Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI GENOVA 1850-1859
anno <1977>   pagina <149>
immagine non disponibile

Il giornalismo genovese nel decennio 149
Osservatore - Riviera di Ponente 6, riviera di Levante 16, Sardegna 7, Stato Ponti­ficio 28, Genova 200. Totale 257.33>
Lavoro - Stati Sardi 152, Genova 150. Totale 302.
Queste cifre, senza dubbio soggette ad oscillazioni e per alcuni fogli con­traddette, sia pure in misura non rilevante, da altre indicazioni, rivelano una realta poco nota e, a mio giudizio, sorprendente: i giornali repubblicani o mazziniani sono in testa alle vendite in Genova, con un totale complessivo di 1950 copie contro le 1935 di moderati e cattolici considerati insieme. Se poi si tiene conto del fatto che i cattolici sono una forza di opposizione, si giunge alla conclusione che alla fine del 1852 le correnti costituzionali filo governative, per quanto di una certa rilevanza, sono ancora piuttosto deboli. Il discorso muta com­pletamente per le riviere e l'entroterra ligure, scarsamente penetrati dalla stampa democratica, poveri di lettori ed orientati su posizioni moderate o cat­toliche intransigenti.
Altri dati complessivi sullo smercio dei giornali genovesi all'estero (per estero si intende, naturalmente, anche ogni territorio della penisola non facente parte del regno di Sardegna) sono offerti dalle tabelle che riportano dettaglia­tamente i luoghi di destinazione dei singoli fogli. In questi elenchi manca la Gazzetta di Genova: per il quotidiano ufficiale dobbiamo quindi fare riferimento al consuntivo già reso noto. Le cifre riguardanti Maga, Italia e Popolo e Osserva' torà coincidono esattamente con quelle precedenti; quelle relative a Mediterra­neo, Corriere Mercantile e Cattolico sono invece inferiori. 3*)
Un panorama completo della situazione negli Stati Sardi, Genova esclusa, è offerto dai dati conclusivi ottenuti sommando le singole voci del bilancio. Il Corriere Mercantile venderebbe in totale 369 copie; il Cattolico 466; L'Italia e Popolo 133; Il Mediterraneo 43; La Maga 263; L'Osservatore 106; // Lavoro 152. Questa seconda valutazione, assai vicina in genere a quella precedente, è proba­bilmente più esatta della prima. 35>
Il Corriere Mercantile è presente in Francia, Inghilterra, America del Nord e del Sud, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Svizzera, Egitto, Tunisia. Scarsa è invece la diffusione nella penisola, per la momentanea concorrenza del Medi­terraneo. In genere una sola copia perviene in molti centri. Fanno eccezione Marsiglia con 15, Parigi con 8, Alessandria d'Egitto e Gibilterra con 5, Londra e Lisbona con 3 e Lima, Ginevra, Milano, Tunisi, Goletta con 2 copie.36)
Per quanto riguarda gli Stati Sardi, 92 copie sono spedite a Torino, 12 ad Alessandria, 9 a Novara, 8 ad Asti, 7 ad Arona, 6 ad Intra, 4 a Voghera, 3 a Biella, Casale, Casteggio, Chambéry, Mondovì. Ventun copie raggiungono Nizza, 11 Porto Maurizio, 10 Savona, Oneglia e Sanremo, 6 Chiavari e Diano, 5 Novi e
33) Nella tabella mancano le vendite effettuate in Piemonte, che risultano invece dai quadri analitici: ben 66 copie risultano spedite a Torino. In totale VOsservatore diffonde-rebbe 334 esemplari di ogni numero, anziché 257.
34) Secondo i quadri analitici presi ora in considerazione, il Mediterraneo spedirebbe fuori Stato 85 copie anziché 104; il Corriere Mercantile 65 in luogo di 99; il Cattolico 119
e non 122.
39 La maggior fondatezza di questi dati è appunto documentata dall'indicazione delle vendite per ogni località.
3) Il Corriere Mercantile invia inoltre una sola copia ad Anversa, Bellinzona, Breda (Olanda), Bruxelles, Buenos Ayres, Lugano, Modena, Montevideo, Monaco, New York, Rio de Janeiro, Grasse, Barcellona e Cette.