Rassegna storica del Risorgimento
SETTEMBRINI LUIGI
anno
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1977
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pagina
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139
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Luigi Settembrini politico e patriota 139
Nel maggio-giugno del '59 Settembrini non era il solo ad augurarsi una so- -luzione indolore dello spinoso problema napoletano. Spaventa, Poerio, Scialoja e gli altri esuli seguivano con attenzione gli avvenimenti, cercavano di trovare una piattaforma politica comune, si preoccupavano di evitare che in una confederazione, che sembrava lo sbocco più probabile della crisi italiana, il regno delle Due Sicilie avesse una posizione subordinata.38) E con Settembrini, che solo nel '60 si schierò apertamente per l'annessione del Mezzogiorno al regno sabaudo, furono molti i liberali che esitarono prima di compiere il gran passo. Giacomo Racioppi, uno dei protagonisti della rivoluzione lucana dell'agosto '60 che anticipa lo sbarco di Garibaldi in Calabria, il 28 giugno, dopo il ripristino della costituzione da parte di Francesco II, spera
che il partito esaltato si contenti di questa pacifica soluzione, che di per sé è la migliore, ne corra in escandescenze e pretensioni che potrebbero compromettere la pace, la concordia e le stesse libere istituzioni. Io per me credo che sia il miglior partito a cui il re abbia potuto appigliarsi, e sono stato, non da oggi, ma sin dalle prime notizie di annessioni siculo-napoletane, molto mal disposto a questo sagrifizio di diventar provincia. C'è un partito giovanile a cui pare, o pareva, altrimenti. Spero che egli ceda alla evidenza degli avvenimenti. E così comincerà una [buona] volta questa estrema parte d'Italia a goder dei benefici di un equo e libero governo . 39>
Il marchese Dragonetti, ministro costituzionale nel '48, futuro senatore del regno d'Italia, nel luglio-agosto del '60 dall'esilio di Firenze si duole dell'umiliazione del nome napoletano, teme che con la scomparsa della dinastia borbonica finisca l'autonomia del Mezzogiorno, cerca il modo di scongiurare un'annessione che sarà assorbimento nello Stato piemontese.40*
Ancora una volta Settembrini condivide preoccupazioni largamente diffuse, mostrandosi vicino alle opinioni della maggioranza della classe dirigente napoletana.
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Entrato nella convinzione che fosse necessaria l'unione al Piemonte, Settembrini fu tra i primi a sostenere che la situazione napoletana richiedeva provvedimenti straordinari, e propose di istituire nel Mezzogiorno una dittatura, facendo il nome di Luigi Carlo Farmi, che aveva retto abilmente l'Emilia in tempi eccezionali.4,) Durante le Luogotenenze Farmi, Carignano, Ponza di San Martino, Cialdini, con le quali nel '60-'61 si attuò il trapasso dallo Stato borbonico allo Stato unitario, Settembrini ebbe incarichi marginali. Rifiutò con una nobile lettera il posto di direttore dei Lavori Pubblici, per il quale non aveva competenza, ricopri la carica di ispettore generale della Pubblica Istruzione, e trovò la collocazione a lui congeniale con la nomina a professore di Letteratura italiana nell'Università di Napoli.
3Kj Cfr. quanto scrivono gli esuli napoletani in Lettere ad Antonio Panizzi di uomini illustri e di amici italiani, a cura di L. FAGAN, Firenze, 1882.
19) fT. A. SCIROCCO, Giacomo Racioppi protagonista e storico degli avvenimenti del 1860, in AA.W., Giacomo Racioppi e il suo tempo* Gola lina, 1975, pp. 71-87.
* Cfr. A. SCIROCCO, Governo e paese nella crisi deWunificazione (1860-1861), Milano, 1963, p. 20 sgg.
4 Ibidem, p. 89.