Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI GENOVA 1850-1859
anno <1977>   pagina <144>
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Bianca Montale
H Direttore delle Poste prende in esame otto giornali, di cui cinque quoti­diani (Gazzetta di Genova, Corriere Mercantile, Cattolico, Italia e Popolo e Mediterraneo) e tre periodici (Maga, Osservatore, Lavoro). È opportuno, almeno per i fogli meno noti, un cenno sommario che valga a porre in luce l'indirizzo politico e l'orientamento sui problemi più dibattuti.
La Gazzetta di Genova, organo di stampa privilegiato dal governo per la pubblicazione dei comunicati ufficiali, è il più antico giornale genovese ancora in vita.6) È un foglio ricco di notizie e povero di commenti, almeno per quanto riguarda le vicende politiche. Largo spazio hanno i problemi locali e i temi economici ed amministrativi; per il resto, il giornale è per lo più incolore, privo di vivacità e di mordente, cauto nell'esprimere giudizi, sempre in linea con le note ufficiali. I fondi, non molto frequenti, sono improntati ad equilibrio e mo­derazione. Invano si cercherebbe, all'epoca del connubio, una presa di posizione azegliana o cavouriana. La soluzione della crisi spetterebbe all'inviolabilità ed iniziativa regia . La Gazzetta esprime poi tuttavia fiducia in Cavour per le idee liberali di cui egli si è mostrato campione . Si dichiara contro i partitami dell'assoluto ed è incerta nel formulare un giudizio su Napoleone III. Sui moti del 6 febbraio 1853 riporta, pure e semplici, le note dell'Opinione. Per le ele­zioni politiche del dicembre successivo nel regno di Sardegna non propone una lista propria, limitandosi ad esortare al voto per candidati onesti, liberali e governativi.8*
La Gazzetta di Genova, alla cui diffusione ha giovato il fatto di essere stata, per molti anni, il solo giornale consentito, penetra largamente nei diversi Stati della penisola, ed in particolare in Toscana; a Genova ed in Liguria vede gra­dualmente diminuire il numero dei suoi lettori e registra flessioni sempre più accentuate, a vantaggio soprattutto del Corriere Mercantile, che con le nuove leggi sulla stampa muta tono e riscuote sempre maggiori consensi. Di questo quotidiano ha tracciato un utile profilo, che inizia, però, con l'unità, Guido Ratti.9) Il Corriere Mercantile, che per molti anni ha conservato un carattere prevalentemente commerciale, ha mostrato dal '47 notevoli aperture liberali e patriottiche, ed ha in questi anni una posizione più avanzata rispetto a quella posteriore al '61.
Nel 1852-53 caratterizza il giornale un vivace anticlericalismo di stampo aze-gliano: il foglio si oppone ad un'eventuale alleanza Azeglio-Revel non tanto per il suo significato politico, quanto perché Revel è l'uomo dei clericali. La combi­nazione non avrebbe comunque a suo sostegno la maggioranza della Camera. Il quotidiano genovese si mostra favorevole al connubio, anche se definisce Azeglio
Monsignor Andrea Charuaz e il giurisdizionalismo sabaudo, in Annali della Facoltà di Scien­ze politiche dell'Università di Genova, I, 1973, pp. 87-104. Il giudizio su Charvaz a p. 104. Ad analoghe conclusioni è giunta una tesi di laurea di Giovanni Civita, discussa presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Genova nell'anno accademico 1972-1973.
6) Vedi Dizionario del Risorgimento nazionale cit., voi. I, pp. 426-428.
7) Gazzetta di Genova, 5 novembre 1852, n. 258.
8) Gazzetta di Genova, 2 dicembre 1852, n. 283; 1 febbraio 1853, n. 27; 9 feb­braio 1853, n. 34; 1 dicembre 1853, n. 282. Il discorso del giornale è alquanto sfumato: auspica l'elezione di uomini che non vogliano per un gretto spirito di opposizione politica contrariare all'attuazione di misure necessarie (n. 282 cit.).
9) GUIDO RATTI, Il Corriere Mercantile di Genova dall'unità al fascismo, Parma, 1973. Per indicazioni sommarie vedi Dizionario del Risorgimento cit., voi. I, pp. 273-274.