Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI GENOVA 1850-1859
anno <1977>   pagina <145>
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Il giornalismo genovese nel decennio 145
splendido nome . 10> È diffidente e critico nei riguardi di Napoleone III, di cui coglie acutamente le contraddizioni. U) Il giornale ha parole pacate nei riguardi di mons. Charvaz che mostra un prudente spirito di conciliazione, e gli chiede esplicitamente di por fine alle violenze e alle intemperanze d'un organo che tanti fra il clero medesimo giudicano rissoso, attaccabrighe, provocatorio .,2) Per il moto del 6 febbraio esprime dolore ed inquietudine ; definisce tra­nello contro il Piemonte l'insurrezione, e mazziniana la colpa della catastrofe milanese . ,3> Alla vigilia delle elezioni del 1853 il Corriere Mercantile considera tre partiti : costituzionale, repubblicano e clericale assoluto e giudica i propri principi costituzionali avanzati. Si limita a pubblicare le due liste liberali (quella della Gazzetta dei Tribunali e quella della Stampa) auspicandone la fu­sione. A votazioni avvenute rileva come un senso di protesta abbia accomunato e coalizzato forze diverse, e come sia difficile una corretta interpretazione dei risultati.14)
H giornale di Giovanni A. Papa, che dedica due delle quattro pagine a notizie economiche e commerciali e a problemi locali (ferrovie, porto, camera di commercio, case popolari) mostra un liberalismo notevolmente aperto, e posi­zioni nel complesso filogovernative, mantenendo, però, una certa indipendenza di giudizio nei riguardi del ministero. Ne è riprova il fatto che non pochi uomini appoggiati dal giornale sono costituzionali su posizioni non di rado cri­tiche nei riguardi di Cavour.
Il Cattolico è almeno sino alla venuta di mons. Charvaz, anche per il con­senso del vicario generale Ferrari, su posizioni di assoluta intransigenza e di aspra polemica nei riguardi dello Stato liberale, combattuto non in quanto co­stituzionale, ma per la sua lotta alla Chiesa e alle sue posizioni di privilegio che sarebbero garantite dall'articolo 1 dello Statuto. Le leggi Siccardi e la proposta di matrimonio civile ne hanno irrigidito le posizioni, rendendone il linguaggio particolarmente duro e suscitando altrettanto vivaci reazioni nella parte avversa. La battaglia contro il regalismo sabaudo, contro la naturalizzazione degli esuli, contro la stampa liberale e democratica ha toni di grande asprezza. Charvaz impone, con una lettera nota,15) maggiore moderazione al quotidiano che è stato per anni voce della Curia: riesce a mutare, se non la sostanza, almeno la forma
10) ... Il paese non accetta liberamente accordo alcuno con Roma che torni a danno della sovranità civile... ; Roma combatte in noi la libertà di stampa, di coscienza, la separazione dello Stato dalla chiesa, l'egemonia sarda, l'indipendenza italiana, combatte in noi E laicato civile ed il più fiero nemico della sua teocrazia politica... . Corriere Mercan­tile, 16 ottobre 1852, n. 243. Per le altre citazioni vedere i numeri del 28 ottobre 1852 e del 6 novembre 1852, n. 260.
li) Malgrado le affettazioni dinastiche, le ipocrisie cattoliche... rimane il solo parvenu, l'uomo di ventura, figlio di una rivoluzione e d'una elezione a suffragio universale. Invano il bonapartismo si fregia di manto e corona: non perciò gli è dato rinnegare la propria origine, né dissimulare l'antagonismo in cui necessariamente si trova colle potenze del nord... . Corriere Mercantile, 28 gennaio 1853, n. 24.
12) Corriere Mercantile, 22 e 23-24 gennaio 1853, numeri 19 e 20. Si tratta del Cattolico.
n> Corriere Mercantile, 9 febbraio 1853, n. 34; 11 febbraio, n. 36.
14) Corriere Mercantile, 24 e 26 novembre 1853, n. 275 e 277; I, 6 e 10 dicembre 1853, n. 285, 286, 289.
15) GIUSEPPE ONESTE, Note per uno studio delVopinione pubblica in Genova, in Genova e V'impresa dei Mille, Roma, 1961, voi. I, pp. 134-137 e 175-180.
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