Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
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1977
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Le elezioni amministrative milanesi nel 1899 163
tive parziali,9) l'opera svolta nel 1894-95 dal Regio Commissario Adeodato Bollasi in favore di una coalizione tra i moderati ed i clericali in occasione delle elezioni amministrative generali del febbraio 1895. ,0> Il Secolo11* definiva infatti Mumcchi uomo di molto ingegno, di seria cultura, di cortesissimi modi, d'aspetto distinto e calmo e sobrio di promesse 3> il suo manifesto, ma si affrettava a rilevare che del suo operato sarebbe stato in definitiva responsabile il governo, al quale spettava decidere se astenersi dalFintervenire nelle vicende politiche milanesi o favorire, come nel 1895, i moderati.
I radicali del resto non ignoravano che si attribuiva al governo anche un'altra intenzione, volta anch'essa a favorire in definitiva i moderati, ma con una tattica differente, quella di incoraggiare la formazione di una coalizione liberale-radicale, sul tipo di quella che aveva retto l'amministrazione civica dopo le elezioni del 1889 dando vita alla Giunta Belinzaghi, costituita dai moderati con l'apporto di alcuni radicali di giudizio temperato .I2J Tale ipotesi, che si diceva caldeggiata da Zanardelli e dai ministri a lui vicini, si basava sul desiderio di escludere dall'esercizio di un ruolo determinante tanto i clericali quanto i socialisti ed i repubblicani.13)
II problema delle imminenti elezioni, a cui tutti i partiti già palesemente pensavano al momento della cessazione dello stato d'assedio,14) non era, però, l'unico che stava loro di fronte ed anzi l'importanza degli altri era tale da influire in modo decisivo sulla scelta delle tattiche e delle alleanze elettorali.
Vi era innanzi tutto il problema del ripristino delle libertà, non tutte restaurate con la cessazione dello stato d'assedio. Proprio ai primi di settembre i condannati dai tribunali di guerra lasciavano Milano alla volta dei reclusori dove dovevano trascorrere lunghe detenzioni: tra essi il capo del socialismo milanese Filippo Turati, il direttore del Secolo Carlo Romussi, quello dell'Osservatore cattolico e capo del partito cattolico intransigente don Albertario, il
9) In base alla riforma del 1894 i Consigli comunali dovevano rinnovare per sorteggio, dopo tre anni, la metà dei propri consiglieri. Essendosi svolte le elezioni generali amministrative nel 1895, il rinnovo parziale sarebbe dovuto cadere nell'estate del 1898. Pelloux, con la legge 28 luglio 1898, aveva, però, rinviato di un anno tale rinnovo.
10) Sull'opera di Bonasi ed in generale sulle elezioni amministrative milanesi del 1895 cfr.: FAUSTO FONZI, Crispi e lo Stato di Milano , Milano, 1965.
*m Jl Secolo, 8 maggio = 1-2 settembre 1898.
U> AUGUSTA DEL VECCHIO VENEZIANI, Gaetano Negri (1838-1902), Roma, 1934, p. 208.
13) L'Osservatore cattolico del 10-11 ottobre 1898 riprendeva da altri giornali l'ipotesi che il governo, appoggiato da Zanardelli, tentasse di costituire a Milano un terzo partito formato da liberali e da radicali, ma dava anche credito all'opposta tesi, secondo la quale il governo intendeva invece favorire la ricostituzione dell'alleanza tra moderati e clericali che vi era stata nel 1895. Domenico Farini riferisce nel suo Diario, in data 19 di* cembre 1898, quanto riferitogli da Umberto stesso di ritorno da Milano: Mi parla della sorda agitazione che regna in Milano, della perturbazione permanente degli animi: Mu-nicchi ritentare di intendersi coi clericali, questi porre condizioni inaccettabili (DOMENICO FABINI, Diario di fine secolo, a cura di EMILIA MORELLI, Roma, 1962, voi. II (1896-99), p. 1395. Lo stato delle fonti archivìstiche è purtroppo tale da non consentire di chiarire a fondo, come sarebbe necessario, molti avvenimenti di questo periodo così importante della vita milanese.
H) I socialisti ricordarono che l'anno seguente ci sarebbero state le elezioni amministrative e che bisognava prepararvi!, fin dal primo numero del loro nuovo settimanale (La Lotta, 8-9 settembre 1898).