Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI GENOVA 1850-1859
anno
<
1977
>
pagina
<
152
>
152
Bianca Montale
L'Osservatore è spedito, fuori dal regno di Sardegna, prevalentemente nello Stato Pontificio.45* La presenza fuori Genova è assai limitata: 66 copie a Torino, 5 ad Alessandria 3 a Spezia, 2 a Oneglia, Nizza, Chiavari, Sarzana, S. Martino d'Albaro; singole copie in pochi paesi.46*
Il Lavoro non esiste fuori dai Regi Stati; in essi ha, però, un suo pubblico non irrilevante : 24 copie sono inviate a Torino, 20 ad Alessandria, 16 a Novi, 12 a Porto Maurizio, 9 a Savigliano, 8 a Chiavari, 4 a Sarzana, 3 ad Asti e Pine-rolo e parecchie altre ancora in una trentina di comuni.47*
Queste indicazioni non del tutto complete offrono interessanti motivi di meditazione e di interpretazione. La stampa genovese, che supera in rilevante misura i confini della Liguria, non ha, almeno in questo periodo, particolare diffusione nella regione che conta, secondo il censimento più recente, 964.146 abitanti. L'analfabetismo è ancora molto esteso, e rappresenta un grave ostacolo alla penetrazione dei giornali.48* Alcuni centri come ad esempio Nizza, Novi, Oneglia, Savona dispongono inoltre di voci periodiche locali, più o meno effimere, che sottraggono lettori ai quotidiani e alle pubblicazioni del capoluogo ligure.49*
La stampa libera ha un'esistenza ancora giovane, risalendo al 1848: il pubblico a cui si rivolge la pubblicistica politica è in fase di maturazione e gradisce per il momento un linguaggio chiaro ed accessibile, e al tempo stesso vivace e polemico. È facile notare come in molti paesi Cattolico e Maga si fronteggino, e manchino voci intermedie. I repubblicani delle riviere e della periferia tranne pochi casi non leggono Italia e Popolo, giornale di notevole livello, che è ancora in fase di crescita. Trovano nelle pungenti caricature della Maga una più stimolante e aggressiva critica ai paolotti e ai moderati.
H discorso sulla stampa di sinistra non si può tuttavia fondare esclusivamente sulle indicazioni fornite dalle regie poste. A Sampierdarena, ad esempio, non figura alcuna copia deWItalia e Popoloz ma è chiaro che nella periferia operaia della città il foglio mazziniano giunge per altre vie non facilmente controllabili. Leggere la stampa repubblicana spesso significa per l'operaio il licenzi a-
45) 23 copie a Roma, 1 a Forlì, Imola, Altomonte (Napoli).
*>) Osservatore invia 2 copie a Cagliari, I a Sampierdarena, Recco, Levanto, Castel-nuovo Scrivia, Ventimiglia, Ales, Alghero, Bosa, Ogliastra, Iglesias.
47) Il Lavoro vende due copie a Cuneo, Biella, Carignano, Casale, Castellazzo, Domodossola, Arquata, Spezia, Nizza, 1 a Cirié, Albertville, Bra, Caraglio, Novara, Arona, Mede, Pallanza, Sannazzaro, Valle di Rosa e Val delle Grazie (Valenza), Moncalieri, Broni, Stra-della, Voghera, Casteggio, Pietra, Diano, Sanremo. A Cagliari giungono due copie.
48) Scompartimento territoriale e popolazione degli Stati di terraferma e delle isole di S. M. il Re di Sardegna, Torino, Castellazzo, 1850, p. 24 sgg.
Per quanto riguarda l'analfabetismo, occorre tener presente che nel 1861 esisteranno ancora, in Liguria, percentuali preoccupanti: il 63 degli uomini e il 78 delle donne risulteranno infatti ancora analfabeti. COBBADO TOMMASI CRUDELI, Sulla necessità di rendere obbligatoria l'istruzione primaria in Italia, Palermo, 1869, pp. 6-8.
49) la genere nei centri minori si ha una fioritura di periodici soprattutto negli anni '60. Esistono tuttavia alcuni giornali locali tra il 1851 e il 1854: a Nizza, L'Avenir de Nice e il Nizzardo', a Novi L'Educatore Popolare (1852), Il Vessillo Italiano (1853), // Progresso (1854), L'Aurora (1854), La Gazzetta di Novi (1854), La Forbice (1854), L'Eco di Novi (1854); ad Oneglia La Società (1854); a Savona II Colombo (1851), L'Indicatore Savonese (1853), // Saggiatore (1854). Quest'ultimo foglio, di tendenza cattolico-liberale, ha una notevole importanza e durata.