THEMELLY, La formazione intellettuale oit., p. LXXXIII; cfr. G. BERTI, I democratici e Viniziativa meridionale nel Risorgimento, Milano, 1962, p. 207.
2S) Le Istruzioni della setta sono in S. SPAVENTA, Dal 1848 al 1861. Lettere scritti documenti pubblicati da B. CROCE, II ed., Bari, 1923, p. 50 sgg.