Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI GENOVA 1850-1859
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1977
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Bianca Montale
Nel complesso, in meno di due anni si ha in Liguria uno spostamento globale dell'opinione pubblica su posizioni moderate, e di sostanziale accettazione governativa: la somma delle vendite di Gazzetta di Genova, Corriere Mercantile e Stampa attesta un orientamento verso scelte costituzionali e fìlosabaude. Con ogni probabilità in Genova la stampa democratica ha ancora posizioni di forza, anche se la crisi è già iniziata: ma non è possibile, per la città, formulare che ipotesi. Comunque per il foglio di Savi deve aprirsi, con le defezioni del '54 e la polemica con Garibaldi, un momento particolarmente delicato, reso più difficile da persecuzioni e sequestri.
Anche Genova, dopo il '54, si sposterà gradualmente su posizioni di lealismo sabaudo, sia pure con molte remore, diffidenze ed eccezioni (gli artigiani della città sono in gran parte con Mazzini; l'opposizione cattolica, alimentata dalle leggi Rattazzi, sarà vivace sino al 1857). Il municipalismo, ancora fortemente radicato anche in ambienti moderati, si attenuerà soltanto in modo definitivo con il '59.
In base alle indicazioni sulla stampa genovese nel 1854 si possono comunque trarre alcune conclusioni provvisorie. L'opera iniziata da un lato da Domenico Buffa, e dall'altro da Andrea Charvaz, incomincia a dare i suoi primi frutti ed a provocare una maturazione ed un avvicinamento tra Genova e Torino.
BIANCA MONTALE