Rassegna storica del Risorgimento

PRALORMO, CARLO GIUSEPPE BERAUDO DI ; MILANO ; GUERRA 1848-1849
anno <1920>   pagina <350>
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350 A. Ì?ONiCA J91 8. MARCINO
Il Dabormida e il Boncompagni, dal loro osservatorio avanzato di Milano, credevano di scorgere una subdola tendenza dell'Austria a favorire il partito demagogico piemontese* nella speranza ohe razione di questo, assecondata dagli indugi frapposti alia conclusione della pace per effetto degli intralci intenzionalmente suscitati ad ogni pie sospinto dal De Bruck, finisse per generare tale anarchia che il Go­verno sardo non vedesse altra via Èi acampo che invocare r inter­vento austriaco, nelT interesse dell'ordine e> dell'esistenza della Mo­narchia, intervento che sarebbe stato pagato a prezzo dell'indipen­denza del Piemonte oppresso, se non dal dominio effettivo, dalla potenza soffocatrice dell'Impero (1).
ESettivamentc il partila dieglì- avvocati, sebbene ridotto di nu­mero ' ièemato in autorevolezza dopo gli ultimi avvenimenti, si adoperava con ogni mezzo per accreditare tali timori. Ma i suoi sforzi urtavano contro il fermo contegno del Primo ministro che in quel momento vedeva ben chiara la ivi da seguire.
Occorreva cioè ponderare cola.' inassima serenità e con senso pratico scevro da ogni influenza retòriea, quali fossero i sacrifizi e le concessioni che si potevano e st-tìòwevano fare alla suprema ne­cessità del momento, consistente nello strappare all'Austria lafAsen clusione del trattato, per evitare che la pace, non saputa negoziare,; venisse poscia imposta, a discrezione del vincitore, in unvfuturo molto prossimo e quasi certo.
Senonche'ae ultime òlèhìarazioni del De Bruck erano peren­torie, e non concedevano di ritornare sugli argomenti, già discussi, od accennati soltanto, se non passando sotto le fórche caudine gas poste dall'Austria, che il Governo sardo voleva e doveva ali ógni costo evitare.
XX.
Vi era tuttavia ima questione che non era Stata pregiudicata da alcuna discussione-: quella della delimitazione dei confini lungo il Oravellona. Ma questa mk omento àt cosi secondar impor­tanza che non pareva dovesse lasciare pMl il W M m fen0 attacco della torte posizione assunta, dal Plenipotenziario austriaco.
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(1) DiBpaccip di Kaaaìme ad Euiinairaele d'Azeglio,- 9 luglio.